Il fumo non si può combattere? Usiamo i pacchetti per la pubblicità. L'intervista

Venerdí 15.04.2011 07:50

Il fumo non si può combattere? No problem. Meglio usarlo a vantaggio dello Stato allora. Mentre in tutti gli stati, dall’Australia alla Cina, si assiste ad un vero e proprio fermento nella lotta contro le sigarette, in Italia la legge resta ferma al Senato.

LE CAMPAGNE CHOC ALL’ESTERO- Solo per citarne alcuni casi: gli Stati Uniti, dove il sindaco di New York Mike Blomberg vara in continuo provvedimenti anti fumo, l’ultimo il divieto di fumo nei parchi pubblici, l’Australia, dove il governo ha emanato una lunga serie di rigide norme antifumo e dove, recentemente, il ministro della salute ha presentato un disegno di legge atto ad introdurre pacchetti di sigarette “no logo”, la Svizzera, in particolare il Canton Ticino impegnato in una vasta campagna mediatica di prevenzione, e poi Inghilterra, Russia e Cina, dove alcune città, nel primo paese al mondo per numero di fumatori, hanno avviato importanti politiche della salute anche con divieti di fumare nei luoghi pubblici.


Le 21 foto della campagna
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E in Italia? Mentre l’Unione Europea ha avviato una consultazione pubblica, nel dicembre del 2010, per una possibile revisione della Direttiva sui prodotti del Tabacco n. 2001/37/EC nel nostro paese, il 29 aprile 2008, è stato presentato al Senato il disegno di legge Marino-Tomassini attualmente in discussione in sede deliberante, ma praticamente fermo da tempo.


Il precedente: la campagna choc contro il fumo che ha provocato una serie di polemiche
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INVESTIRE PER LO STATO- “Per quanto riguarda l’iniziativa europea ho inviato a suo tempo una corposa documentazione” spiega il dottore Franco Zucchini di Sarzana che Affaritaliani.it racconta: “Ho proposto un disegno di legge contro il fumo e devo dire che nonostante il prodigarsi ammirevole dei firmatari senatori Tomassini e Marino, il Governo non sembra molto intenzionato a portare avanti tale progetto. E’ un paradosso ma mentre da un lato si professa di voler intervenire con provvedimenti volti a tutelare la salute dei consumatori (discorsi tanti ma fatti pochi) dall’altro lo Stato biscazziere ( incassa 9,9 miliardi dalle entrate erariali derivanti dai giochi, 30 miliardi dalle entrate erariali derivanti dalle accise su benzina e carburanti e 10,6 miliardi sono le entrate erariali derivanti dai consumi di tabacco (tanti fatti e poche parole). Perchè è fermo? Perchè le lobby del tabacco hanno un potere enorme. Lo Stato stesso è ambiguo. Da una parte vuol far vedere che è contro il fumo, dall’altra invece incassa miliardi di euro. Ecco perchè è inutile fare delle guerre allo zoccolo duro di fumatori. E allora? “Bisogna sfruttarlo per recuperare soldi in un’altra forma”.

Il dottor Zucchini la sua battaglia contro il fumo l’ha però già vinta. La sua petizione nel 2002, anche per merito dell’ex ministro alla Salute Gerolamo Sirchia, sollecitava a “nuove disposizioni sul divieto di fumare ed ulteriori misure a tutela del diritto alla salute e ad una corretta informazione circa gli effetti nocivi del fumo”. Cosa che è stata fatta. “Ho fatto molte cose contro il fumo, e anche con questo disegno di legge ho presentato qualcosa di importante. Ma si è arenato”.

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Il prototipo del pacchetto di sigarette
creato da Franco Zucchini

UN PACCHETTO CON LA PUBBLICITA’- Ma allora cosa fare? “Se il fumo non lo si può combattere, allora è meglio allearsi con lui” spiega “raccogliendo denaro da utilizzare nella ricerca, nella sanità, nei fondi per famiglia e cultura”. Ma come? ” Con un nuovo pacchetto di sigarette atto, da un lato, ad accogliere un rilevante numero di informazioni (sui danni alla salute causati dal fumo, sugli ingredienti e le sostanze contenute nelle sigarette, su idonee campagne di prevenzione…) e dall’altro, ad accogliere inserzioni pubblicitarie (non dei prodotti da fumo o altri prodotti nocivi alla salute, né con formule di premialità che possano risultare incentivanti del consumo di tabacco) alla condizione, opportunamente regolamentata, che i relativi proventi siano destinati alla sanità, alla ricerca. Il nuovo pacchetto di sigarette, uguale a quello normale, e non potrebbe essere diverso perchè se no le norme dell’Ue non consentirebbero di fare diversamente, ha sul frontespizio una specie di foglietto. Per aprire il pacchetto bisogna spiegare il biglietto. Proprio quello consentirebbe di vendere la pubblicità per risolvere i problemi economici dello Stato”.

Di Floriana Rullo Fonte: link diretto


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