Pensierino prima delle ferie su Italia, Norvegia, Libia

Siamo in periodo di ferie, ma non dimentichiamo che l’Italia è ostaggio dei mercati finanziari internazionali e che sono in programma privatizzazioni e tagli alla spesa sociale, per la conseguenza di aver adottato la moneta unica perdendo la sovranità monetaria e introdotto il liberismo. E’ in atto un attacco speculativo senza precedenti dalla grande finanza. Lo Stato viene costretto a contrarsi per fare entrare le multinazionali dove prima lo Stato gestiva le imprese pubbliche. La svendita della prima parte del patrimonio pubblico non ha portato benefici (vedere su google: Benito Livigni al V° Congresso di Senza Bavaglio (4) ) ora si vuole procedere per la seconda parte.
… Il Cavallo di Troia è il debito, che in una certa misura è un pretesto. Nessuno vi chiarisce questi argomenti, vi viene solo chiesto di pagare. Punto. Bene ora pagate il conto al ritorno dalle ferie! Non lamentatevi, non passate parola, non protestate, non discutete sul posto di lavoro con le RSU di Base … accendete la Tv e sognate attraverso la pubblicità.

Chi comanda in casa nostra sono le forze finanziarie tra cui la Bce, il FMI, la Federal Reserve. La politica estera è decisa dagli Stati Uniti con il suo alto rappresentante in loco, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (militarmente sempre in assetto di guerra, guerre per la pace ovviamente. ) La Nato ci ha portato nel labirinto Afgano, nell’ Iraq per spodestare Saddam , ed ultimo in Libia contro il tiranno Gheddafi, per gli interessi petroliferi della Francia. L’alleanza Atlantica, ovvero gli Stati Uniti decidono e noi ubbidisco-signorsì.

La Norvegia che se ne è voluta stare fuori da tutto questo ora è sotto attacco attraverso una strategia di terrorismo che mira ad un cambio di governo… non dimentichiamo che i più grandi banchieri sono tutti ebrei e che gli ebrei praticano l’usura detta “ tasso di sconto” attaverso le banche che contollano. La Norvegia è diventata in tempo di crisi un boccone prelibato , visto la deludente guerra per i diritti umani alla Libia…

Il presunto attentatore di Oslo, Anders Behring Breivik, é un Massone? Guardate come é “addobbato”. E’ una foto tratta dal suo profilo facebook… Si nota, chiaramente, il grembiulino degli iscritti alle logge massoniche… I “giornalai” di regimi tacciono… però su questo aspetto puntando l’indice, ovviamente, sul suo “fondamentalismo” cristiano e la sua appartenenza a gruppi di “estrema destra”… I “giornalai” tacciono anche sulla circostanza che la Norvegia aveva assunto una politica filopalestinese dichiarando di votare, a settembre, a favore della costruzione di uno stato palestinese in ambito ONU. I “giornalai” tacciono la circostanza secondo la quale i proventi del petrolio norvegese sono introitati direttamente dallo Stato Norvegese e non dalle compagnie petrolifere private e che lo scorso anno la Norvegia aveva escluso due aziende israeliane dallo sfruttamento di pozzi petroliferi del Mare del Nord. I “giornalai” non dicono anche che la Norvegia aveva annunciato di ritirare le sue truppe dalla guerra in Libia. Infine, i “giornalai” non dicono che almeno dal 2002 la Commissione Europea aveva accusato la Norvegia di non adottare una legislazione bancaria compatibile con quello dell’Unione Monetaria Europea.Infatti, la Banca Centrale Norvegese é in mano pubblica mentre la Banca centrale Europea é una SPA privata partecipata dalle Banche Centrali nazionali a loro volta private. In Norvegia il guadagno da signoraggio non é gestito dai banchieri privati ma redistribuito ai norvegesi… E’ sufficiente?
Gianvito Armenise – Responsabile Movimento Politico “Azione e Tradizione”
Il caso di Oslo: Anders Behring Breivik, protestante e massone filo israeliano, ha fatto tutto da solo o è solo una delle pedine in gioco?
EBREO E MASSONE. IL CONTO TORNA SEMPRE. GV.

Alleghiamo un articolo dell’Avvenire che ci era sfuggito. suggerito da Giorgio Q.

Gheddafi chiude il rubinetto all’Eni e incita i suoi: prendere Bengasi

“Con l’Eni è finita per davvero”: lo ha detto il primo ministro libico davanti alla stampa, annunciando l’interruzione di ogni collaborazione con l’italiana Eni. Il premier ha deplorato la circostanza che Roma abbia “violato” un accordo di non aggressione siglato tre anni fa con la Libia, partecipando ai raid della Nato contro il regime di Muammar Gheddafi.
“Noi non avremo più un partenariato con l’Eni e l’Italia non otterrà, per il futuro, nessuna partecipazione nei contratti petroliferi in Libia”, ha continuato il premier libico Al Bagdadi al-Mahmoudi.
Il primo ministro ha stimato gli investimenti dell’Eni nel settore petrolifero, in Libia, in 30 miliardi di dollari. Il
responsabile del governo è tuttavia rimasto prudente rispetto a Francia e Stati Uniti, affermando che Tripoli tende “la mano” a questi due paesi, e si è detta “pronta” a negoziare con loro nei contratti petroliferi, dal momento che questi Paesi “iniziano a rivedere la loro posizione sull’aggressione atlantica”.
Secca la replica del ministro degli Esteri Franco Frattini: “Siamo noi che non vogliamo e non possiamo fare contratti” con Tripoli, “sono sotto embargo”.
E in serata è tornato a farsi sentire Gheddafi.  In un messaggio trasmesso alla radio, ha invitato le sue truppe a “marciare su Bengasi”, roccaforte degli insorti.
Avvenire 14 luglio 2011.
Buone ferie da Giorgio Q.

fonte:

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