Libia, i ribelli chiedono istruttori militari a Italia e Francia per organizzare esercito

La Nato attacca la roccaforte di Gheddafi: raid su Sirte. Hrw denuncia: bombe a grappolo su Misurata. Tripoli smentisce

Un ribelle libico ad Ajdabiya (foto Nasser Nasser - Ap)

ROMA – Giornata di battaglie in Libia dove la Nato ha bombardato Sirte (roccaforte di Gheddafi) e ci sono stati scontri con morti e feriti anche a Misurata. Intanto si cominciano a vedere i primi aiuti militari ai ribelli da aprte della coalizione occidentale.

Gli aerei della Nato hanno bombardato Sirte,considerata la roccaforte del colonnello libico Muammar Gheddafi. Lo ha riferito la tv di stato Jamahiriya, citando fonti militari di Tripoli. Anche ieri gli aerei della coalizione hanno bombardato alcuni obiettivi dell’esercito libico a Sirte. «Sirte ha subito un nuovo bombardamento da parte dei crociati. Ogni singolo missile (che ha colpito la Libia, ndr) è stato pagato dai governi di Qatar ed Emirati», ha riferito l’emittente di Tripoli.

Le forze del leader libico hanno attaccato invece la città di Misurata con almeno 100 missili grad. È quanto afferma un portavoce degli insorti. «Hanno sparato Grad contro un’area industriale questa mattina, hanno sparato almeno cento razzi. Non ci sono vittime», ha detto al telefono Abdelbasset Abu Mzereiq.

L’organizzazione umanitaria Human Rights Watch (Hrw) ha affermato che le forze governative fedeli al leader libico Muammar Gheddafi hanno fatto uso di bombe a grappolo contro la città di Misurata ma l’accusa è stata smentita da un portavoce ufficiale a Tripoli.

L’organizzazione umanitaria ha fatto sapere che alcuni suoi operatori sul campo, nella notte tra giovedi e venerdì, hanno visto cadere almeno tre ordigni ‘cluster’ sul quartiere di El Shawahda e che altri due hanno colpito altre zone della città. La notizia era stata diffusa ieri dal New York Times, che aveva pubblicato una corrispondenza del suo inviato nella città portuale controllata dagli insorti e stretta d’assedio da oltre un mese.

In un comunicato pubblicato sul suo sito web, Hrw afferma che almeno tre ordigni a frammentazione, presumibilmente sparati con un mortaio, sono stati visti esplodere nella notte tra giovedi e venerdi nel distretto di El Shawahda da alcuni suoi operatori sul campo. Questi hanno inoltre avuto notizia da fonti attendibili di altri due ordigni di questo tipo, esplosi in altri due quartieri sempre nella notte tra giovedi e e venerdi.

«È veramente esecrabile che la Libia faccia uso di armi di questo genere in aree resideniali, ha commentato Steve Goose, responsabile della divisione armamenti dell’organizzazione umanitaria. A Tripoli, un portavoce del governo libico, Mussa Ibrahim, ha tuttavia smentito. «Non utilizzeremmo mai armi simili contro le popolazioni libiche – ha detto ai giornalisti – oltretutto il mondo ci sta guardando e non potremmo mai fare una cosa del genere».

Cnt: addestratori da Italia e Francia. La cooperazione tra il Consiglio nazionale transitorio (Cnt) libico e Italia e Francia va oltre la richiesta di fornire armi ai ribelli, e Roma e Parigi «hanno detto sì all’invio di addestratori sul campo». Lo ha affermato oggi il capo del Cnt, Mustafa Abdel Jalil. «La nostra cooperazione con l’Italia e la Francia è andata oltre questo – ha risposto Jalil ad una domanda sull’annunciata fornitura di armi ai ribelli -. Abbiamo discusso del fornire aiuto sul terreno, garantendo assistenza tecnica».

Feriti di Misurata trasferiti in nave. Medici senza frontiere (Msf) ha trasferito, nella notte di venerdì, 99 persone, tra cui 64 feriti di guerra e 35 accompagnatori, via nave, da Misurata a Zarzis (Tunisia). L’operazione si è svolta due settimane dopo la prima evacuazione, sempre via nave, grazie alla quale 71 feriti erano stati trasferiti dalla città libica in Tunisia, mentre sei tonnellate di materiale medico d’emergenza erano state donate all’ospedale di Misurata. Questa volta, il team di Msf ha potuto valutare le strutture mediche presenti nella città, dove gli scontri in corso hanno tagliato fuori la popolazione dall’assistenza esterna, mentre l’ospedale e le cliniche cittadine sono sommerse dai feriti.

«Da settimane, le strutture mediche stanno facendo il massimo per gestire l’afflusso di pazienti,nonostante la carenza di attrezzature mediche e personale per curare i feriti e i malati affetti da patologie croniche», spiega Morten Rostrup, medico di Msf a bordo della nave. «Con gli ultimi pesanti bombardamenti su Misurata -aggiunge- la situazione sta peggiorando e gli ospedali sono costretti a dimettere i pazienti prima che le cure siano completate per poter dare assistenza ai nuovi feriti. Molti di essi non possono accedere a strutture mediche senza mettere a repentaglio le proprie vite».

Tre morti a Misurata. Tre persone sono rimaste uccise in scontri a Misurata mentre le forze pro-Gheddafi continuano a martellare le aree residenziali della città libica con missili e colpi di mortaio. Lo riferiscono fonti degli insorti. Secondo un portavoce dei ribelli, Gemal Salem, i lealisti hanno colpito un caseificio e una struttura che produce olio «per affamare il popolo», mentre scontri sarebbero in corso nella centrale Tripoli Street. Oltre ai tre morti, i ribelli hanno riferito di 25 feriti.

Razzi uccidono sei ribelli a Ajdabiya e Brega. Razzi lanciati dalle forze pro-Gheddafi sulle postazioni degli insorti tra Ajdabiya e Brega (nell’est della Libia) hanno provocato 6 morti e oltre venti feriti. Lo si è appreso da fonti ospedaliere.

Ai ribelli giubetti antiproiettile ai ribelli. Alcuni insorti di Ajdabiya, città della Libia orientale, indossano per la prima volta dall’esplodere della rivolta contro il colonnello Muammar Gheddafi “body armour” di produzione britannica. Lo riferisce l’inviata dell’emittente satellitare al-Jazeera, spiegando che gli speciali giubbotti antiproiettile sono probabilmente il primo segnale del maggiore impegno promesso nei giorni scorsi dal governo di Londra per assistere ed equipaggiare gli insorti. FONTE:

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