Una Donna e il futuro del mondo

Questa donna si porta appresso il futuro del mondo. E’ stata assunta da due giovani turchi.

 

Ho scelto quest’immagine, e la notizia che il messaggio annuncia, perchè mi sembra che rappresenti una eccezionale sintesi che ben rappresenta i mali d’Europa e ci mostra inequivocabilmente come, in questo momento, in tutto il pianeta, sia in atto una volontà politica di non risolvere un bel nulla.
La donna che vedete in bacheca è una normale modella professionista, scelta apposta per catturare l’attenzione. E’ stata consigliata da esperti pubblicitari e mi auguro davvero che possa portare fortuna.
Ciò che conta è l’oggetto che la donna sta trascinando.
Sembra una normale grande valigia.
Non lo è.
Vediamo un po’ se riuscite a indovinare.
Osservate con grande attenzione l’immagine prima di proseguire nella lettura e cercate –se vi riesce- di capire che cosa sia.
E’ un oggetto che potrebbe risolvere diversi problemi molto seri nella vita di tutti.
E’ il frutto dell’investimento di idee, merito, competenza tecnica di due europei.
E’ il risultato di studi molto seri realizzati in una grande città italiana.
L’oggetto misterioso ha avuto un enorme successo, durato 48 ore.
Poi, è stato deciso e scelto di silenziarlo.
Ecco di che cosa si tratta.
“E’ un’automobile”.
Fatta di gomma dura e di fibre al titanio, che si muove grazie a delle potenti batterie elettriche solari sistemate dentro le ruote. Una vettura biposto. Ha tre ruote. Non fa rumore, non produce emissioni, si muove a una velocità massima di 80 km/h. Ma ciò che è più interessante (e io lo trovo davvero geniale) consiste nel fatto che la vettura, con tre semplici manovre, si piega in quattro pezzi incastrati e diventa una valigia trasportabile su ruote con maniglia e quindi non necessita l’uso del parcheggio. Ve la portate in ufficio e la sistemate dietro la vostra sedia di lavoro..
Si chiama “Soleil project car”.
Gli autori sono una coppia di giovani turchi, Emre Gurel e Caghan Engin Cesmeci.
Il primo è ingegnere meccanico, il secondo designer industriale.
Hanno realizzato questo prototipo e l’hanno presentato al Michelin Designer Challenge, una specie di concorso internazionale che premia le innovazioni tecnologiche in campo metalmeccanico con l’applicazione specifica al mondo delle quattro ruote, che si celebra ogni anno in Usa.
Va da sé che ha attirato la curiosità e l’ammirazione di tutti e i colossi della produzione automobilistica mondiale si sono precipitati per informarsi sulle potenzialità della commercializzazione. E nel giro di due giorni, la macchina è stata bocciata.
Per via del prezzo.
Lo capisco, il mercato ha la sua logica.
Il fatto è (vera e propria tragedia) che il problema di questa vettura, priva di qualunque contro-indicazione, sta proprio nel prezzo: non costa nulla produrla.
E’ stata bocciata perché il prezzo è troppo basso, intorno ai 1500 euro chiavi in mano.
“Sconvolgerebbe l’industria metalmeccanica planetaria provocando un terremoto” ha confessato con aperta franchezza l’ingegnere della Chrysler che l’ha visionata, esplorata, guidata.
E così, non se ne farà nulla.
Il geniale designer di questa chicca, Caghan Engin Cesmeci, si è laureato nel 2010 al Politecnico del Design di Milano in “Transportation Design & New Technologies”. Insieme a un collega laureato in ingegneria meccanica hanno realizzato questo prototipo.
L’industria planetaria ha deciso e scelto di non proporlo sul mercato.
Non usa carburante inquinante, costa troppo poco, non occupa spazio.
Queste sono le tre argomentazioni usate dai potenti detentori delle leve dell’economia mondiale che governano le nostre vite per giustificare il loro disinteresse; quelli ai quali, un giorno sì e un giorno no, i governi e le nazioni accorrono al loro capezzale portando miliardi di euro per salvarli dal fallimento.
Le soluzioni, come vedete, esistono.
Anche i cervelli.
Anche le idee.
Anche i soldi.
Anche le innovazioni.
C’è tutto.
Manca soltanto un’autentica volontà politica di voltare pagina da parte dell’occidente ben compatto, alleato e ben sostenuto dai governi orientali che rappresentano un miliardo di mussulmani e il 75% dell’attuale produzione di petrolio. Sono tutti insieme.
Non vogliono cambiare un bel nulla.
Il resto, sono chiacchiere.
A noi ci spaventano tutti i giorni con annunci di catastrofi imminenti, di risparmi forzati, di tagli, di austerità, spiegandoci perché devono assumere migliaia e migliaia di super consulenti costosissimi per risolvere problemi giganteschi di traffico urbano, inquinamento asfissiante, malattie sociali, parcheggi, contrazione di consumi, ecc., ecc. e quando arrivano due ragazzi ingegnosi e in gamba come questi, l’unica risposta che sanno dar loro è: “Ragazzi, andate a casa e fateci lavorare per bene, sappiamo noi come si fa”.
Siamo proprio nella surrealtà.
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