L'EMERGENZA DELL' ARSENICO NELL'ACQUA !!! – PROF MATTEO VITALI

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SICILIA – Sigonella, Niscemi: MUOS

dicembre 2, 2012

mcc43

in continuo aggiornamento : http://storify.com/mcc43_/sicilia-sigonella-niscemi-muos

  1. MUOS – AgoraVox Italia

    MUOStro di Niscemi: il NO del Politecnico di Torino · La stazione di telecomunicazioni MUOS (Mobile User Objective System) comporta gra…
  2. SIGONELLA e dintorni * i silenzi assassini

    mcc43 sulla nostra servitù alla base militare Usa vedere precedenti articoli alla Tag Sigonella Incubo MUOS per l’aeroporto di Comiso di …
  3. Muos, i comitati intervengono in Parlamento I periti del Politecnico …

    11 set 2012 … Oggi è una giornata importante per i comitati No Muos, il movimento che si … Zucchetti, consulente esterno e docente …
  4. SIGONELLA e la sovranità italiana * futuro?

    mcc43 segue da Sigonella e la sovranità italiana *2011 M U O S: Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazioni sate…
  5. Il NO del Politecnico di Torino al MUOStro di Niscemi

    8 dic 2011 … Il NO del Politecnico di Torino al MUOStro di Niscemi. La stazione di telecomunicazioni MUOS (Mobile User Objective Syst…
  6. Niscemi si trasforma in star wars pronto il Muos degli Usa – Il Manifesto

    21 set 2012 … Massimo Zucchetti e Massimo Curaddu del politecnico di Torino. I due fisici pensano che il Muos puo’ causare grave …
  7. SIGONELLA e la sovranità italiana * 2011

    segue da Sigonella e la sovranità italiana *1985 Ottobre 2011 Italia: portarei delle altrui guerre Sigonella è questo: Italia a stelle e …
  8. MUOS – Wikipedia

    Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad altissima frequenza ( UHF) e a banda stretta…
  9. PETIZIONE | NO MUOS

    Lo studio del Politecnico di Torino ha messo in luce evidenti problematiche legate alle interferenze create dal MUOS alle comunicazioni…

I danni dell'Alluminio: dove si trova, effetti e rimedi naturali

L’alluminio è presente nel nostro cibo (vedi qui, quiqui), nell’approvvigionamento idrico e del suolo (vedi qui), e in numerose altre fonti di uso quotidiano per cui la maggioranza delle persone soffre di un certo grado di tossicità da alluminio. Dopo anni di esposizione accumulata e del suo deposito nei tessuti del corpo, questo veleno può avere risultati che vanno da una degenerazione del cervello a deformità. Secondo le statistiche del laboratorio Mineral Test, nelle Marche che è una tra le regioni a più basso inquinamento di metalli pesanti, il livello di alluminio nella popolazione è il doppio rispetto al limite massimo consentito.

Fegato, ossa polmoni, tiroide e cervello sono i siti in cui si immagazzina l’Al nel nostro organismo. La percentuale di Al nel capello è in stretta relazione alla percentuale presente nelle ossa. E’ accertato che il morbo di Alzheimer è correlato anche ad alte quantità di Al nel tessuto cerebrale.

Una ricerca dell’autunno 2000 del dott. R. Chinellato, chimico, svolta tramite spettrofotometro presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, avente per obiettivo l’aranciata in lattine, rivela che anche in presenza di un degrado del rivestimento interno apparentemente non degno d’interesse, l’Al della lattina viene ceduto alla bibita fino ad una concentrazione di 0,5 mg/lt, equivalente ad oltre il doppio della concentrazione massima prevista dalle normative nazionale.

 

I pericoli dell’avvelenamento da alluminio Continua a leggere

GLI HUNZA – La popolazione che vive in media 130-140 anni

LA POPOLAZIONE DEGLI HUNZA NON SOLO E’ CENTENARIA

ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.

DIGIUNO E PRODOTTI VEGETALI

Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.Un Hunza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.
IL DIGIUNO NEL MONDO ANIMALE

Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.
ACQUA ALCALINA

L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata. L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile. Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.Oggi il territorio degli Huntza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

CONCLUSIONI

Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente:“Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”…“Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…“Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…“Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…“Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in termpo”?E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso?Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.

Di – Andrea Conti Dottore in Fisioterapia Università degli Studi di Roma

Fonte : http://contiandrea.wordpress.comhttp://pianetablunews.wordpress.com

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

http://ilfattaccio.org/2012/11/07/gli-hunza-la-popolazione-che-vive-in-media-130-140-anni/#comment-4263

USA: MALATTIE DALLO SPAZIO

 

21 ottobre 2012 | Autore  | Stampa articolo Stampa articolo
Articolo di Gianni Lannes
La realtà ha superato da un bel pezzo la fantascienza, anche se i negazionisti – a pagamento o che leggono al massimo il bignami wikipedia, ossia la bibbia del “minus habens” del terzo millenio – fanno i salti mortali ammantandosi di ridicolo. E’ una dimensione sconosciuta nonostante si stia materializzando sempre più sotto i nostri occhi (distratti) un nuovo mondo artificiale. A parte l’inquinamento quotidiano delle striature chimiche nei cieli del globo terrestre provocato da velivoli prevalentemente sotto l’egida della Nato, l’aspetto più preoccupante è quello invisibile ai comuni mortali. La guerra ambientale scatenata sotto traccia in particolare dal governo degli Stati Uniti d’America – ma anche dalla Russia – è in grado di provocare mutamenti climatici epocali mediante una tecnologia sconosciuta ai profani (sviluppata dagli anni ’50). Ecco un’altra puntata del nuovo ordine mondiale che mira alla drastica riduzione della popolazione planetaria con vari mezzi ed artefici.

Quale migliore vettore della Natura? Infatti, non crea sospetti. Le tempeste di sabbia che imperversano sul pianeta Terra sono diventate all’insaputa dell’umanità, il mezzo dei contagi globali. Le polveri infette trasportate dai venti sono considerate uno dei grandi pericoli per la salute. «Abbiamo calcolato attraverso Continua a leggere

RICOLLEGARSI E DARE UNA BUONA NOTIZIA….NON HA PREZZO! PER TUTTO IL RESTO….C'E' MASTERCARD!!

12 ottobre 2012 | Autore |

Qualche ora prima della manifestazione nazionale contro l’installazione del terminale terrestre del Muos, il nuovo sistema satellitare delle forze armate Usa, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltagirone, a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011, sono stati sequestrata perviolazione delle leggi sull’ambiente l’area e gli impianti del sistema di comunicazioni “Mobile user objective sistem” (Muos) della stazione “Naval radio transmitter facility” (Nrtf) delle Forze Armate Usa in Sicilia. (E’ HAARP decentrato sul Mediterraneo)

La stazione radio statunitense sorge in di contrada Ulmo ed è stata costruita  all’interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi (Caltanissetta), area a inedificabilità assoluta e sito di interesse comunitario.

Il Wwf è soddisfatto e in un comunicato sottolinea di essere «Più volte intervenuto nei mesi scorsi sulla vicenda insieme al comitato No Muos, segnalando non solo il grave danno ambientale che l’impianto ha sul delicato equilibrio della riserva naturale, ma anche i gravissimi rischi per la   salute  dei circa 500.000 cittadini che abitano in prossimità della stazione radio. Già adesso infatti questa consta di 42 antenne impiantate   dalla Marina statunitense   che ha emissioni radio superiori ai limiti consentiti dalla normativa vigente.

La realizzazione del nuovo impianto Muos, bloccato dal sequestro della magistratura e consistente in tre grandi antenne paraboliche per le trasmissioni verso i satelliti geostazionari e due trasmettitori elicoidali  per il posizionamento geografico, purtroppo già autorizzati dalla Regione Sicilia,  rischia pertanto di aumentare notevolmente l’impatto delle emissioni elettromagnetiche sulla salute dei cittadini».

Gli stessi motivi che recentemente avevano spinto la Commissione parlamentare sull’uranio impoverito, dopo l’audizione dell’11 settembre scorso dei sindaci di Niscemi e di Vittoria,  dei rappresentanti dei Comitati No Muos, a richiedere alle autorità competenti «Una moratoria per l’installazione del sistema Muos, in applicazione del principio di precauzione, in attesa di acquisire la certezza che la sua installazione non sia dannosa alla salute dei cittadini».

Su PeaceLink Sandro Rinnone, del comitato No Muos di Niscemi, ricorda che «Insieme alle associazioni ambientaliste e ad alcune amministrazioni comunali abbiamo denunciato, filmato e documentato gli scempi commessi dalle imprese aggiudicatarie dei lavori. Abbiamo pure fortemente contestato le modalità con cui la Regione siciliana ha autorizzato l’esecuzione di opere formalmente vietate dai decreti istitutivi della Riserva naturale orientata “Sughereta”. Ma in quei cantieri sono state violate pure le normative antimafia, consentendo a una impresa locale di effettuare gli sbancamenti e la costruzione delle piattaforme del Muos nonostante fosse stata privata del possesso del certificato antimafia perché ritenuta contigua alle organizzazioni criminali locali. Dopo l’intervento dell’autorità giudiziaria e lo straordinario successo della manifestazione di sabato,  il Governo deve assumersi le proprie responsabilità revocando le autorizzazioni all’installazione e imponendo alle forze armate statunitensi lo smantellamento delle strutture già esistenti, restituendo l’area alla popolazione per fini di pace. Se ciò non dovesse avvenire, il Movimento No Muos darà vita ad una campagna nazionale di disobbedienza civile affinché siano ripristinati i principi di sovranità nazionale e del diritto a un futuro libero dalle guerre». FONTE:

Procura: «mare di Napoli non balneabile!» Anche il lungomare?

Posted on 29 agosto 2012

Superperizia a fine stagione ma i napoletani meritavano chiarezza all’inizio

Arrivò l’America’s Cup, in piena Primavera napoletana. All’orizzonte l’estate e ancor più prossimo il “lungomare liberato” che restituiva alla città aria, sciabordii e odor di mare. A sorpresa anche la balneabilità per ordinanza sindacale. Cartelli del Comune con tanto di acqua tre stelle su tre, cioè “eccellente”. Perplessità mista a soddisfazione, dibattito tra perplessi e soddisfatti fino al fumine di metà Luglio quando la Procura della Repubblica aprì un inchiesta dopo la scoperta nei pressi dal mare di via Caracciolo di una vasca sotterranea contenente centoventimila litri di liquami corrosivi e inquinanti. C’era bisogno di un gesto forte, di quelli che gli uomini in vista fanno per convincere l’opinione pubblica. E così ad Agosto il sindaco De Magistris si è fatto fotografare in costume rigorosamente arancione mentre usciva dal bacino di “Mappatella beach” con tanto di messaggio sui social network: «Eccomi al mare, spiaggia libera, mare unico, balneabile di qualità eccellente, panorama unico al mondo. È la mia città, la città di tutti, la città dell’accoglienza, dove ogni giorno dimostriamo (tutti, amministrazione e cittadini) che cambiare è possibile». Poco importa che la zona fosse ed è un piccolo feudo dell’abusivismo (ma non solo quella, ndr), l’immagine ebbe subito la sua risonanza e gli scettici subirono una battuta d’arresto. Poi alla vigilia di Ferragosto è arrivata Goletta Verde a guastare la festa dichiarando il mare della Campania il più inquinato d’Italia insieme a quello della Liguria e della Calabria, indicando una percentuale dei depuratori fuorilegge pari al 44% e sette punti di fortissimo inquinamento, uno ogni 34 chilometri. Che confusione!
Partiamo da un presupposto: il mare può essere generalmente inquinato e balneabile a macchia di leopardo. Il che significha che dal porto al Castel dell’Ovo può essere inquinato e per tutto il versante di via Caracciolo “eccellente”. Questione di depuratori e correnti. Ma intanto la Procura ha messo carne a cuocere sulla base degli ultimi dati che indicano una notevolissima quantità di batteri e colibatteri, “escherechia coli” per la precisione, anticamera virtuale di malattie infettive del calibro di tifo, paratifo ed epatite A. Dati che non si riferiscono allo specchio d’acqua antistante il lungomare. La magistratura vuole però vederci chiaro nelle acque torbide e ricostruire la trafila delle certificazioni e delle concessioni per il mare “eccellente”. È partita quindi la superperizia che vuole andare al di là degli sforzi fatti per migliorare la qualità delle acque della Campania e di Napoli. Lavoro affidato ad un consulente esterno, un docente universitario fuori regione, deputato ad emettere una nuova sentenza sulla balneabilità del mare che vuol dire diritto alla salute dei cittadini e alla vita di una città nata sul mare e dal mare. L’allarme lanciato è generlista, nel senso che riguarda il complesso delle acque della provincia di Napoli, dal confine col litorale casertano a quello salernitano, ed è già grave pur essendone tutti consapevoli.
Ora però si vuole verificare lo strano fenomeno del mare di Via Caracciolo minacciato anche dalla vasca dei veleni. Nell’attesa, l’ennesima, non resta che domandarsi sul tempismo, anzi sui tempismi sparsi. È casuale che tutto questo venga fuori quando la stagione estiva volge al termine, quando cioè la gente si è già tuffata (sempre che l’abbia fatto)? È casuale che la balneabilità “eccellente” del mare di Napoli sia spuntata dopo anni di divieti proprio in concomitanza della “liberazione” del lungomare? È casuale quello scatto fotografico del sindaco a pochi giorni dall’attivazione della Procura in merito alla vasca dei veleni?
La chiarezza è fondamentale e i napoletani debbono pretenderla con occhi ben aperti perchè bisogna essere stanchi di querelle fuori tempo e incertezze, di belle notizie foriere di speranze poi disilluse. Napoli non può essere fabbrica di polemiche e illusioni, non deve essere vetrina. Il “lungomare liberato” non può essere uno spot per un’amministrazione ma dev’esserlo per la città, altrimenti saremmo al ricorso storico del Plebiscito di bassoliniana memoria.

Fonte:

Umili servitori silenziosi

28 agosto 2012 | Autore  | 

Vi avverto. L’articolo che state per leggere è incompleto, dilettantesco e anche un pochino surreale. In una parola, strano. Strano come la protagonista, la mia intervistata, che conosceremo fra poco.

Poiché intervistare la gente mi sembra un ottimo modo per cercare di capire il mistero della psiche umana, non mi sono lasciato scappare l’opportunità d’incontrare di nuovo Federico Varutti, di cui ho già parlato recentemente. In quell’occasione, avendomi invitato a cena a casa sua, ho pensato che ci sarebbero state altre cose interessanti da vedere e studiare.

Infatti, la cosa più interessante da esaminare si è rivelata sua moglie: Katerina Orun, polacca da trent’anni in Italia. Ella, tra unpiatto di farro e una frittata di portulaca, mi ha parlato della tecnologia EM, a me fino all’altra sera totalmente sconosciuta.

EM sta per Microrganismi Efficaci, ovvero i batteri, principalmente lattici, responsabili del processo rigenerativo. Sono stati scoperti e divulgati dal professor Teruo Higa, che insegna orticoltura all’università delle isole Ryukyu, in Giappone.

Ai miei tempi furoreggiava Fukuoka, con “La rivoluzione del filo di paglia”, vero libro di culto della mia generazione, insieme a “Siddharta”, di Hermann Hesse.

Dal Giappone ci giunge anche la teoria diMasaru Emoto sulla natura dell’acqua e in particolare sulla memoria che il vitale elemento possiederebbe.

Evidentemente, al di là delle mode passeggere, noi occidentali siamo affascinati dalla cultura e dalle filosofie dell’estremo oriente: Marco Polo e Tiziano Terzani ne sanno qualcosa.

In realtà, al professor Higa non si può attribuire la scoperta vera e propria dei batteri rigeneranti, perché della bontà di quelle piccole bestioline ce ne siamo accorti da un pezzo. Tanto è vero che i sumeri con la birra e gli antichi greci con il vino furono fra i primi a capire che dalla fermentazione di certe piante si poteva ricavare un pizzico d’inebriante felicità. Per inciso, le popolazioni precolombiane forse avevano fatto la stessa cosa con il mais e io mi ricordo di come nel 1993, durante il mio viaggio in Perù, il modo in cui veniva preparata la “Chica” provocava moti di disgusto in tutti noi turisti schizzinosi. Il mais infatti veniva preventivamente masticato dalle donne anziane dei villaggi e poi messo a fermentare. Continua a leggere

LA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO SCACCIA L'ECONOMIA CIVILE

Di comidad (del 09/08/2012 @ 01:39:27, in Commentario 2012, linkato 481 volte)
Credere che una fabbrica possa chiudere per i danni ambientali che provoca, è come credere che si possano fare guerre per motivi umanitari. E infatti c’è sempre chi è disposto a credere all’una ed all’altra cosa.
Nel caso della chiusura dell’Ilva di Taranto, c’è stato anche chi ha parlato di successo della “lobby ambientalista”, il che è altrettanto attendibile che parlare di una lobby dei clochard o di una lobby dei Rom. In realtà, neppure il declino del nucleare può essere attribuito al rischio ambientale in sé, ma è dovuto al fatto che ormai nessuna compagnia assicurativa è più disposta ad assumersi il rischio della copertura dei costi dei risarcimenti. [1]
Il lobbismo vero è invece indissociabile dal potere del denaro e delle complicità occulte, e nella vicenda dell’Ilva ha fatto la sua comparsa con la rivelazione delle relazioni tra il lobbista Archinà ed il ministro per l’Ambiente Clini. Il ministro si è trovato così immediatamente messo all’angolo. In effetti, in tutto ciò che riguarda l’industria in Italia, i governi sembrano ridotti al rango di spettatori o, ancora peggio, di tifosi. [2]
La recente decisione del Tribunale del Riesame di Taranto colloca la sorte dell’Ilva nel limbo dell’incertezza, con l’unico effetto sicuro di disperdere la resistenza operaia nel labirinto delle speranze e delle aspettative, come accadde a Bagnoli negli anni ’80. Nel frattempo potrebbero arrivare i fondi dell’Unione Europea per finanziare la delocalizzazione in Romania o in Polonia.
Il caso dell’Ilva di Taranto ha anche dimostrato che il gruppo sociale di riferimento per molti progressisti non è più la classe operaia, ma la magistratura. Sembrerebbe una materializzazione degli slogan della propaganda della destra, che individuano nei magistrati il nuovo partito leninista. Bisogna però, anche qui, distinguere la realtà dal fumo mediatico, ricordandosi che il potere della magistratura si trova di fronte ad un limite invalicabile, che è quello della extraterritorialità, giuridica o di fatto, delle basi NATO ed USA.
La Direzione Investigativa Antimafia ha accertato che dalla base aeronautica USNavy di Sigonella sono stati versati rifiuti radioattivi nelle discariche siciliane, con gravi effetti sulla salute delle popolazioni; ma ciò, ovviamente, non solo non ha comportato alcun provvedimento di chiusura della stessa base di Sigonella, ma non c’è stata neppure alcuna inchiesta delle Procure. Sui rifiuti tossici di Sigonella la magistratura non ha mosso un dito, ed anche i media hanno ignorato le notizie a riguardo. Anzi, l’edizione palermitana del quotidiano “La Repubblica” ha persino avuto l’improntitudine di infliggere ai suoi lettori un servizio fotografico sugli eroici marines di Sigonella intenti a ripulire i siti archeologici. Forse vogliono usare anche quelli come discariche. [3]
Che la crescente militarizzazione del Porto di Taranto conducesse ad un inesorabile restringimento degli spazi per le attività produttive e civili, costituiva un dato scontato, sperimentato in numerose altre occasioni. Ad esempio, in Sicilia la base militare aeronautica di Sigonella è diventata la capitale mondiale dei droni, gli aerei senza pilota.[4]
Le aggressioni della NATO alla Libia ed alla Siria hanno determinato un’intensificazione non soltanto di questi voli senza pilota, ma anche dei voli militari in genere, ovviamente senza nessuna preoccupazione per la sicurezza del territorio. Gli effetti sul traffico aereo civile sono stati disastrosi. L’aeroporto civile di Fontanarossa chiude in continuazione con i più vari pretesti ufficiali. L’aeroporto di Comiso, ufficialmente divenuto una struttura civile dal 2007, non riesce ancora ad avviare la sua attività, confermando i sospetti di chi riteneva che gli USA non sarebbero mai stati disposti a mollare davvero la loro base aereo-missilistica. I giganteschi investimenti in infrastrutture dell’aeroporto di Comiso rischiano quindi di essere riconvertiti ad uso militare. [5]
Le storie si somigliano. Il Molo Polisettoriale del Porto di Taranto è una struttura avveniristica, attuata con enormi finanziamenti pubblici, ufficialmente finalizzati allo sviluppo della Regione Puglia. Di fatto oggi l’insediamento militare della NATO nel Molo Polisettoriale ha già tolto ogni prospettiva alla sopravvivenza dell’acciaieria Ilva, e chissà a cos’altro ancora. [6]
Nel febbraio di quest’anno era anche arrivata la notizia dell’investimento di quattrocento milioni per effettuare dei dragaggi nel Porto di Taranto, il tutto condito dalle solite promesse di sviluppo commerciale dell’infrastruttura. Ma già nel 2005 si parlò di dragaggi, facendoli passare con motivazioni ecologiche, quando in realtà era stata la Marina Militare a sollecitarli per accertare l’esistenza della capienza utile ad ospitare i sommergibili nucleari americani. [7]
A questo punto anche la notizia che nel Porto di Napoli sia in atto un ammodernamento ed allargamento delle banchine, con i soliti fondi pubblici, non fa altro che ricordarci che già ora la maggioranza delle banchine è sotto il controllo della USNavy. Oggi le spese militari italiane non figurano neanche più a livello ufficiale, ma risultano come “finanziamenti allo sviluppo”. [8]
C’è anche a riguardo una propaganda che cerca di far credere che le basi militari portino “sviluppo” al territorio che le ospita. Sviluppo di discariche di rifiuti tossici, quello sicuramente; non per niente in Campania le discariche sono già considerate aree di interesse strategico nazionale e poste sotto disciplina militare.[9]
Porti ed aeroporti sono infrastrutture costose, giustificate con necessità civili; alla fine però, chissà come, è l’uso militare a prevalere, e l’utilizzatore finale è sempre a stelle e strisce. E, come ci ha spiegato l’avvocato Ghedini, l’utilizzatore finale non paga mai di tasca propria.

[1] http://www.rassegna.it/articoli/2011/05/11/74193/disastri-nucleari-le-assicurazioni-se-ne-lavano-le-mani
[2] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-04/caso-ilva-taranto-azienda-182610.shtml?uuid=AbZbWcJG
[3] http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/06/sicilia-bambini-che-muoiono-di.html#more
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/06/24/foto/i_militari_di_sigonella_in_campo_per_ripulire_i_siti_archeologici-37818021/1/
[4] http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/21-maggio-2012/sigonella-arriva-smart-defensela-nato-schiera-droni-antiterrorismo-201273206591.shtml
[5] http://www.agoravox.it/Aeroporto
[6] http://www.tarantoporto.com/logistica/polisett.htm
[7] http://tarantobuonasera.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8903:accordo-per-i-dragaggi-subito-i-lavori&catid=36:giorno-e-notte&Itemid=1028
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/13856.html
[8] http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=212218&sez=NAPOLI
[9] http://www.altalex.com/index.php?idnot=41693

Ferrarrosto e dintorni

Marco Cedolin

Terminata la saga delle Olimpiadi, con la quale per settimane ha riempito i propri palinsesti, l’informazione mainstream si é trovata giocoforza costretta a calarsi nella realtà. O meglio in quel calderone di fesserie commiste a curiose interpretazioni del mondo reale che usualmente viene spacciato come tale.
Esaurite le profonde riflessioni sul caldo che é stato e su quello che verrà, con annesse ripercussioni in termini di danni ai raccolti determinati dalla canicola (ma sempre guardandosi bene dal ventilare qualsiasi ingerenza umana sul clima) viene proposto un pout purri di notizie in libertà che, se osservato con sguardo distaccato, potrebbe apparire perfino divertente.
A Taranto, dove stanno per calare i ministri (alla distruzione dell’ambiente e alle trivellazioni) Clini e Passera, per difendere il futuro dell’Ilva ed il sacrosanto diritto ad inquinare dei loro padroni, il prefetto ha ritenuto giusto tagliare la testa al toro e vietare con un’ordinanza per la giornata di domani qualsiasi manifestazione….

Seguendo di fatto l’esempio del prefetto di Torino che ormai regolarmente emette ordinanze per interdire l’area del cantiere di Chiomonte, ogni qualvolta i NO TAV organizzano una manifestazione. Altrettanto regolarmente i NO TAV a manifestare ci vanno lo stesso, infischiandosene della zona rossa, staremo a vedere domani cosa accadrà a Taranto. Nel frattempo qualcosa é già accaduto, perchè proprio oggi una nave turca, ancorata alla banchina dell’Ilva, a causa di una strana fatalità ha sversato nel mare antistante gli impianti due tonnellate di olio combustibile. A voler pensar male si potrebbe sospettare che esista la volontà d’intorbidire le acque e invalidare i risultati di eventuali analisi, ma guai a pensare male che é risaputo si fa peccato.
Il golpista Mario Monti, rifugiatosi in Svizzera per sfuggire al solleone, dopo avere tempestato gli italiani di tasse e prima di riversare sul loro capo la nuova ondata d’imposte autunnali, fa sapere che in Italia le tasse sono troppe. Potendolo fare lui le abbasserebbe, ma dal momento che il rigore é d’obbligo sarà invece costretto ad alzarle, pur non trattandosi della sua volontà, questo sia chiaro.
Il sindacato dei piloti della Rayanair rende pubblico il fatto che la compagnia avrebbe esercitato pressioni sui piloti affinchè consumassero meno carburante, arrivando a stilare pagelle di merito per i più parsimoniosi. Proprio questa lotta maniacale nel merito dei serbatoi sembra essere alla base dei tre atterraggi di emergenza che hanno coinvolto altrettanti aerei della compagnia rimasti senza benzina. Va bene viaggiare in piedi e con la toilette a pagamento, ma la benzina almeno mettetecela, altrimenti i viaggiatori potrebbero emulare i milioni di persone che restano a casa, praticando il low cost in assoluto più efficiente.
A proposito di low cost é di oggi l’annuncio dell’Ikea che sembra intenzionata ad aprire 100 Hotel economici in giro per il mondo. Stando alle dichiarazioni le stanze non verranno arredate con i mobili abitualmente presenti nei punti vendita, ma risulta evidente come le multinazionali abili nello sfruttare il lavoro precario ed il ricatto occupazionale stiano costruendo profitti consistenti, proprio in un momento di crisi nel quale i poveracci non costruiscono altro che la propria disperazione.
Anche Paolo Ferrero, fra le ultime icone della cosidetta sinistra radicale, sembra non abbia resistito al “fascino porno-trash” delle Pussy Riot, arrivando ad accodarsi alla banda degli uomini di Washington che incensano questa colorita aberrazione del femminismo al solo scopo di danneggiare Putin. Curioso notare come le orge e le depravazioni sessuali, stigmatizzate al tempo del bunga bunga di Berlusconi, a pochi mesi di distanza possano diventare nientepopodimeno che un’icona del femminismo rivisitato in chiave atlantica.
Per non farci mancare nulla, in questi giorni di ferrarrosto cogliamo ancora qualche curiosità. I guanti forniti ai pompieri dal ministero sono farlocchi e non proteggono un bel nulla, come dimostrato dalle gravi ustioni alle quali sono andati incontro due vigili del fuoco vicentini che li indossavano regolarmente.
Il super jet avveniristico, propagandato da tutti i giornali come l’aereo del futuro che avrebbe collegato in un’ora Parigi e New York (neppure il TAV di Moretti aveva mai osato tanto) é caduto miseramente nell’oceano, insieme ai sogni di gloria dei sacerdoti del progresso.
Un blogger avrebbe svelato i piani segreti israeliani per attaccare l’Iran che circolavano in rete da qualche mese. Sarebbe in arrivo il “pillolo” già sperimentato sui topi che noriamente sono identici agli esseri umani. La benzina sfiora i 2 euro al litro, ma se i tassisti si comporteranno come Rayanair sarà molto meno pericoloso e navigando in internet potrete acquistare le parti del corpo altrui sul sito vattelapesca, in particolar modo i denti ed i capelli che all’uopo potreste sempre riciclare.
Dimenticavo, si raccomanda di bere molto e non uscire nelle ore più calde, a meno che non s’intenda fare shopping nel centro commerciale, se ancora la carta di credito non é stata disattivata.
Pubblicato da marco cedolin