Rumori e silenzi ferragostani

Quest’uomo è un italiano come tanti, un romagnolo di Forlì e ha circa 50 anni. Immortalato sulla spiaggia di un luogo che sembra la mia Cesenatico.
Vacanzieri camminano sulla spiaggia godendosi il sole. Di fronte il mare, con i suoi odori e le sue onde luccicanti. Tra tanta gente un sorriso rubato da una fotocamera. Occhiali da sole che riparano dalla luce pervasiva. Intorno: moli, barche, gente che affolla la riva con aria rilassata passeggiando, bagnanti. Piedi nudi, occhiate curiose, capelli scompigliati da un’arietta piacevole che viene dal mare. Tutti hanno voglia di vivere e non solo di sopravvivere.Voglia di un cervello vuoto dalle incombenze e di un corpo sottratto a quel ritmo invernale che ci rende piu’ macchine che umani. Tutti cerchiamo nelle vacanze quel poco di piacere che rende il tempo degno di incarnarsi nei giorni che ci aspettano prima della fine.

Mancano due giorni a Ferragosto. L’uomo della foto si chiama Angelo di Carlo e cammina sulle rive del suo mare di Romagna. Sorride come tanti di noi che non hanno bisogno di andare lontano, alle Maldive o alle Cayman, per sentirsi felici d’estate. Sembra spensierato.

Oggi, di Angelo sappiamo che è andato a Roma. Che s’è posto dinanzi a quell’edificio pieno di persone che vogliono la nostra personale e collettiva rovina e s’è dato fuoco. Ha fatto di se stesso un falo’ umano in Piazza Montecitorio. Nell’indifferenza degli incravattati, ingessati burocrati di un potere che svende i beni collettivi del nostro paese per la loro presuntuosa avidità. Che smantella scuole e ospedali nel nostro paese per avere piu’ ricchezze con cui comprare ordigni che servono a distruggere scuole e ospedali in altri paesi. E’ l’economia, dicono. Sono le necessità del “mondo occidentale”: da proteggere, da tutelare, da potenziare, a spese di altri popoli, di altre genti.

E’ bruciato, Angelo. E’ in fin di vita, con ustioni sull’85% del corpo. Non ne poteva piu’ della sua condizione di disoccupato e voleva gridarlo. Ma siccome gridarlo non basta piu’ ha fatto di se stesso un falo’, una luce mortifera  che ha bruciato la sua carne molto piu’ del sole canicolare di agosto e che dovrebbe segnare le nostre coscienze in modo piu’ indelebile di una fatua abbronzatura estiva del corpo. 

L’Adriatico, placido, sta ancora facendo luccicare le sue onde sotto la luce del sole. Nell’aria c’è odore di pesce, di grigliate, di piretro abbrustolito che difende le comitive dall’assalto delle zanzare. Si odono chiacchiere ad alta voce, musiche lontane, e questi piacevoli rumori sono sopraffatti spessissimo dal rombo disturbante degli elicotteri militari che sorvolano il mare da Aviano a destinazioni ignote in Medio Oriente, Siria o Libia, probabilmente. Il cielo è terso e li si vede bene, ma soprattutto li si sente. Nel tramonto estivo si disegnano ghirigori di nuvole colorate di mille sfumature, come nessun pittore sarebbe capace di fare. Il verde scuro dei mezzi volanti, probabilmente carichi di bombe e altri oggetti di morte, molesta nella percezione dei vacanzieri ogni anelito di bellezza. Il fragore delle eliche belliche non s’interrompe neppure al calare delle tenebre.

Solo sul gesto di Angelo, questo signore romagnolo fotografato in un attimo in cui sembrava felice, che ora agonizza in ospedale per un gesto di lucida e militante disperazione, i ma$$ media hanno fatto calare un gelido silenzio.

fonte:

http://www.cloroalclero.com

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