LEGGI CHE TUTELANO LA SOVRANITA’ MONETARIA DEL POPOLO E CHE SONO STATE VIOLATE DAL SISTEMA BANCARIO

20/10/2005

Art. 1 Costituzione italiana

L’attuale Art. 1 della Costituzione dice che: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, e tale sovranità ha per dote anche il Signoraggio, cioè la sovranità monetaria è parte integrante e inscindibile della Sovranità del Popolo (dello Stato Nazionale) e non può essere delegata ad interessi bancari privati, tanto meno può diventare proprietà di interessi privati.

Art. 3 Costituzione italiana

L’Art. 3 aggiunge che: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Senza disporre delle leve della moneta, del credito e dell’economia, qualunque governo, a prescindere dal suo orientamento politico, non sarà mai in grado di realizzare questo compito di sviluppo e giustizia economica e sociale.

Art. 47 Costituzione italiana

L’Art. 47 sottolinea che La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”. Anche in questo caso la cosa non è possibile giacché la Banca d’Italia, controllata da interessi privati, non può che rispondere, soprattutto nelle decisioni strategiche, agli indirizzi e agli interessi dei proprietari.

Art. 18 Costituzione italiana

l’art. 18 della Costituzione stabilisce che sono proibite le associazioni segrete.

Infatti, secondo l’Art. 1 della legge del 25 gennaio 1982, n. 17, si considerano associazioni segrete, e come tali vietate dall’art. 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultano la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale.

Considerato che i soci della Banca d’Italia s.p.a. (società privata e non istituto pubblico) o, meglio, i partecipanti al suo capitale, sono sconosciuti ai cittadini italiani.

Considerato che la finalità della Banca d’Italia, come quella di tutte le banche centrali, e il monopolio del denaro, mediante il quale il sistema bancario esercita la propria egemonia sull’economia e sulla politica e che il monopolio del denaro e “un’attività diretta ad interferire sull’esercizio di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”.

Si potrebbe ipotizzare che la Banca sulla base di quanto suddetto costituisca un’associazione di persone che “tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali”, commetta il reato di cui all’art. 1 della legge n. 17/1982 .

Art. 117 Costituzione italiana

Art. 117: “Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: […] e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;”

Lo Stato quindi ha legislazione esclusiva in materia di moneta. Non solo, ma “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” (Art. 1).

Art. 153.1 Trattato Comunità europea

l’articolo 153.1 recita: «Al fine di promuovere gli interessi dei consumatori e di assicurare un livello elevato di protezione dei consumatori, la Comunità contribuisce a tutelare la salute, la sicurezza e gli interessi economici dei consumatori nonché a promuovere il loro diritto all’informazione, all’educazione e all’organizzazione per la salvaguardia dei propri interessi»; recenti crack finanziari (Parmalat, Cirio Bond Argentina, Bipop ….) hanno travolto i risparmiatori italiani e non solo; è emersa l’implicazione di alcuni istituti di credito in particolare in queste operazioni e che il maggior organo di controllo verso le attività esercitate dagli stessi istituti di credito è rappresentato dalla Banca d’Italia; la Banca d’Italia non è un istituto pubblico ma una società privata, Bankitalia spa, le cui quote azionarie sono detenute da gruppi bancari ed assicurativi e che tra questi figurano quelli coinvolti nelle suddette operazioni -: se non ritenga che chi deve svolgere il ruolo di «controllore» (Bankitalia) non debba a sua volta essere «controllato» dai suoi padroni (istituti di credito azionisti di Bankitalia spa).

Trattato di Maastricht

il valore della moneta è causato non dall’attività dell’organo di emissione – che predisponendo ed erogando i simboli, determina solo il presupposto formale del valore monerario – ma dall’accettazione da parte della collettività; il Trattato di Maastricht si limita, giustamente, a considerare solamente la prima fase dell’emissione, ignorando del tutto il momento creativo del valore monetario (fase dell’accettazione), tanto è vero che nessuna norma del Trattato considera di chi sia il diritto di proprietà sull’EURO e come debba essere attribuito; una volta dimostrato, infatti, che crea il valore della moneta non chi la emette, ma chi l’accetta, prestare denaro all’atto dell’emissione significa imporre un costo del denaro del 200 per cento; per cui se la BCE stampa e presta il denaro senza riserva, i popoli europei si indebitano verso la BCE per un valore pari a tutto l’EURO in circolazione

fonte:

 

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