Argentina: un modello che mette paura ai nostri vecchi rottami

Una famosa canzone recitava Don’t cry for me Argentina….era per Evita… Beh,ora l’Argentina non piange più,può sorridere con Cristina… Siamo noi a piangere,e per noi stessi…. Loro si sono liberati dalle scimmie usuraie che avevano sulle spalle, scimmie che in un abbraccio mortale,stanno invece soffocando noi. Il problema é che noi non abbiamo una Cristina Kirchner,non abbiamo un tal coraggioso presidente che ama e vuole il suo Paese libero,ma un vecchio rottame servo di questi usurai che ha nominato uno squallido esecutore tecnico dei loro ordini:la distruzione del nostro Paese,aiutato in questo da un pattume parlamentare di azzeccagarbugli senza dignità e che mai più dovremmo avere davanti agli occhi. E’ certo che nessuno piangerà per la scomparsa di questi incapaci e servili parassiti

nestor kirchner esposa cristina

Kirchner,una lezione all’Europa:

 Parlando alla Camera di Commercio di Buenos Aires il 2 agosto, nella ricorrenza della sua fondazione, il Presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner ha nuovamente stigmatizzato la politica antipopolare dei governi europei ricordando che il suo scomparso consorte Nestor Kirchner ammonì nel 2003 alle Nazioni Unite che “i morti non possono pagare i debiti”. L’allora Presidente Kirchner spiegò che l’austerità non avrebbe mai generato una ripresa in Argentina e giurò di non anteporre gli interessi dei banchieri a quelli dei cittadini. “Sento che l’Europa non capisce questo”, ha detto la Kirchner. Guardiamo alla Spagna: “Come si fa ad avere la crescita se la gente perde il lavoro, i salari vengono tagliati, le case messe all’asta e i benefici sociali ridotti?” Ho letto che il 10 per cento dell’impiego pubblico verrà tagliato, assieme a 50 mila posti letto negli ospedali, ha detto. “Non si può sostenere un’economia o una società in queste condizioni”, ha ammonito. In Europa “c’è un’incredibile crisi speculativa”, aggiunto, “qualcosa che noi conosciamo bene”. Confutando l’idea che in Europa ci sia un’eccessiva spesa pubblica, ha ricordato che ci sono stati i salvataggi bancari, come quella della Bankia in Spagna, che era amministrata dall’ex direttore del FMI, Rodrigo Rato. Rato. “Era solito impartirci lezioni” sulla politica economica, ma la sua banca ha un buco di 230 miliardi di euro. C’è stato un incredibile salvataggio delle banche, così che queste hanno potuto disimpegnarsi dalle posizioni difficili” , ma si tratta “delle stesse banche che hanno prestato i soldi a quei paesi! È proprio “come l’Argentina nel 2001”, quando i predatori finanziari stranieri imposero “mega-swaps” e salvataggi a condizioni usuraie, promettendo che ciò avrebbe blindato il paese dalla crisi. Fino all’ultimo i finanzieri proclamarono che l’economia fosse veramente “solida”. Era una frode, e gli argentini ne furono vittima. Il Presidente argentino ha parlato alla vigilia del pagamento di 2,3 miliardi di dollari ai possessori dei bonds Boden-2012, rilasciati in cambio dei soldi congelati nel “corralito” imposto nel 2001 dal folle ministro delle Finanze Domingo Cavallo. La Kirchner ha sfruttato l’occasione per documentare come il debito estero, a cominciare dal famoso prestito dei fratelli Barings nel 1811, è stato usato per saccheggiare il paese, dettagliando come l'”aritmetica dei banchieri” ha costretto l’Argentina a pagare e pagare ma il debito cresceva sempre. Il presidente Kirchner esulta e afferma che il suo paese ce l’ha fatta senza adottare misure di austerity. Dopo più di dieci anni, da quando fece default su debiti esteri per un valore superiore a 100 miliardi di dollari, l’Argentina ha onorato i suoi impegni. Esattamente, stando a quanto riporta AP, il paese ha rimborsato il 92,4% di quelle obbligazioni, e l’ultimo pagamento avverrà oggi, e sarà pari a 2,3 miliardi di dollari. La bella notizia riguarda quei risparmiatori che rischiarono di più e che si trovarono a fare una difficile e terribile scelta, quando l’Argentina fu sull’orlo del collasso e, in modo particolare, quando il governo sequestrò, nel 2002, i depositi denominati in dollari, al fine di porre un freno alla corsa agli sportelli:. La scelta fu decidere di convertire i loro depositi in pesos – una valuta dal valore crollato – per accedere a quanto era rimasto dei loro risparmi, oppure accettare un pezzo di carta, che conteneva la promessa che il governo avrebbe ripagato l’ammontare in dollari nel corso dei 10 anni successivi. Chi optò per la seconda ipotesi, mettendosi in tasca un pezzo di carta che un decennio fa era a dir poco carta straccia,ora sorride. Sul proprio sito Facebook, la Kirchner ha pubblicato tabelle del governo che mostrano come tutti i parametri finanziari, economici e sociali sono migliorati dal 2002 ad oggi. Il debito pubblico è sceso dal 166% al 41,8%, il PIL è raddoppiato, gli interessi sul debito sono passati dal 21,9 al 6% del bilancio, il salario minimo è cresciuto otto volte, il numero dei poveri è sceso dal 48 al 7%, il debito delle province dal 21,9 al 6,9%. Sono cifre da spiattellare in faccia a chi dice che se l’Italia esce dall’Euro “farà la fine dell’Argentina”.

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