«Segreti inconfessabili in caserma» Ecco perché Melania è stata uccisa

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di Giovanni Sgardi

TERAMO – Non Ludovica la bella. Non l’amore per la flessuosa, sensuale, luminosa soldatessa che domava cavalli e carri armati avrebbe spintoSalvatore Parolisi ad uccidere la moglie Melania.
Le altre conquiste del caporal maggiore in caserma e la delusione della stessa Melania, sempre più lontana dal marito per i suoi continui tradimenti al punto di aver confidato di volersene andare lei, per prima, senza subìre l’onta di un benservito, fanno crollare il movente passionale. E allora? I segreto dell’omicidio del bosco delle Casermette va ricercato in «qualcosa di inconfessabile nella caserma di Ascoli», il luogo di lavoro in cui Parolisi si rifugiò il 19 aprile invece di disperarsi per la madre di sua figlia, scomparsa 24 ore prima.

Il mistero del 235esimo Rav è lo scenario che apre il Gip di Teramo Giovanni Cirillo nelle 185 pagine della nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Parolisi. L’atto è stato reso necessario dal passaggio di testimone, dai giudici di Ascoli a quelli di Teramo, per competenza territoriale. Quasi una formalità, che pure lascia il caporal maggiore in carcere (il giudice avrebbe potuto non condividere l’accusa), introduce accanto ai reati di omicidio aggravato dal vincolo coniugale e dalla crudeltà, del deturpamento di cadavere quello della minorata difesa, e mette in campo elementi innovativi.

Dunque, «non solo gelosia». La passione travolgente per Ludovica fa storcere il naso al gip Cirillo. Lui punta il dito soprattutto su timori e inquietudini di Melania negli ultimi giorni di vita. «Seguiva il marito – scrive ancora il giudice -, lo controllava, in qualche caso lo aveva pedinato. Può dunque aver scoperto qualcosa di inconfessabile». Cosa? Il magistrato butta là la droga, ma solo come esempio. Richiama una testimonianza di Imma, l’amica del cuore, a cui la mamma campana avrebbe detto al telefono: «Ho paura, dobbiamo vederci. Ti devo parlare». Prima dell’incontro le 22 coltellate.

E poi c’è una dolorosissima storia nel passato della coppia. È il 2008, Salvatore e Melania sono ancora fidanzati. Il caporalmaggiore è a fianco del conducente di un’auto, c’è un incidente, muore un bimbo. Tra poco sarebbe iniziato il processo, il soldato e la moglie avrebbero dovuto testimoniare. Secondo quanto riporta il Gip, quel dramma, lo strazio della morte del piccolo avrebbe turbato la donna tanto da scatenare altre tensioni coniugali alla vista del processo che si avvicinava…

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