Obama e gli altri: a ognuno la sua graticola

OTTOBRE 27, 2011
di mcc43

PRIMA e DOPO il 20 ottobre, il giorno

del “branco” sulla preda e della “liberazione” della Libia

Percentuale di approvazione globale dell’operato del presidente Obama al 18 ottobre

26 ottobre Intervista televisiva di Obama

“Non una singola truppa U.S. era a terra,” ha detto. “Non un singolo soldato è stato ucciso o ferito, e questa  a mio avviso, è una ricetta per il successo in futuro”.

Percentuale di approvazione globale dell’operato del presidente Obama al 23 ottobre

Vede,  signor Obama? Gli americani non si sono molto impressionati.
50 han continuato a disapprovare globalmente il suo operato, 42 ad approvare.

Non giunge nuovo che poco si interessano delle vicende estere. Devono crollare torri,  essere indicato che “quello” è il nemico che potrebbe colpire l’America perchè si entusiasmino e Gheddafi non poteva colpire l’America.
La sua rielezione in questo momento è più che a rischio, e lei, sussurrano in molti,  è stanco. La descrivono spesso assente, piegato mani sulle ginocchia a riprendersi dalle interviste e dai discorsi. Non è facile stare seduti nello studio ovale, soprattutto se si sa o si comincia ad avere il dubbio che gli Usa pronti ad avere un presidente della minoranza afroamericana era una bella favola.
Lei non WASP, white -aglo-saxon-protestant, non a lei toccano i successi. Lei deve rigare dritto.

§§§§

Questo ottobre 2011 ha messo sulla graticola  i capi di stato. Non è meno crudele mostrare  al mondo un “gheddafi” nudo e rincorso sanguinante nel deserto che mandare lei a recitare la velina o ripetere dall’auricolare che è un grande successo aver fatto da casa 30000 morti in Libia, perchè questo è il dato concreto per chi  non sragiona. Non è molto diverso nemmeno trattare il Presidente del Consiglio italiano come uno scolaretto e dargli tre giorni per rifare il compito e rimediare l’insufficienza.

Sotto coloro  che si agitano  in vetta ci sono milioni di persone la cui vita  sta nelle mani dei loro burattinai,  quelli che hanno finanziato le campagne elettorali, che li sostengono con le catene televisive e giornalistiche, che finanziano i centri da cui si traggono le “analisi” che mettono tutti sull’attenti. Quelli che hanno un progetto globale non dichiarato, che solo si può intuire se… si ha logica

Claudio Magris parla della “crisi della logica” come conseguenza della “perdita della memoria”: “Nessuno quasi più ragiona con una logica che a noi sembra elementare. Non ci si può non porre il problema di cosa è successo nella testa delle persone, perché poi ogni ragionamento logico elementare non funziona, non fa presa, non ha alcun potere di convinzione… Tutto diventa possibile. Il problema della sintassi del nominativo e dell’accusativo non è un problema di filologia: se uno uccide un altro, bisogna sapere chi è soggetto o oggetto per sapere qual è l’assassino da mettere in galera, se no mettiamo in galera la vittima”. Fra i tanti, cita un esempio che viene dall’alto: “Ora si può dire, come disse il nostro presidente del Consiglio, che si possono non pagare le tasse. Che è come se un questore dicesse che si può rubare”. Tutto diventa possibile, poi qualcuno che lo giustifica ex post si trova sempre.

Senza la logica dei cittadini i sistemi democratici franano in una dittatura “senza volto”,  sistema acefalo mosso  da entità impersonali,  semplicemente denominate, per esempio “mercati”.

fonte:

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