RICOLLEGARSI E DARE UNA BUONA NOTIZIA….NON HA PREZZO! PER TUTTO IL RESTO….C'E' MASTERCARD!!

12 ottobre 2012 | Autore |

Qualche ora prima della manifestazione nazionale contro l’installazione del terminale terrestre del Muos, il nuovo sistema satellitare delle forze armate Usa, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltagirone, a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011, sono stati sequestrata perviolazione delle leggi sull’ambiente l’area e gli impianti del sistema di comunicazioni “Mobile user objective sistem” (Muos) della stazione “Naval radio transmitter facility” (Nrtf) delle Forze Armate Usa in Sicilia. (E’ HAARP decentrato sul Mediterraneo)

La stazione radio statunitense sorge in di contrada Ulmo ed è stata costruita  all’interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi (Caltanissetta), area a inedificabilità assoluta e sito di interesse comunitario.

Il Wwf è soddisfatto e in un comunicato sottolinea di essere «Più volte intervenuto nei mesi scorsi sulla vicenda insieme al comitato No Muos, segnalando non solo il grave danno ambientale che l’impianto ha sul delicato equilibrio della riserva naturale, ma anche i gravissimi rischi per la   salute  dei circa 500.000 cittadini che abitano in prossimità della stazione radio. Già adesso infatti questa consta di 42 antenne impiantate   dalla Marina statunitense   che ha emissioni radio superiori ai limiti consentiti dalla normativa vigente.

La realizzazione del nuovo impianto Muos, bloccato dal sequestro della magistratura e consistente in tre grandi antenne paraboliche per le trasmissioni verso i satelliti geostazionari e due trasmettitori elicoidali  per il posizionamento geografico, purtroppo già autorizzati dalla Regione Sicilia,  rischia pertanto di aumentare notevolmente l’impatto delle emissioni elettromagnetiche sulla salute dei cittadini».

Gli stessi motivi che recentemente avevano spinto la Commissione parlamentare sull’uranio impoverito, dopo l’audizione dell’11 settembre scorso dei sindaci di Niscemi e di Vittoria,  dei rappresentanti dei Comitati No Muos, a richiedere alle autorità competenti «Una moratoria per l’installazione del sistema Muos, in applicazione del principio di precauzione, in attesa di acquisire la certezza che la sua installazione non sia dannosa alla salute dei cittadini».

Su PeaceLink Sandro Rinnone, del comitato No Muos di Niscemi, ricorda che «Insieme alle associazioni ambientaliste e ad alcune amministrazioni comunali abbiamo denunciato, filmato e documentato gli scempi commessi dalle imprese aggiudicatarie dei lavori. Abbiamo pure fortemente contestato le modalità con cui la Regione siciliana ha autorizzato l’esecuzione di opere formalmente vietate dai decreti istitutivi della Riserva naturale orientata “Sughereta”. Ma in quei cantieri sono state violate pure le normative antimafia, consentendo a una impresa locale di effettuare gli sbancamenti e la costruzione delle piattaforme del Muos nonostante fosse stata privata del possesso del certificato antimafia perché ritenuta contigua alle organizzazioni criminali locali. Dopo l’intervento dell’autorità giudiziaria e lo straordinario successo della manifestazione di sabato,  il Governo deve assumersi le proprie responsabilità revocando le autorizzazioni all’installazione e imponendo alle forze armate statunitensi lo smantellamento delle strutture già esistenti, restituendo l’area alla popolazione per fini di pace. Se ciò non dovesse avvenire, il Movimento No Muos darà vita ad una campagna nazionale di disobbedienza civile affinché siano ripristinati i principi di sovranità nazionale e del diritto a un futuro libero dalle guerre». FONTE:

SI CERTA GENTE COMMENTA OVUNQUE E COMUNQUE SOLO PER OFFENDERE O DISCRIMINARE

QUESTO COMMENTO è STATO INSERITO SOTTO UN’ARTICOLO CHE PARLAVA PROPRIO DI ALTRE COSE, MA SOLO PER SPUTARE VELENO SU DI NOI NAPOLETANI E LA NOSTRA CITTA QUESTO ELEMENTO SI E PERMESSO DI DIRE:Gesualdo Gustavo
5 Febbraio 2012 at 1:46 pm #

La credibilità di un paese sta anche nella sua solvibilità.
Personalmente, fossi il premier, chiederei ai napoletani ci pagare il danno di immagine e di credibilità causato dallo scandalo della monnezza napoletana all’intero paese come al marchio made in italy, come pure farei pagare loro le multe europee connesse alla monnezza napoletana.
I debiti vanno saldati.
Tutti.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

QUESTA E LA SUA PAGINA FB:https://www.facebook.com/Il.Cittadino.X
E QUESTO E L’ARTICOLO:MONTI BONIFICA 2 MILIARDI E MEZZO A MORGAN & STANLEY

di REDAZIONE

Nel silenzio assoluto, il governo Monti ha fatto un bel regalo dell’Epifania alla Morgan Stanley: 2 miliardi e 567 milioni di euro sono stati dirottati dalle casse del Tesoro a quelle della banca newyorkese. Il tutto è avvenuto il 3 gennaio scorso, un mese fa, all’insaputa degli organi di informazione italiani, così attenti ai bunga bunga o ai party del premier uscente ma evidentemente poco propensi a occuparsi dell’attuale governo in carica. Sono stati gli stessi vertici della Morgan Stanley ad aver comunicato che l’esposizione verso l’Italia è scesa da 6,268 a 2,887 miliardi di dollari: una differenza di 3,381 miliardi corrispondenti a 2,567 miliardi di euro, circa un decimo della manovra “salva-Italia” varata dall’esecutivo Monti. Una somma utilizzata dal governo italiano per estinguere una operazione di derivati finanziari, anche se non è chiara la ragione per cui la Morgan Stanley abbia richiesto la “chiusura della posizione”, opzione prevista dopo un certo numero di anni da quasi tutti i contratti sui derivati ma raramente applicata: il motivo più verosimile potrebbe essere il declassamento deciso dall’agenzia di rating Standard & Poor’s. Certo, finché nessuna delle due parti fornirà spiegazioni, si potrà rimanere solo nell’ambito delle ipotesi.

La banca newyorkese si è limitata ad annunciare trionfalmente il recupero della somma, il governo italiano non ha fornito alcuna spiegazione e i media non indagano chiedono alcunché, né sulla gestione delle operazioni in derivati da parte del Tesoro, né sul motivo per il quale tra tanti creditori si sia scelto di onorare il debito proprio con la Morgan Stanley. Il questo modo il governo non è tenuto a spiegare perché abbia optato per il silenzio e la segretezza assoluta anziché ammettere che, mentre venivano stangati i pensionati e non solo, lo Stato provvedeva a rimborsare 2 miliardi e mezzo alla investment bank. Non sarebbe stato il massimo dal punto di vista dell’immagine e della popolarità, ma in fondo è stato lo stesso “Full Monti”, ribattezzato così proprio dalla Morgan Stanley al momento della sua nomina a premier, a dichiarare di non dover soddisfare alcun elettore, in quanto non eletto. E allore perché tace? Ha paura dell’impopolarità?

Dove sono i giornalisti che ponevano le dieci domande a Berlusconi o pubblicavano le intercettazioni telefoniche? Esiste ancora qualcuno interessato ad indagare sull’operato del governo?

Diamo un merito all’Espresso, l’unico organo di informazione italiano a parlarne: un articolo uscito ieri a firma Orazio Carabini esprime pure un certo disappunto per il fatto che né Morgan Stanley né il Tesoro abbiano voluto fornire spiegazioni al settimanale.

di Riccardo Ghezzi

Riflessioni attorno alla nevicata

Ho visto, e sperimentato di persona, cosa può produrre una, tutto sommato banale, nevicata, in un tutto sommato ancora (per poco), paese industriale “avanzato”. Al di là dei soliti lai dei mass media, che lasciano il tempo che trovano, mi sono trovato a riflettere, in un treno ad alta velocitàfermo in mezzo alla neve, sulla fragilità delle nostre società. Riflessione stimolata da un articolo sulFatto, di quel giorno, a firma Massimo Fini, che a sua volta rifletteva su un elemento correlato: la perdita progressiva della nostra manualità umana.

Non siamo più capaci di fare niente con le nostre mani. Non siamo più capaci di praticare l’agricoltura. Il pollice è diventato dominante, quanto a trepestare sui tasti del cellulare, ma la mano non riceve più dal cervello ordini sensati che non siano quelli di usare coltello e forchetta.
Ho pensato che le nostre società sono diventate così complesse e costose, che se dovessimo essere costretti, da qualche imprevisto, a rinunciare collettivamente all’energia elettrica per più di tre giorni le nostre società cadrebbero nel panico e i morti si conterebbero non più a decine ma a centinaia di migliaia.

Complesse e costose. Abbiamo scelto l’alta velocità (lasciamo pure perdere la Val di Susa, dove la scelta è talmente insensata che non varrebbe nemmeno più la pena di parlarne se non fosse che il governo ha militarizzato, per farla, trenta comuni) senza nemmeno renderci conto che, più veloci andiamo, più quelle stesse macchine (e tutto il complicatissimo e costoso meccanismo che le fa muovere)  diventano fragili come il vetro. Treni e scambi e rotaie, che potrebbero benissimo funzionare in condizioni di velocità tradizionali, diventano improvvisamente inabili a fronteggiare situazioni di emergenza, con il risultato che, invece di andare più veloci, restiamo fermi.

Il tutto di fronte alla prospettiva, serissima, che proprio ciò aumenta la probabilità di accadere nell’arco breve delle nostre vite. La crisi energetica, che facciamo tutti finta di non vedere, è appena dietro l’angolo. Le implicazioni che comporterà – sottolineo: nell’arco della vita nostra e dei nostri figli – saranno gigantesche.

Ma noi continuiamo a andare avanti, come dei dementi senza destino, a costruire complessità, facendo terra bruciata dietro le nostre spalle. Cioè facendo terra bruciata davanti al futuro dei nostri figli. Quando parli di “decrescita” sorgono rabbiose le urla degli sviluppisti a tutti i costi. E il governo dei tecnici, che ci sgoverna come il precedente governo dei puttanieri e dei ladri, ci promette ancora “crescita”.

Prima ancora di dire a Mario Monti che è un bugiardo, perché promette una crescita che non ci sarà, gli darei dell’irresponsabile. Gli direi: caro Monti, lei ci sta minacciando, con la sua crescita. Non la vogliamo la sua crescita. Vorremmo re-imparare a fare crescere i pomodori e le patate, perché sta venendo il tempo in cui non le troveremo più nel negozio sotto casa.

fonte:

Famiglie disabili inviano a Napolitano tessere elettorali

1 febbraio 2012versione stampabile

Decine di famiglie di disabili stanno inviando al presidente Napolitano la loro tessera elettorale in segno di protesta contro la disattenzione e le promesse mancate nei confronti della disabilità. L’iniziativa è partita qualche giorno fa da Marina Cometto, mamma di una donna di 38 anni con gravissima disabilità e presidente dell’associazione che porta il nome della figlia, Claudia Bottigelli. Un’azione partita su Facebook, e che, grazie alla rete, sta coinvolgendo decine e centinaia di famiglie, pronte a unirsi alla protesta, compiendo lo stesso gesto. A dare pubblicità alla notizia il sito di Redattore Sociale, che riprendiamo.

“Le scrivo per consegnare nelle Sue mani la mia tessera elettorale – si legge nel testo – che trova in allegato, non riconoscendomi più come cittadina nella politica attuale e non sentendomi più rappresentata da nessuna delle forze politiche presenti in questo momento”. Le ragioni della protesta riguardano i recenti interventi attuati o anche solo proposti nei confronti della disabilità, che mettono sotto attacco le principali conquiste legislative degli ultimi decenni. “Sono state emanate negli anni 80, 90, 2000 numerose leggi a tutela delle persone con disabilità – si legge ancora – l’inclusione nella società sembrava ormai un fatto concreto e pur con i limiti interpretativi potevamo affermare di essere un Paese da cui prendere esempio. Poi c’è stata, negli ultimi anni, una negativa svolta, che ha iniziato a cancellare diritti acquisiti, agevolazioni nate per offrire pari opportunità, benefici economici. E’ iniziata la caccia ai falsi invalidi, accusati di essere colpevoli dell’aumento eccessivo di indennità d’accompagnamento. Ma nel calderone ci sono finiti tutti, anche chi disabile lo è davvero”. Sono infatti partiti così molti tagli alla Sanità e ai servizi, con relative riduzioni alle autorizzazioni per gli ausili e protesi, ai fondi per gli assegni di cura, per i progetti di vita indipendente, per l’assistenza indiretta e per l’integrazione scolastica.

“Questo Governo, non politico ma definito tecnico, con il Decreto “Salva Italia” vuole andare oltre, mettendo in discussione l’indennità di accompagnamento e le pensioni, sia quella di invalidità che quella di reversibilità”. C’è però stata, ultimamente, la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”: la proposta di imporre il ticket su pannoloni, ossigeno, alimenti per celiaci, ausili per diabetici, dispositivi per la rilevazione della glicemia: “molti di questi – si legge nella lettera – sono salvavita e la vita non si può salvaguardare a seconda del reddito, non in un Paese civile. Il ministro della Giustizia Severino, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha detto che dallo stato delle carceri si misura il grado di civiltà di un paese. Vorrei aggiungere che è da quanto e come si tutelano le persone più fragili che si misura non solo la civiltà di un Paese, ma il suo grado di umanità, condivisione e democraticità. E l’Italia non è certo ai primi posti. Restituisco quindi a Lei, Presidente, quale rappresentante del popolo italiano, a mia Tessera elettorale in segno di protesta pacifica verso le istituzioni: non voglio più prendere posizione per questa o quella appartenenza politica che si trovano d’accordo solo nell’ignorare le vere esigenze del popolo a cui dovrebbero essere di servizio e non voglio avere più responsabilità per aver privilegiato posizioni politiche che agiscono in modo discutibile. Non interpreti questa mia come una resa o rassegnazione: la sconfitta non è la mia!”.

fonte:

PACE ALL’ANIMA VOSTRA

31 gennaio 2012 | Autore  |

Articolo di  * Conflitti e strategie

Mentre viene sotterrato un ex Presidente della Repubblica che ha quasi seppellito l’Italia dopo averla lapidata istituzionalmente e dilapidata internazionalmente nella sua sovranità e ricchezza, agli inizi dei ’90, a quello ancora in carica viene conferita la laurea honoris causa in “defezioni internazionali”.
Se per i morti occorre togliersi il cappello poiché non essendo più del mondo devono essere distanziati dalle miserie terrene – benché di tante vicende miserabili in vita si siano resi protagonisti, così da non guadagnarsi nessun rispetto tra i sopravvissuti non unti di necrofilismo e bisunti di conformismo – non è necessario e nemmeno ammissibile abbassarsi le braghe al cospetto di certuni attempati di Stato che fanno gli spettri prima del trapasso, riducendo ad un cimitero politico il Paese.

Al nostro anziano Capo dello Stato auguriamo un’ esistenza lunga di 969 primavere, non come quella di Praga ma come quelle di Matusalemme, tuttavia  gli ricordiamo che quest’ultimo spirò nell’anno del diluvio universale. Diluvio abbattutosi adesso sulla Penisola, soprattutto a causa delle sue scelte discutibili che se non esistesse il reato di vilipendio definiremmo perfino scellerate, servili ed indegne della carica che ricopre. Questo però non lo sosteniamo perchè siamo ligi alla legalità ed amiamo gli alti gradi della Repubblica. Ciononostante, le qualità e le probità di Napolitano noi non le vediamo ma riusciamo chiaramente a distinguere i mercanti da lui incoraggiati ad occupare il tempio e gli armigeri chiamati a gran voce per spalleggiarli, con insegne e decorazioni che non appartengono alle nostre tradizioni nazionali. Il pileo sulla testa di Re Giorgio, che ultimamente fa incetta di copricapi, inorgoglirà chi lo porta e chi glielo ha infilato con poca cautela e molta captatio, ma non conforta gli uomini liberi e ragionanti i quali non scorgono in quel berretto nessun affrancamento dalla schiavitù dei padroni delle borse e dei governi mondiali, come si usava un tempo, e nemmeno un merito conquistato sul campo. Qui va a finire che i traditori, parlando non del caso specifico ma di altre situazioni già verificatesi, si sentiranno sostenuti e sospinti nella loro opera di pugnalamento da tergo della popolazione, poiché all’indomani verranno ricompensati e proclamati illustri cittadini di questo bordello. Poco gliene cale ai falsi patriottardi e ai loro lacchè insignenti che quello sotto i piedi non è un altare allestito apposta per dare e ricevere premi ma il marmo sotto il quale giace defunta e disprezzata la nazione.

Quattro domande ci assillano Presidente.

Presidente,  la laurea gliel’hanno data perchè:

A) Da europarlamentare è riuscito ad evitare il tapiro di diamante di Striscia la notizia nonostante si sia fatto pescare a viaggiare in volo economico per intascarsi la cospicua differenza dal biglietto di volo di linea, nientemeno che dalla televisione tedesca?

B) E’ riuscto ad imporre al governo i rappresentanti delle banche internazionali straniere di rapina, mettendo il mai eletto Monti a capo di un governo nazionale ?

C) Per avere dato il suo grande contributo al Bombardamento della Libia con conseguenti massacri di inermi?

D) Per essere simpatizzante anglousraeliano ed essere sempre stato sensibile ai desiderata atlantici, (vedi atteggiamento “filantropico” verso la Siria del suo governo)?

 fonte:

30 marzo 2012: L’Italia dichiara default. Cronaca delle prime settimane.

Creato il 29 dicembre 2011 da Andl

30 marzo 2012: L’Italia dichiara default. Cronaca delle prime settimane.
30 marzo 2012: L’Italia dichiara default. Cronaca delle prime settimane.

Giuseppe Sandro Mela54 PeasantWeddingPieterBruegel 1234295545 650x453 30 marzo 2012: LItalia dichiara default. Cronaca delle prime settimane.

2012-01-31. Oggi Bankitalia ha stentato a rinnovare i 7.5 mld di BOT in scadenza. Come nella precedente asta del 16, quando ha dovuto rinnovare 7.7 mld di BOT pagando un interesse del 5.5%, oggi invece il tasso é salito al 6.1%. Quasi assenti gli istituzionali: é stato accolto molto male il fatto che Mody’s ci abbia declassato a BBB-. Monti ha parlato a televisioni riunite, tranquillizzandoci che era solo un incidente tecnico e che le società di rating sono del tutto inattendibili. Anche Napolitano ci ha detto che è solo questione di speculazione, che verrà severamente punita, poiché gli italiani sono sobri lavoratori, ma soprattutto politicamente coesi e solidali.
2012-02-29. E’ proprio un anno bisestile. Altre quattro aste disastrose. Questo mese il MEF ha cercato di collocare i 53.143 mld titoli in scadenza, ma anche questa volta gli istituzionali erano assenti. Le banche italiane hanno fatto la loro parte, ed hanno cercato di acquistare quanto potevano impiegando i fondi presi a prestito facilitato dalla BCE. Tuttavia l’offerta raggiungeva soltanto i 45 mld. Da voci che corrono, il Bankitalia ha comprato i restanti 8 mld: non si riesce a capire come ha fatto, ma sembrerebbe proprio che lo abbia fatto.                 Il Parlamento si é riunito in riunione d’urgenza. Di Pietro ha fatto presente che lui ben lo aveva detto e ripetuto che il Governo Monti rapinava ai poveri per dare ai ricchi banchieri. Casini si è dichiarato contento dell’operato del Governo. Gli esponenti della Lega hanno portato in aula striscioni facendo presente i problemi del nord Italia e, soprattutto quelli dei pensionati, mentre Bersani ha ribadito che serve una manovra di sviluppo che stimoli l’economia e crei posti di lavoro. Il Governo ha preso nota dei preziosi suggerimenti dei parlamentari, apprezzando anche che l’Ufficio della Camera ha schedulato per il 7 dicembre la discussione sulla modulazione delle indennità ai parlamentari.                 Il FTSE MIB ha chiuso ad 11,567, per evidenti problemi tecnici. Banca Intesa San Paolo quota 0.6.
2012-03-01. Le due aste per il rinnovo di CCT (12.277 mld) e di BTP (14.871 mld) non hanno quasi ricevuto offerte di acquisto. Ha pesato l’ulteriore declassamento a BB-. La BCE é intervenuta generosamente comprando circa 12 mld, ma la situazione sembrerebbe scricchiolare. Monti é immediatamente partito per Francoforte, ove ha incontrato Draghi, e quindi a Bruxelles, a prendere ordini. Il ministro dell’Economia, in un’intervista, segnala la sua certezza che tutto stia andando per il meglio,tranne il particolare che non esiste quasi più liquidità in cassa. Ha tuttavia assicurato che la lotta all’evasione continuerà con grande rigore.  Continua a leggere

Napolitanodonosor

Napolitano si è fatto garante di un governo da lui stesso eletto, il che è il rovesciamento del nostro sistema repubblicano in cui è il governo eletto dal popolo a dover garantire per la legittimità ed autorevolezza del presidente della Repubblica. La questione è annosa: chi giudica un giudice? La risposta è: un altro giudice! Nel caso del presidente della Repubblica però non c’è un’altra carica paritetica che possa giudicarlo (ovvero misurarne l’operato politico sul regolo costituzionale), se non la presidenza del Consiglio, che però nel nostro caso è stata nominata dallo stesso Napolitano, come se l’imputato si fosse scelto il proprio giudice prima di avviarsi a processo. Ora se Monti dà la sua fiducia a Napolitano e Napolitano simmetricamente la ricambia si cade in un circolo vizioso, l’uno è emanazione dell’altro e nessuno dei due è perciò legittimato a governare nel nome del popolo italiano, che è stato depredato della propria sovranità e solo per narcosi culturale non ha ancora reagito con la stessa ira che invece i preti del radicalismo intellettuale e giornalistico gli avevano instillato contro Berlusconi, usato come capro espiatorio in un rituale immondo. Siamo una nazione schiava, ancora un poco e inizieremo a intonare il nostro “Va, pensiero” ricordando i fasti dell’era berlusconiana, che nel complesso della nostra storia degli ultimi 150 anni è stata realmente il male minore. Alla fine il Caimano non era poi così megalomane.

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