La Turchia pensa a una no-fly zone sulla Siria Leggi tutto: http://www.ultimaora.net/notizie-mondo/la-turchia-pensa-a-una-no-fly-zone-sulla-siria.html?cp Diventa fan: http://www.facebook.com/pages/Ultima-Ora/123830797707593

Bashar al-AsadBashar al-Asad

Dopo gli assalti alle ambasciate a Damasco, la Siria minaccia «misure legali» contro chi attacca rappresentanze diplomatiche nel Paese. Il ministero dell’Interno, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Sana, «adotterà misure legali, arresti e processi compresi, nei confronti di chiunque commetta violazioni ai danni di edifici diplomatici». Sono almeno 10 i siriani uccisi ieri da forze fedeli al presidente Bashar al Assad in diverse località del Paese. Mentre secondo quanto riportato dalla Cnn e dalla tv panaraba al Arabiya i militari ribelli siriani riuniti nell’Esercito libero siriano (Esl), raggruppamento di soldati che si sono uniti ai manifestanti anti-regime e che si sono rifiutati di partecipare alla repressione in corso da otto mesi, affermano di aver lanciato un attacco contro una base dell’intelligence dell’esercito di Damasco, a Maara al-Numan. L’operazione sarebbe stata condotta alla periferia Nord di Damasco contro il quartiere generale di uno dei servizi di controllo del regime. «L’operazione di Harasta (dal nome del sobborgo Nord della capitale) è stata compiuta dopo una pianificazione di due settimane», ha detto il maggiore Maher Harmun, portavoce del neonato Consiglio militare provvisorio dell’Esl. L’assalto è avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì.

Intanto, pur smentite e da ultimo vincolate ad un improbabile avallo dell’Onu, continuano a riaffacciarsi sulla stampa turca informazioni su piani di Ankara per la creazione di una no-fly zone o addirittura di zona cuscinetto in cui dare rifugio agli oppositori del regime di Damasco e creare così una «nuova Bengasi». Si tratta peraltro di uno scenario auspicato da parte della stessa opposizione siriana come dichiarato dai Fratelli musulmani di Siria. Le indiscrezioni-illazioni circolano dalla scorsa primavera e, dopo essere riemerse due giorni fa su un quotidiano d’opposizione che parlava di «zona cuscinetto», ieri sono state rilanciate da un giornale vicino al governo, l’autorevole Sabah: nel fornire dettagli su una presunta «roadmap» discussa da Turchia, oppositori siriani e Lega araba, il quotidiano precisa che la zona di interdizione al volo sarebbe usata per dare rifugio a disertori dell’esercito siriano e profughi civili, espandendola gradualmente. Col tempo la città di Aleppo verrebbe inclusa nella no-fly zone e assumerebbe il ruolo giocato da Bengasi nella ribellione contro il colonnello Muammar Gheddafi in Libia.

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