Stati Uniti: Denaro per altre guerre e diritti civili sotto fuoco interno.

Una nuova legislazione approvata dalla Camera dei Rappresentanti statunitensi permette al presidente Barack Obama di effettuare guerre in tutto il mondo e senza limiti di tempo. Così lo ha rivelato la catena di radio e televisione Democracy Now, puntualizzando che il settore parlamentare controllato dal partito Repubblicano ha sostenuto inoltre un progetto di legge per quanto riguarda la spesa destinata alla difesa con una “serie di disposizioni polemiche”.

Un maggior controllo della guerra per la Casa Bianca e l’aumento del denaro destinato alle guerre, contrastano duramente con la situazione interna del paese, dove la disoccupazione arriva ad un livello mai visto prima ed i ritagli ai servizi sociali basici ancora si ripercuotono in tutta la popolazione.

Giorni fa la Camera dei Rappresentanti di Stato ha dato l’OK per destinare 690 mila milioni di dollari alla difesa per l’anno fiscale 2012, nonostante l’Esecutivo nordamericano possa applicare il veto presidenziale.

Secondo Democracy Now, con la normativa si punta a che “ogni persona che non abbia la cittadinanza statunitense e che sia considerata sospettosa di terrorismo vada a processo federale, indipendentemente dal luogo dove sia detenuta”.

Il progetto permette anche di aumentare le “facoltà del Presidente per far la guerra in tutto il mondo e senza limite di tempo contro i sospettosi di terrorismo e contro i paesi che teoricamente li sostengano, anche se non ci saranno connessioni con gli attacchi dell’11 settembre”, in riferimento agli attentati alle Torri Gemelle, dovuti, secondo Washington, a Al-Qaeda.

Per l’integrante dell’Unione Americana per la Libertà Civile (ACLU), Laura Murphy, la nuova legislazione autorizza lo sviluppo della “guerra in tutto il mondo” e si tradurrà in “poteri illimitati per usare l’Esercito fuori e dentro il paese”.

La normativa approvata destina 119 mila milioni di dollari al sostegno degli invasioni militari in Iraq e Afghanistan, un aumento degli stipendi dell’esercito di un 1,6% e misure per il sostegno delle famiglie dei militari.

L’approvazione finale dell’iniziativa si è raggiunta dopo che i legislatori rifiutassero una misura che cercava di ottenere un cronogramma ed una strategia di uscita dall’Afghanistan.

Con questo passo dato dai repubblicani, ritornano le discrepanze di fronte a quanto annunciato da Obama di cominciare la ritirata lenta dei 100 mila soldati nordamericani nel suolo afghano a partire del prossimo luglio e fino al 2014.

La normativa, che include anche questioni riguardanti la Libia, deve trovare il consenso nel Senato, con stretta maggioranza democratica,dove sarà dibattuta la seconda settimana di questo mese.

Gli USA da dentro.

Crisi e diminuzione delle libertà in materia di diritti civili è una costante negli USA che, certamente, è manipolata e nascosta dai grandi mass media, principalmente per quanto riguarda la violazione delle libertà dei cittadini.

Anche se il picco più alto della repressione interna si è vissuta con l’amministrazione Bush e l’approvazione del Patriot Act, informazioni recenti mostrano che quella politica si mantiene con la proroga per quattro anni più la legge al riguardo e si rinforza con le decisioni governative, siano del Pentagono o del FBI.

Mezzi alternativi e organizzazioni dei diritti umani hanno denunciato che più di 2.600 manifestanti statunitensi furono detenuti durante la gestione di Obama, cifra che non tiene conto degli arresti e le retate contro immigranti nel paese, vittime dei maggiori atti di violenza della polizia.

La repressione interna si può anche osservare nelle azioni della polizia contro i manifestanti che rifiutano i ritagli alle spese pubbliche, e tale repressione va da aggressioni fisiche fino a arresti con i conseguenti procedimenti intimidatori di schedatura, minacce all’integrità personale e familiare, abusi sessuali, ecc.

A tutto questo si aggiunge la politica del Pentagono che considera qualunque cyber attacco contro gli USA come un atto di vera guerra, aprendo la possibilità di rispondere militarmente per fatti appena verificati, qualcosa di normale per la Casa Bianca.

Per questo, da inizio del 2010, Barack Obama ha messo in movimento il chiamato Cyber Commando, l’apparato militare cibernetico ascritto ai comandi dove vengono distribuite le forze armate degli USA, incaricato, secondo il suo capo, di difendere o attaccare preventivamente e militarmente i paesi da dove teoricamente arriveranno gli attacchi cibernetici, che significa un processo di presa di decisioni basato su un alto grado di incertezza per quanto riguarda il vero nemico.

Il Dipartimento della Difesa ha detto che le risposte si applicheranno se fossero in pericolo le forniture di energia, dei servizi ospedalieri e i sistemi d’emergenza del paese.

Come modo per poter rispondere a questo, Washington avrà la possibilità di dare un impulso a sanzioni economiche, offensive informatiche o aggressioni militari.

Alla situazione di repressione interna si aggiunge la crisi permanente sorta dalle truffe ipotecarie durante l’amministrazione Bush.

Un riassunto di cifre e di dati apparsi negli ultimi giorni mostrano il panorama statunitense:

-La disoccupazione si mantiene al 9% colpendo più di 13 milioni di persone.

-L’azienda che si occupa delle nomine ADP ha dato a conoscere che il settore privato ha aggiunto solo 38 mila nuovi posti di lavoro a maggio e che in aprile si sono creati meno posti di lavori da quanto si era calcolato.

-Le aziende Challenger, Gray and Christmas, hanno informato che le compagnie statunitensi hanno annunciato più di 37 mila licenziamenti a maggio, una cifra maggiore di quella del mese anteriore.

-Si calcola che nell’ultimo decennio la scarsità di medicine si è aggravato negli ospedali statunitensi, dove attualmente si riportano scarsità di fino a 211 farmaci annualmente, secondo quanto diffuso dal The Washington Post.

-Il giornale statunitense La Opinion ha rivelato che nello stato della California le carceri si trovano ammucchiate e la loro capacità di accogliere 80 mila persone è sovraffollata per la presenza di 143 mila reclusi. Questa situazione, che secondo la Corte Suprema di Giustizia del paese è qualificato come castigo inusuale e crudele, si è aggravata da quando sono iniziate le privatizzazioni delle carceri.

-Uno studio pubblicato dal New York City Coalition Against Hunger, ha dimostrato che in questa città statunitense almeno 1.4 milioni di persone, inclusi più di 400 mila bambini, patiscono la fame, essendo una situazione che comprende varie classi sociali.

L’approfondire la politica della guerra, che si credeva esclusiva delle amministrazioni repubblicane, continua la sua marcia dalla mano del presidente che è stato vincitore del Premio Nobel per la Pace.

Un premio che non ha fatto riflettere Obama all’ora di ordinare i bombardamenti sulla Libia, il Pakistan e l’Afghanistan, dove i civili morti aumentano giorno dopo giorno superando i 4 mila.

Fonte: VisionesAlternativas

Tradotto da: FreeYourMind!

FONTE:

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