Si passa al digitale: non gettare il tuo vecchio televisore

smaltimento-tv.jpgLavora. Consuma. Crepa. Tre semplici parole che compongono il nostro ciclo vitale. La frenesia del consumismo fa sì che ogni oggetto prodotto venga consumato nel più breve tempo possibile, diventando quindi rifiuto. Se pensiamo in particolare alla tecnologia, tutto ciò diviene ancora più palese poiché tale settore è uno dei più affascinanti della nostra epoca, quindi re del consumo. I rifiuti provenienti dalla tecnologia si chiamano e-waste e sono molto più pericolosi degli altri tipi di rifiuto (comunque non sottovalutabili!) per due motivi ben precisi. Il primo è che, in conseguenza di quanto detto sopra, essi sono in crescente aumento; in secondo luogo tali rifiuti sono molto difficili da smaltire. Le conseguenze di uno smaltimento non corretto di questi e-waste porta all’impedimento del «recupero di materiali come rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro e metalli vari che possono essere riutilizzati per produrre nuovi apparecchi riducendo così l’impatto sui territori.»
Stabilito questo, ricordiamo che il modo migliore di trattare i rifiuti è non produrli e a tal proposito abbiamo una piccola dritta per voi: in questo periodo di passaggio al digitale, non buttate il vostro vecchio televisore.
Alcuni vecchi televisori, perfettamente funzionanti, non possiedono la presa scart e hanno solo l’ingresso coassiale dell’ antenna.
Il normale decoder digitale terrestre che si trova in commercio (tipo quelli che trovate nei supermercati) ha la necessità di essere collegato al televisore attraverso una presa scart.
Questo renderebbe inutilizzabile il vostro vecchio e glorioso televisore e necessario di rottamazione e relativo acquisto di un nuovo televisore.

Per poter continuare ad utilizzare il vostro vecchio televisore senza scart è necessario ricorrere a dei modulatori RF che prendono il segnale digitale dal decoder, lo riconvertono in RF e lo inviano al televisore attraverso il classico connettore coassiale.
Questi modulatori RF sono però molto più costosi del classico decoder digitale
terrestre. Ad esempio: a fronte di un decoder da 15/20 euro, i modulatori RF costano circa 50/60 euro (da aggiungere ai 20 del
decoder).
C’è un’alternativa però. Se siete in possesso di un videoregistratore, anche vecchio e la cui meccanica risulta ormai inutilizzabile, può essere la vostra soluzione.
Occorre semplicemente collegare il decoder digitale terrestre al videoregistratore e poi uscire dal videoregistratore con il coassiale e collegarlo al televisore. Il televisore deve essere sintonizzato sulla frequenza di ricezione del videoregistratore (di solito è il canale 36 in UHF).
A volte alcuni videoregistratori hanno la funzione di standby automatico che ne provoca lo spegnimento dopo un tot di inattività. Onde evitare di dover riaccendere ogni volta il video registratore, disattivate questa funzione.
Se non siamo riusciti ad essere sufficientemente chiari, in rete c’è qualche forum che ne parla.
Se disgraziatamente siete costretti a procedere verso la dismissione definitiva dell’
elettrodomestico NON BUTTATELO NEL CASSONETTO, ma fatevi un gita alla
centro di raccolta della VUS che sta a S. Chiodo e consegnate li il vostro televisore.

FONTE:

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