I crimini umanitari della NATO: bombardato l’acquedotto il 22 luglio

“Coloro che si sentono irritati dalla nostra amicizia con il Presidente Gheddafi 
possono andare a fare un tuffo in piscina.“ (Nelson Mandela)

Sbagliare è umano, perseverare diabolico. E la Nato diabolica lo è assolutamente, visto che non soddisfatta di avere bombardato il 22 luglio scorso, le tubature del sistema di irrigazione artificiale che attraversa il deserto ed eroga l’acqua al 70% delle famiglie, il giorno dopo si accanisce sull’unica fabbrica di produzione di tubature che avrebbe potuto ripararle, a Brega.

Rassicuro comunque tutti che lungi dall’essere come allude l’articolo di Pravda, un mero atto di vendetta perché la NATO stava perdendo, si tratta di spianare la strada ai privatizzatori Gaz de France-Suez e Veolia, che  si faranno un onore di fare bella figura “aggiudicandosi” gli appalti per ricostruire l’aquedotto – imponendone per inciso LA PRIVATIZZAZIONE a essa stessa e compari – dell’infrastruttura e di un’acqua che in Libia – abbondante – era GRATUITA PER TUTTI. Barbaramente eliminata la concorrenza, con tanto di campagna stampa sulle virtù del “libero mercato”.

Sulla stessa linea, tre giorni fa, nella serie ininterrotta di raid aerei della NATO, è stata colpita appositamente la ZECCA, fulcro della sovranità di ogni popolo che si autodetermini – la quale stampava moneta per conto di Gheddafi e del popolo, a tassi d’interesse zero e sovranamente. Un po’ come i biglietti di Stato di Moro, le 500 lire del mercurio alato, prima che finisse  come è finito.

Non è un segreto per nessuno che le royalties che Gheddafi chiedeva alle multinazionali di idrocarburi viaggiavano sui livelli di Norvegia e Canada, aggirandosi sull’80% – ma l’ENI godeva di privilegi al riguardo? – e che con l’occupazione atlantista scenderanno ai livelli italiani (7-10%, con prove di produzione gratuite per due anni) post mortem Mattei. Se fanno i bravi.

Si sa anche che Gheddafi gestiva come la Norvegia, un fondo sovrano tra i più ricchi al mondo, alimentato con tali royalties appunto e i proventi dagli idrocarburi, che redistribuiva lautamente alla popolazione. Troppa ricchezza per una così esigua popolazione…E soprattutto troppo potere al popolo con i fondi sovrani.

Sembra che Gheddafi avesse capito l’inghippo della moneta debito vs moneta del popolo e che pertanto aveva in progetto di creare un dinaro d’oro come riferimento delle transazioni internazionali: un peu fort de café, come direbbero i francesi, per un beduino del deserto che non rispetta le etichette moraliste, strategiste, buoniste, ipocrite e omertose della cricca di finanzieri banditi che governa la pirlamide mondiale. Tale mossa avrebbe infatti definitivamente sotterrato il petrodollaro, mostrando al mondo quanto questa valuta sia oramai tenuta in piedi a suon di bombe all’uranio e attacchi al fosforo bianco, campagne stampa del tutto manipolatorie e menzognere.

Come la balla della piazza Tripoli del 24 agosto dove esultano pseudo ribelli montata in uno studio televisivo del Qatar e ammessa al telegiornale (libico?) dallo stesso Abdeljalil, del CNT, come metodo per migliorare il morale dei ribelli e per disperdere i lealisti. Una balla di guerra insomma, solo che la NATO dice di essere lì per proteggere i civili. Una balla propagandata nel mondo intero, dai media di proprietà delle stesse banche e delle stesse multinazionali che si stanno leccando i baffi per il lauto bottino e per le quali la NATO è assoldata.

 

http://www.dailymotion.com/video/xkpj15_la-chute-de-tripoli-m-abdeljalil-avoue-le-mensonge-tourne-au-qatar-et-retrasmis-a-travers-le-monde_news

Un Gheddafi che ha osato sfidare la comunità internazionale con obiezioni del tutto condivisibili come quando dichiara all’ONU:

“A cosa servono le Nazioni Unite se 5 Stati hanno il diritto di vita e di morte?A cosa serve che noi veniamo a fare i nostri discorisi una volta l’anno alle Nazioni Unite se nella sala accanto ci sono 5 Stati che decidono per voi che siete seduti qui? Voi 191 Stati siete solo ornamento in questa sala”.

Soprattutto la Libia di Gheddafi non è indebitata, e fa gola ai paesi occidentali intrappolati nel debito pubblico che invece di farsi un esame di coscienza su come uscirne agiscono come i drogati che devono procurarsi la dose, solo quello importa, il saccheggio delle rendite di un paese che potrà dare un sollievo temporaneo al loro (nostro) stato di tossicodipendenza profonda. Tutti drogati al debito, tutti dopati alla moneta, tutti manipolati, tutti condizionati, tutti lavoratori indefessi per onorare il servizio dei debiti. L’importante è che non siamo consapevoli e che siamo al servizio dei nostri padroni, ancora più in stato di narcosi profonda ancora più travolti da tossicodipendenza profonda. Si curassero allora.

Una bella banca centrale privata, un bell’indebitamento, con basi NATO perenni sul territorio come in Italia, un sistema pirlamidale di corruzione profonda anziché di redistribuzione, una guerra civile tra tribù favorite e tribù discriminate appositamente, un’emigrazione di massa, mafiosi/terroristi messi ai posti di comando, questo è il futuro che spetta adesso alla Libia: non ricorda nessun’altra ‘liberazione’ in salsa atlantica?

Benvenuti nel NOM, libici, adesso sì saremo veramente fratelli [fraternité].

N. Forcheri

 

Crimini di guerra della NATO: bombardato l’acquedotto in Libia

Fonte:  http://english.pravda.ru/news/world/23-07-2011/118577-nato_war_crimes-0/ Trad. Ennedieffe

(23 luglio 2011) Pravda.ru Un attacco terroristico della NATO ha colpito una fabbrica di tubature d’acqua ad al-Brega, uccidendo sei guardie: la fabbrica produce tubature per il grande  sistema artificiale d’irrigazione attraverso il deserto che eroga l’acqua al settanta per cento delle famiglie  libiche, secondo fonti in Libia. La fabbrica è stata distrutta il giorno dopo l’attacco del sistema idrico libico, venerdì scorso (22 luglio).

22 luglio 2011. Una data da ricordare per l’umanità. La NATO attacca l’acquedotto libico di rifornimento idrico. Ci vorranno mesi per ripararlo. Poi sabato bombarda la fabbrica che produce le tubature dello stesso acquedotto.

Da quando in qua una fabbrica di tubature idriche come quello a Brega sarebbe un obiettivo legittimo nell’imposizione di una  no-fly zone per proteggere i civili? Le condutture per l’approvigionamento idrico sarebbero in  sé un obiettivo legittimo?  

La NATO ha commesso un altro crimine di guerra, bersagliando  una rete idrica civile che eroga l’acqua al 70% della popolazione della Libia, secondo le fonti di Pravda.Ru in Libia. Il direttore generale della Corporation Man Made River che controlla l’acquedotto riporta d’essere stato colpito in un raid della Nato venerdì 22 luglio. Un’altra chiara violazione delle norme internazionali: l’invio dall’Italia di 19000 AK-47 (Avtomat Kalašnikova obrazca 1947) sequestrato in Ajdabiyah dalle autorità libiche, secondo fonti militari libiche.

La comunità internazionale può scegliere: sia chiudere gli occhi, vigliaccamente, consentendo alla NATO d’uccidere bambini libici, civili libici, e sostenere i terroristi nei loro attacchi (abbiamo ricevuto informazioni che il fosforo bianco contro postazioni governative libiche, adesso che la NATO non sa piu cosa fare, ricordate il napalm?

Oppure la comunità internazionale può avvalersi dei canali opportuni per esercitare pressioni sulla NATO stessa e i politici nei loro Stati membri per arrestare quest’atrocità criminale, questo oltraggio contro l’umanità e alle norme internazionali, subito.

Siete favorevoli a questa campagna di guerra? Allora siete assassini  di bambini, o simpatizzate con gli assassini dei bambini. Cameron, Obama e Sarkozy hanno le mani sporche del sangue di centinaia di persone innocenti [20000 uccisi dall’inizio dell’agressione, NdTr].

Se il contributo della NATO alla protezione dei civili vuol dire bombardare il loro aquedotto,  allora la comunità internazionale dovrà rispondere di questo odsioso crimine di guerra, e anche i politici dovranno farlo. Si alzerà qualcono per fare qualcosa contro questo orrendo crimine di guerra, indipendentemente da quello che fanno i politici? Oppure stiamo a guardare mentre la NATO distrugge l’acquedotto, una struttura civile? Significa proteggere i civili questo oppure è un semplice atto di vendetta perché la NATO sta perdendo?
Timothy Bancroft-Hinchey
Pravda.Ru
Traduzione  di Nicoletta Forcheri

fonte:

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