Perchè le nostre paure si realizzano?

La legge di Murphy recitava “Se qualcosa può andare storto lo farà!”
Per quanto tale affermazione sia entrata nell’immaginario collettivo, i risultati che ne sono conseguiti sono l’aumento delle nostre paure.
Infatti abbiamo ben capito che le cose tendono ad andare storte se ci fissiamo su scenari negativi, ma siamo rimasti del tutto inconsapevoli di come questo meccanismo si realizzi.
Il problema è la mancanza di ‘Manutenzione’ nelle faccende personali a causa della Paura.

Al termine di questo articolo, tutto il processo sarà perfettamente chiaro, ma per farlo utilizzerò nozioni e leggi provenienti da più campi del sapere.
Il mio approccio è quello di adottare semplici regole universali per descrivere le dinamiche che ci riguardano, e se queste regole sono valide devono valere in più contesti.
Concetto di Entropia
E’ una grandezza utilizzata in fisica, per definire il caos in un sistema chiuso.
Potremmo assumere che l’intero universo sia un sistema chiuso e noi viviamo al suo interno.
Una considerazione interessante è che il caos nell’universo tende ad aumentare, quindi l’entropia è in costante aumento.
Possiamo osservare che in ogni ambiente, il trend è il passaggio spontaneo dall’ordine al disordine.
Questo è valido per velocità inferiori a quelle della luce, mentre il concetto di entropia negativa recita esattamente il contrario. A velocità superiori a quelle della luce (300.000 km al secondo) il disordine procede diventando ordine.
Se fate un paragone con quello che succede in un giardino avrete esattamente l’immagine di come funzioni l’entropia praticamente.
Anche il più bel prato, con erba tagliata, alberi curati, fiori colorati e ben distribuiti, ha bisogno di una costante manutenzione.
Un giardiniere si occupa specificamente di tenere in ‘Ordine’ il suo giardino. Lo cura, taglia i rami secchi, estirpa l’erbaccia e coltiva le sue piantine con estrema attenzione.
Cosa accadrebbe se non lo facesse? Avremmo ancora un giardino nel pieno della sua bellezza se si smettesse di seguirne le necessità?
Assolutamente no!
Col tempo la sua composizione armoniosa lascerebbe posto al caos più totale, la bellissima composizione verrebbe ben presto sostituita da una specie di giungla cittadina.
Dunque abbiamo dimostrato che le cose per essere tenute nel loro stato ordinato hanno bisogno di essere seguite con regolarità e di ricevere una corretta manutenzione, che significa attuare un contributo ‘Attivo’.
Un giardino abbandonato si può trasformare spontaneamente in un campo, ma un deserto non potrà mai divenire da solo un bellissimo prato fiorito.
Questo processo vale in tutte le nostre attività: un lavoro di cui non ci occupiamo perderà il suo senso e declinerà; una relazione che trascuriamo presto arriverà ad un punto di rottura; la salute viene meno se non ascoltiamo le esigenze del nostro corpo e così via.
Nessuno vi regala niente, ogni cosa che va male è una vostra diretta responsabilità, ma allo stesso modo ogni successo è merito vostro e della vostra attenzione.
Il Meccanismo della Paura
Come ho scritto in precedenti articoli, l’essere umano vive in due tipi di stadi ben definiti emotivamente.
C’è lo stadio del rilassamento e lo stadio della paura.
Nel primo siamo in grado di affrontare un problema in maniera pratica, razionalmente ed abbiamo tutta l’intenzione di farlo.
Nel secondo caso, siamo sotto shock, congelati, perchè la prova a cui siamo sottoposti è arrivata inaspettata e ci sembra troppo grande per essere affrontata di petto.
La caratteristica è che in questa seconda fase, il cervello comincia a vascolarizzare delle aree che hanno la primaria funzione di aiutarci a trovare una via di fuga, cioè ci mettono nelle condizioni di scappare sia mentalmente che fisicamente.
Il problema è che così facendo, il nostro organismo toglie energie e nutrimento a quelle aree cerebrali deputate alla risoluzione di un imprevisto.
In altre parole, se vi sentite in uno stato di paura ed agitazione sopra la media, non potrete fare assolutamente nulla per risolvere la questione, potrete solamente darvela a gambe.
A dire il vero non ci sarebbe nessuna controindicazione se non fosse per il fatto che in alcune circostanze vorremmo scappare ma abbiamo anche il terrore delle conseguenze. Infatti fuggire significa salvarsi la vita ma lasciare campo libero al nemico.
Provate ad immaginare di essere un uomo delle caverne, vivete in una grotta e disponete di un certo quantitativo di viveri.
Arriva un predatore molto più grosso di voi: lì per lì pensate di scappare, ma siete ugualmente tormentati dal fatto che possa raziare tutte le vostre riserve di cibo e lasciarvi a secco una volta tornati al sicuro.
Siete congelati, perchè avete paura per la vostra vita presente, ma avete anche il terrore di quello che vi attenderà dopo che l’emergenza sarà trascorsa.
Dunque siete divenuti ‘impotenti’=conflitto di attacco frontale (predatore) più blocco del movimento(non me ne posso andare).
A causa di questa impotenza siete impauriti per ciò che potrebbe accadervi e non potete neppure fare nulla per sistemare. Quindi da quell’istante smettete di curarvi dei vostri affari e facendo un paragone col giardino di prima, smettete di fare manutenzione.
Ora è tutto semplice.
Quando avete paura, siete impossibilitati a risolvere la situazione perchè ‘dovreste’ prima scappare, ma se siete terrorizzati smetterete anche di curarvi della situazione e di fare manutenzione al vostro problema.
Come conseguenza, sappiamo che l’entropia aumenta e dunque anche il disordine ed il degrado, per cui se smettete di fare manutenzione a causa di un blocco per la paura, la situazione continuerà a peggiorare da sola.
Il risultato sarà la concretizzazione delle vostre paure.
Badate bene, una paura non si realizza perchè voi la attirate banalmente, ma si manifesta perchè voi non avete fatto nulla per evitarlo, è una sfumatura molto diversa ed importante.
I nostri incubi non arrivano da soli, ma solo se noi evitiamo di realizzare i nostri sogni migliori. Non c’è nessun nemico nè pericolo reale; nessuno che ci impedisca di mettere a posto le nostre questioni, a patto che sappiamo quale sia la causa.
La causa è la paura che immobilizza perchè abbiamo la fobia di rimetterci qualcosa. La soluzione è accettare che nella vita si può anche rinunciare al superfluo e si vive ugualmente, anzi si può ricostruire meglio di prima con l’esperienza acquisita. E soprattutto, non c’è nulla di veramente indispensabile, tutto è superfluo e a tutto possiamo rinunciare se ci va.
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