Sangue infetto negli ospedali? Ritirati 24 lotti di emoderivati

Emoderivati prodotti con sangue di due donatori affetti dalla malattia di Jacob Creutzfeldt (quella della “mucca pazza”)  vietati negli ospedali di Sicilia, Campania, Lazio, Puglia e Calabria

Sanità a rumore, oltre che per i ticket, anche per l’annuncio di Repubblica.it  che l’Aifa ha vietato negli ospedali del Sud ma non solo (Sicilia, Campania, Lazio, Puglia e Calabria) l’uso di 24 lotti di emoderivati della Kedrion in quanto prodotti con sangue di due donatori affetti dalla malattia di Jacob Creutzfeldt.

L’attenzione era già salita a gennaio quando, sempre secondo Repubblica, Guido Rasi, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), sospettò che non fossero fatti tutti i controlli per escludere la presenza di vari virus trasmissibili col sangue, mentre Enrico Garaci, presidente dell’Istituto superiore di Sanità (ISS), ritenne che il rischio contagio fosse minimo e si oppose al sequestro in quanto il ritiro dei farmaci (essendo la ditta produttrice, la Kedrion, monopolista), avrebbe provocato un pericolo maggiore privando gli ospedali  di quei prodotti necessari a molti pazienti.

Ora il caso è esploso perché l’assessorato alla salute della Sicilia ha segnalato un caso sospetto che si riferisce ad un donatore ancora in vita, mentre un altro caso di un donatore, deceduto, è stato segnalato dalla Germania.

Sulla vicenda, ovviamente, si stanno esprimendo una pluralità di esperti.
Dall’AIfa
, secondo Repubblica, si sottolinea che il sequestro ha uno scopo cautelativo in quanto del donatore tedesco non si sa se fosse affetto dall’encefalopatia spongiforme “umana” o (“meno probabile”) dalla variante bovina più nota come “mucca pazza”.

Per il professor Maurizio Pocchiari dell’Istituto superiore di sanità ” È un campanello d’allarme da non sottovalutare”.
Il senatore Ignazio Marino pensa che nel settore della produzione e diffusione degli emoderivati vada fatta chiarezza con molta urgenza.

Per il prof. Aurelio Maggio, direttore di Ematologia II dell’Ospedale Cervello di Palermo e Coordinatore Rete Regionale Centri Talassemia per la Sicilia.
“Se esiste un rischio, pur basso, di contaminazione degli emoderivati, ritirarli è una giusta precauzione.
E’ vero che è una decisione costosa, e che così si ritirano prodotti che potrebbero anche, invece, non aver alcun problema, ma nel dubbio che possa esserci un rischio è bene che prevalga la tutela del ricevente

Il prof. Alessandro Zanetti, direttore dell’Istituto di Virologia dell’Università di Milano, interpellato da Osservatorio Malattie Rare sostiene che “se non si può dire che  il rischio è inesistente va comunque specificato che è davvero un rischio più teorico che reale”.
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