In Arrivo le Smart Pill: Chip Corporei in Pillole

Articolo di Mike Adams, pubblicato il 9 novembre 2010 su naturalnews.com, la traduzione è  a cura del sito Anticorpi
In Arrivo le Smart Pill: Chip Corporei in Pillole

L’età del microchip medicinale è alle porte. Novartis, una delle più grandi case farmaceutiche al mondo ha annunciato di avere intrapreso un progetto diretto allo incorporamento di microchip direttamente allo interno di farmaci di nuova generazione, per creare la tecnologia “smart pill.”

Tale nanotecnologia gli è stata concessa su licenza dalla Proteus Biomedical di Redwood City, California.

Una volta attivato dallo acido dello stomaco, il chip inizia il suo lavoro di rilevamento e trasmissione dati ad un ricevitore indossato dal paziente. Lo stesso ricevitore è in grado altresì di inviare i dati via internet ad un medico.

L’idea è quella di creare “pillole intelligenti” in grado di percepire ciò che accade allo interno dello organismo e fornire tali informazioni al medico curante. Novartis ha previsto di iniziare ad applicare tale tecnologia nei suoi farmaci destinati a contenere il rischio di rigetto nei trapianti di organi, e successivamente espanderla ad altri prodotti. La stessa tecnologia in breve tempo sarà presumibilmente adottata da altre società, per lo impiego in altre tipologie di farmaci.
I MIGLIORI PROPOSITI …
A prima vista sembra tutto fantastico, ma i lettori di Natural News senza dubbio si staranno ponendo un sacco di domande.
Per cominciare, Novartis non sembra affatto intenzionata ad effettuare alcun test clinico circa i problemi di sicurezza derivanti dalla ingestione di un microchip.
“Novartis non ha in programma di condurre studi clinici ad ampia scala per testare questi nuovi prodotti”, riferisce Reuters.
“Invece, si propone di effettuare test di bioequivalenza, i quali dimostrino che gli effetti farmacologici di tale nuova tipologia di farmaci siano equivalenti a quelli del ‘vecchio’ tipo.”
A questo punto mi sorge un dubbio: non è forse vero che un siffatto chip dovrà per forza di cose contenere sostanze chimiche e metalli pesanti? Per effettuare una trasmissione di dati dovrà essere dotato di una fonte di alimentazione, ossia una microscopica batteria o un condensatore di qualche tipo. Ebbene, i materiali utilizzati nei condensatori e nelle batterie, che io sappia, sono tossici, e dunque sarebbe preferibile non ingerirli.
Un microchip non è cibo, ed ingerirlo suona rischioso per la salute, soprattutto se devi mandarne giù uno o più ogni giorno.
LA RISERVATEZZA DEI DATI
Un altro grosso problema con i microchip trasmittenti è legato alla riservatezza. Se questi chip diffonderanno  informazioni, probabilmente le stesse potranno essere captate da qualsiasi cosa nelle vicinanze, tra cui individui potenzialmente senza scrupoli oppure organizzazioni che potrebbero sfruttarli illecitamente.
Ad esempio, supponiamo che una farmacia installi un rilevatore sulla sua porta d’ingresso al fine di monitorare gli avventori. Potrebbe teoricamente adoperare i dati per determinare le condizioni di salute del cliente e poi agire interessatamente per ‘spingere’ alcuni prodotti piuttosto che altri.
Gli agenti governativi potrebbero essere equipaggiati con “scanner di microchip farmaceutici.” Le informazioni ottenute potrebbero essere utilizzate in violazione della privacy attraverso la loro condivisione con altri enti pubblici, o addirittura essere vendute a società di marketing di terze parti.
Nutro molti dubbi sul fatto che i dati trasmessi potranno essere criptati, dal momento che la crittografia richiede reale potenza di elaborazione, e non vi è spazio che per una singola fonte di alimentazione CPU allo interno di tali microscopici processori. Molto probabilmente trasmetteranno un segnale grezzo che potrà essere rilevato e decodificato abbastanza facilmente.
RICORDATI DI PRENDERE LE MEDICINE
Ma la parte davvero eclatante riguardo questi farmaci microchippanti è che essi saranno utilizzati anche per assicurarsi che la gente assuma puntualmente le proprie medicine.
Le compagnie farmaceutiche perdono miliardi di dollari l’anno (nelle loro menti) a causa dei pazienti che semplicemente dimenticano di prendere le loro pillole.
Naturalmente, spesso la ragione di tali dimenticanze deriva dagli stessi farmaci, molti dei quali provocano danni alla funzione cognitiva, ma questa è un’altra storia.
Per cui queste smart-pill saranno verosimilmente utilizzate per monitorare i pazienti in modo che possa essere loro “gentilmente ricordato” di assumere le pillole al momento giusto. Nel settore del marketing, questa strategia è definita: “programma di continuità.” E’ un sistema per ottenere vendite ripetute su base regolare.
In questa ottica, le pillole con microchip arrecherebbero più vantaggi alle aziende farmaceutiche che ai  pazienti. Ciò è particolarmente vero se si considerano i casi in cui i farmaci si rivelino dannosi per la salute umana – la esperienza è piena di medicinali che in seguito alla loro immissione sul mercato si siano rivelati estremamente pericolosi o addirittura mortali (qualcuno ha detto Vioxx?).
IN ARRIVO I RILEVATORI DI FARMACI (POLIZIA E LAVORO)
Da ciò potrebbe svilupparsi un altro interessante effetto collaterale: i datori di lavoro saranno in grado di realizzare o acquistare degli scanner da utilizzare  nei colloqui con i candidati. (Una roba simile si potrebbe forse persino costruire in garage, con del materiale acquistato da Radio Shack).
Tutto ciò potrebbe rivelarsi molto utile per i datori di lavoro che preferiscano non assumere persone che assumano farmaci. Ti ricevo per un colloquio e nel frattempo in automatico eseguo la scansione dei tuoi dati trasmessi dal chip. Una luce rossa mi indica i risultati, e con calma ti dico che l’intervista è finita e che “ti faremo sapere.”
Con molti datori di lavoro oberati dalle spese di assicurazione sanitaria, questo potrebbe fornire un metodo semplice ed infallibile per evitare di prendere a bordo qualcuno che prima o poi possa comportare un onere finanziario ricadente sui piani di assicurazione sanitaria (dal loro punto di vista). Non mi trovo d’accordo con questo uso della tecnologia, ma si tratta di uno dei tanti modi in cui potrebbe essere utilizzata.
La stessa polizia potrà utilizzare un dispositivo di scansione per determinare se un automobilista sulla scena di un incidente si trovi sotto gli effetti di un farmaco.
Ora, su questo tipo di utilizzo personalmente sono daccordo. Le strade oggigiorno sono piene di gente poco lucida a causa dell’uso di farmaci. Il problema – per inciso – è più grave della guida in stato di ubriachezza, ma praticamente non si fa nulla per porvi rimedio.
Il rilevamento sarebbe anche più facile di un test etilometro, dal momento che non richiederebbe alcuna azione da parte del soggetto esaminato.

Il poliziotto si limiterebbe a schiacciare un pulsante, e potrebbe quindi determinare se l’esaminato faccia uso di farmaci non consentiti per la attività di guida. A quel punto il soggetto potrebbe essere arrestato con l’accusa di “guida in stato di alterazione farmacologica.”

UN ALTRO MOTIVO PER NON ASSUMERE FARMACI
Ci sono chiaramente molte domande senza risposta e anche alcuni potenziali rischi, nella adozione di prodotti farmaceutici contenenti microchip. Per alcuni i problemi legati alla privacy costituiranno il fattore più importante; dopotutto chi mai potrebbe voler comunicare al mondo di essere in cura?
La maggior parte dei lettori di Natural News sa che la cosa migliore è evitare i farmaci. Il fatto che saranno presto dotati di microchip è un altro buon motivo per approcciarsi ad un metodo più olistico nella cura della nostra salute.
Non scommettere la vita (e la privacy) sulle pillole di Big Pharma. Scegli uno stile di vita sano, basato sui  nutrienti, gli alimenti biologici, lo esercizio fisico regolare, evitando cibi artificiali (sintetici), prodotti chimici, e molto probabilmente non avrai mai bisogno di farmaci per tutta la tua vita.


Commento del curatore del blog
Il vero scopo di queste pillole sembra essere:
a) abituare l’umanità all’idea che il microchip possa entrare nel nostro corpo, fino al punto di convincere la gente ad impiantarselo così come già si fa con gli animali
b) sperimentare tale tecnologia su cavie viventi anche nella variante microchip in pillole (invece che microchip innestato) magari nel contempo sperimentando usi non dichiarati e non dichiarabili del microchip.

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