A: Presidente della Repubblica Italiana – Giorno della memoria dei caduti meridionali nel Risorgimento

da Carmine Maresca e Enrico Casertano

La storiografia ufficiale ha sottaciuto per oltre 150 anni veritá scomode. Il popolo meridionale ha pagato un prezzo troppo alto per l’Unitá nazionale. 500 mila morti all’incirca, interi paesi sterminati, tra cui donne e bambini, terribili violenze e soprusi. Riteniamo che queste vittime debbano essere ricordate e in loro onore vorremmo si istituisse un giorno della memoria, il 3 Febbraio.

«Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio.»

Lettera di Garibaldi ad Adelaide Cairoli, 1868

«Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti. »

Antonio Gramsci in L’Ordine Nuovo, 1920

Come raccontato in precedenza l’Unitá d’Italia é macchiata da un grave “peccato originale” che la storiografia ufficiale ha colpevolmente sottaciuto, il genocidio dei “napolitani” (intesi come cittadini del Regno delle due Sicilie) tra il 1860 ed il 1872. Non si vuole ricordare la distruzione di oltre sessanta paesi, le uccisioni di bambini, donne e anziani, violenze, saccheggi e carcere duro (Fenestrelle in particolare, primo  Lager della storia), la morte di un numero impressionante di persone: i resoconti raccontano di 40/50 mila morti l’anno, che moltiplicati per i 10 anni di rappresaglie successive all’unitá, porta ad un dato terrificante, lo sterminio di 4/500 mila persone.
É giusto dunque proporre un giorno della memoria per onorare chi, per difendere la propria dignitá, le proprie terre o semplicemente restando fedele al proprio regno, é stato sterminato senza alcuno scrupolo. L´eccidio più conosciuto e che fece grande scalpore fu quello di Pontelandolfo. Istituire un giorno della memoria il 14 agosto in pieno periodo di vacanze estive con le scuole chiuse non servirebbe per far conoscere, soprattutto a bambini ed adolescenti, questi tristi misfatti storici. Una data ideale potrebbe essere il 3 febbraio, quando il generale Pinelli, nel 1861, emise un infame proclama che giustificava la pulizia etnica nelle Due Sicilie. Dieci giorni dopo Gaeta capitolava e Francesco II partiva per l´esilio, iniziava la resistenza ed il più oscuro periodo della nostra storia.
Ecco l´infame proclama:
“Ufficiali e soldati! La vostra marcia tra le rive del Tronto e quelle della Castellana è degna di encomio. S.E. il Ministro della Guerra se ne rallegra con voi. Selve, torrenti, balze nevose, rocce scoscese non valsero a trattenere il vostro slancio; il nemico, mirando le vostre penne sulle più alte vette dei monti ove si riteneva sicuro, le scambiò per quelle dell’aquila Savoiarda, che porta sulle ali il genio d’Italia: le vide, impallidì e si diede alla fuga. Ufficiali e soldati! Voi molto operaste, ma nulla è fatto quando qualche cosa rimane da fare. Un branco di quella progenie di ladroni ancora si annida tra i monti, correte a snidarli e siate inesorabili come il destino. Contro nemici tali la pietà è delitto. Vili e genuflessi, quando vi vedono in numero, proditoriamente vi assalgono alle spalle, quando vi credono deboli, e massacrano i feriti. Indifferenti a ogni principio politico, avidi solo di preda e di rapina, or sono i prezzolati scherani del vicario, non di Cristo, ma di Satana, pronti a vendere ad altri il loro pugnale. Quando l’oro carpito alla stupida crudeltà non basterà più a sbramare le loro voglie, noi li annienteremo; schiacceremo il sacerdotal vampiro, che con le sozze labbra succhia da secoli il sangue della madre nostra, purificheremo col ferro e col fuoco le regioni infestate dall’immonda sua bava, e da quelle ceneri sorgerà rigogliosa e forte la libertà anche per la provincia ascolana”.
Per queste persone, come per Garibaldi, Bixio, Cialdini, Cavour, Vittorio Emanuele e tanti altri, criminali di fatto, non c´è stata una Noriberga, vengono piuttosto ricordati come degli eroi. In alcune città del paese vi sono tuttora celebrazioni in onore dei sopracitati “padri della patria”.
Il RICORDO dovrebbe essere un dovere morale piú che storico, attiviamoci dunque, affinchè venga istituita una giornata della memoria per ricordare il genocidio dei popoli meridionali.

Collegamenti esterni:

Paolo Mieli e Lorenzo del Boca sul Risorgimento

http://www.youtube.com/watch?v=ClF5-QDxWNg&feature=relmfu

http://www.youtube.com/watch?v=FcpPVP_UeLU&feature=relmfu

http://www.youtube.com/watch?v=rEZNRC-DRVk&feature=relmfu

http://www.youtube.com/watch?v=70KY5cSTpFM&feature=relmfu

Giordano Bruno Guerri “Il sangue del Sud”: http://www.youtube.com/watch?v=btQc4_w1ieI

Intervista ad Anita Garibaldi, discendente di Giuseppe Garibaldi, all’interno della trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespahttp://www.youtube.com/watch?v=G33LQ51jkf8

La Storia di Pontelandolfo: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9m3qtfciPYw

Altri approfondimenti:

Il sangue del sud – Giordano Bruno Guerri / Il massacro del sud – Antonio Ciano/ Maledetti Savoia – Lorenzo del Boca/ La storia proibita – Controcorrente/ Terroni – Pino Aprile/ I miei ricordi – Massimo D’azeglio/ Il Risorgimento visto dall’altra sponda – Vincenzo Berlingieri/ Unione non unitá d’Italia – Pietro Calá Ulloa, pref. Corrado Augias/ L’ordine nuovo – Antonio Gramsci

volendo, puoi firmare la Petizione alla pagina dell’articolo: QUI

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