Calpestare la sovranità degli Stati porta all’apocalisse nucleare

After a period of subdued reactions, Russia believes it’s time to make it clear that it won’t let other nations affect its interests with impunity.


Dopo un lungo periodo di reazioni sottotono, la Russia ritiene che sia giunto il tempo di far capire che non consentirà  a nessuna nazione di colpire i suoi interessi impunemente.
In occasione del Forum Internazionale di San Pietroburgo, tenendo conto del summit di Camp David del 17/19 maggio 2012, Medvedev ha avvertito senza mezzi termini le nazioni che si servono di tutte le occasioni per minacciare la sovranità della Siria e dell’Iran che calpestare il principio della sovranità degli Stati può portare alla fine dell’ordine mondiale e a una guerra nucleare.
“Negli ultimi tempi siamo stati testimoni di molti esempi di infrazione della sovranità.” – ha detto il premier russo – “Basta ricordare le operazioni militari contro alcuni Paesi in flagrante violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, le dichiarazioni secondo cui un regime ha perduto la sua legittimità senza tener conto del punto di vista dei suoi cittadini e l’introduzione di pesanti sanzioni senza la necessaria autorizzazione delle Organizzazioni Internazionali.”
E’ passato poi a evidenziare il fatto che solo l’ONU può sistemare i conflitti che insorgono nell’ambito della Comunità Internazionale. Ha aggiunto, infatti, che l’unico strumento al quale possono ricorrere le nazioni in conflitto è quello indicato dalla sua Carta, che chiede il rispetto della supremazia della legge e della sovranità degli Stati. E ha fatto presente che le operazioni militari frettolose di solito portano al potere personaggi che non sempre si sono rivelati all’altezza della situazione.

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Le manifestazioni in Spagna sono diventate oceaniche

The resistance against the austerity has led to distrust of politicians and bankers. However they don’t desist from pursuing their plan of sending European States into bankruptcy.

La resistenza contro il rigore ha portato alla sfiducia nei confronti di politici e banchieri. Eppure questi continuano a perseguire il loro squallido piano di mandare  gli Stati europei in bancarotta.
L’altro ieri i sindacati della scuola hanno portato in piazza a Madrid 8 milioni tra studenti e insegnanti, per difendere il diritto all’istruzione e per chiedere il ripristino dei sussidi governativi al fine di evitare licenziamenti di massa e ulteriori aumenti delle rette scolastiche.

“Ci stanno derubando del nostro futuro,” – ha detto uno studente – “non so come andrà a finire, ma non ci possiamo fermare di fronte a tanta barbarie.”
“La crisi economica non ha soluzione, ma i governi dei banksters non l’hanno capito.” – ha aggiunto un insegnante – “Accrescere il rigore trasformerà la collera in rivolte sociali dagli esiti imprevedibili.”

La corsa agli sportelli bancari per ritirare i risparmi in pericolo è il primo segnale che la situazione si sta facendo incandescente.
Quanto meno irresponsabile appare, pertanto, il comportamento dei leaders europei che, mentre i Paesi membri si avviano alla bancarotta, blaterano di ripresa nello spazio di pochi mesi.

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