Movimenti nel Mar Mediterraneo

6 gennaio 2013 | Autore | Stampa articolo Stampa articolo

La flotta russa prepara uno sbarco anfibio in Siria per fine gennaio 2013

Fonte: lospecchiodelpensiero.wordpress.com

Nella mattinata di ieri 2 gennaio 2012 l’agenzia di stampa russa Ria Novosti ha annunciato che una grande esercitazione navale russa si terrà entro 20 giorni nelle acque del Mediterraneo orientale. A questa esercitazione prenderanno parte unità di ogni flotta della marina russa. Saranno quindi presenti unità della flotta del Mar Nero, della flotta russa del Baltico, della flotta russa del Nord, della flotta russa del Pacifico.

Mai, nemmeno ai tempi della guerra fredda, un’esercitazione di questa portata è mai stata organizzata nel Mediterraneo, e men che meno con la partecipazione di unità di tutti i comandi navali della marina di Mosca. Il Mediterraneo da sempre è competenza diretta della flotta del Mar Nero supportata in rare occasioni dalla flotta del Baltico.

In queste settimane invece assisteremo all’arrivo nelle acque del Mediterraneo di unità da sbarco, sottomarini, unità lanciamissili, unità antisommergibili di tutti i comandi della flotta russa.

Questo atteggiamento, così come l’annunciata presenza bordo delle navi da sbarco di centinaia di Marines Russi, lascia pensare che questa potrà essere molto più di una semplice esercitazione militare. Le truppe verranno imbarcate dalle rive del Caucaso che si affacciano sul mar nero e probabilmente trasportate nel mediterraneo nella prima fase delle operazioni. Successivamente potremmo assistere invece ad un vero e proprio sbarco anfibio delle truppe russe nell’area costiera della Siria, in quella regione alawita tanto cara sia Mosca che al presidente siriano Assad. Lo sbarco della fanteria di marina, supportata dalla più vasta flotta che la Russia abbia mai organizzato dalla fine della seconda guerra mondiale, potrebbe avere più di uno scopo. Lo sbarco potrebbe infatti essere propedeutico all’evacuazione delle migliaia di cittadini russi residenti nell’area, ma potrebbe avere anche un altro significato, molto più preoccupante. Le truppe di terra russe supportate dall’imponente presenza navale, che potrebbe arricchirsi anche dell’unica portaerei ora in servizio nella flotta di Mosca, potrebbero schierarsi a difesa della base navale di Tartus e quindi entrare attivamente in quel conflitto siriano che, giorno dopo giorno, rischia di estendere la propria influenza negativa alle altre nazioni della regione.

Le truppe speciali russe operano infatti già in Siria da diverse settimane e recentemente sarebbero state protagoniste della messa in sicurezza di un’ingente quantità di armi chimiche depositate presso una base vicina ad Aleppo che stava per cadere nelle mani dei ribelli. L’intervento russo è stato determinante e ha segnato, dai tempi del ritiro dall’Afghanistan, il primo impiego di truppe russe in un teatro di guerra al di fuori dei confini dell’ex Unione Sovietica.
Sarà fondamentale osservare le eventuali mosse delle marine dei paesi Nato così come gli spostamenti di sistemi d’arma strategici nella regione, nonché il dispiegamento delle forze aeree della Federazione Russa. La prima cosa da tenere d’occhio sarà l’eventuale partenza di una o più portaerei americane Norfolk, principale base navale per le missioni nell’Atlantico e nel Mediterraneo.

http://www.geopoliticalcenter.com/2013/01/flotta-russa-sbarco-siria-gennaio/

Tratto da: http://terrarealtime.blogspot.it/

fonte:

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SIAMO A PUTTANE! Parte da OTPOR un’altro tentativo di Rivoluzione Colorata…

18 agosto 2012 | Autore  | 

…contro la Russia con il sostegno di Usa e Ue.

 Il gruppo musicale “LA FIGA RIOTTOSA ovvero PUSSY RIOT”  è stata condannata per blasfemia e diffamazione verso Putin a 2 anni di prigione ed IL MONDO mediatico  si mobilita all’unisono dimostrando di essere incredibilmente addestrato .

Questo potrebbe essere il titolo senza inglesismi, ipocrisie e piaggerie di un giornale degno di questo nome. Poi dovrebbero chiedersi chi sono veramente queste persone. Ma non vi è pericolo che ciò accada.

Questi che seguono sono i titoli primi, cubitali in prima pagina di quella sorta di abominio giornalistico che è Repubblica. Poco da meno sono gli altri giornali da toilette come La Stampa, che offre anche lei un’ampia carrellata di proteste da tutto il mondo, il Fatto, il Corriere, il Giornale, Libero di Belpietro e televisioni di ogni tipo. Tutti con lo stesso titolo o similare,  tutti con le stesse foto. Foraggiati, pardon, consigliati dalla stessa entità? E la ciliegina sulla torta del “Nadia la vuole Playboy”. Qui mi sono veramente emozionato ed ho trattenuto una lacrima di commozione. Io la proporrei per un premio Nobel  che so… della dissacrazione delle religioni come quello che fu dato a Dario Fo.. o aveva un’altra motivazione? Non ricordo.

Importante

Nadia  nella foto esibisce al mondo la sua appartenenza ad Otpor  con il pugno chiuso e tanto di maglietta. Optor è quell’organizzazione creata per sovvertire i governi democratici sostenuta da George Soros, con Freedom House e Open Society Institute, …Soros è quello delle Rivoluzioni Colorate o Colpi di Stato morbidi. Ricordiamo che Optor è riuscita a provocare il rovesciamento del legittimo  governo,  in Serbia, in Georgia, con l’imposizione del sionista guerrafondaio Mikhail Saakashvili, in Ucraina, in Kirghisia, in Egitto ed ha tentato anche in Russia. In Italia si fece conoscere come Movimento Viola contro Berlusconi. In America è il movimento Occupy Wall Street e più generalmente conosciuto ora come Occupy.

Il sionista Soros di origini ungheresi è noto per aver fatto collassare la Lira nel 1994 per poi comperare per se e per i suoi mandanti una larga parte del patrimonio mobiliare in borsa. Lavora per i Rotschild, per la Corona inglese ed è il sostenitore delle droghe libere. Come per la guerra dell’Oppio in Cina per capirci, ricordate?! Vi sembra che io stia esagerando? A me no. Continua a leggere

Ma non rompeteci i coglioni con le Pussy riot !


Questa Russia, che oggi sembra quasi riprendere in mano l’eredità di Bisanzio ergendosi a scudo contro le derive sia culturali che militari dell’Occidente post-cristiano, è la stessa che, fino a solo qualche decennio fa, rappresentava “l’impero ateo” per eccellenza e che, ancor più di recente, sotto il regime dell’alcolizzato e filoccidentale Eltsin, sembrava destinata ad un’irrimediabile tracollo e alla totale dissoluzione sociale e politica.

Quello che è accaduto in Russia negli ultimi anni è, pertanto, un evento straordinario, una vera “resurrezione” che, per essere compresa, dev’essere giudicata non con le nostre categorie politiche, culturali e morali occidentali, ma a partire dalla Russia stessa, dalla sua cultura e dai suoi valori.

Ma la mossa realmente rivoluzionaria di Putin è stata quella di capire che la resurrezione di un popolo, ancor prima che economica, dev’essere morale e spirituale. Ed è da questo presupposto che nasce l’alleanza del governo russo con le “religioni tradizionali russe” ovvero, in primis, con quella Chiesa Ortodossa senza la quale è impossibile anche solo parlare di un’anima russa.

Molti Cattolici (soprattutto laici) vedono oggi nella Russia, se non un bastione, almeno un inatteso “spiraglio” di luce in un mondo anticristiano e ostile. Alcuni, in chiave escatologica, ricordano le parole della Madonna di Fatima: “la Russia si convertirà e il mondo conoscerà un periodo di pace”; vedendo nella rinascita spirituale del popolo eurasiatico un frutto di quella “consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria” che, a dispetto degli scrupoli umani e delle paure della Gerarchia, sarebbe comunque avvenuta – non si sa bene in quale forma – negli anni ’80…

Ma qualcuno va oltre e sull’onda di un certo apocalittismo “fatimita” vede, nella presunta viltà dimostrata da una parte delle gerarchia cattolica, l’impedimento a che anche la seconda parte della promessa, ovvero l’auspicio della pace, si realizzi. La conversione della Russia, infatti, non sembra affatto essere la premessa di una pace mondiale ma, al contrario, il segno del radicalizzarsi di uno scontro che vede da una parte l’Occidente post-cristiano e massonico fautore di un Nuovo Ordine Mondiale fronteggiarsi con una Russia identitaria che, semplicemente, non accetta questo progetto (…)

Uno scenario da Armagheddon che prende forma nel silenzio afoso delle nostre giornate estive, trascorse a parlare di Belen o dell’ultima “uscita” di Casini o di Vendola…

 di Gianluca Marletta*

 *(Saggista e coautore, con la giornalista Enrica Perucchietti, del libro: N.W.O. Storia e ideologia del Nuovo Ordine Mondiale, che sarà in libreria in autunno per i tipi della Arianna Edizioni).

DA IMPERO DEL MALE A IMPERO DELLA BENE

E’ l’unica nazione di tradizione cristiana capace di vietare (per Cento Anni!) le manifestazioni pubbliche delle lobby omosessuali “infischiandosene” bellamente delle accuse di autoritarismolanciatele dai “democratici” d’ogni latitudine; uno dei pochi paesi al mondo dove, stando a tutti i sondaggi e le statistiche, la religione è in crescita esponenziale e la chiesa nazionale (quella Ortodossa) è di gran lunga l’istituzione più popolare; un paese devastato per decenni dalla denatalità e dalla pratica dell’aborto facile che, al giorno d’oggi, “premia” ogni nuova nascita con un bonus equivalente a 9.000 euro1; un paese che ha schiacciato senza pietà il terrorismo islamico locale (quello ceceno di tipo salafita, finanziato dall’Arabia Saudita) ma che intrattiene relazioni amichevoli con buona parte del mondo islamico ed è visto, con evidente simpatia, da tutte quelle forze che si oppongono, per i più svariati motivi, al cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale concepito dalle elite occidentali. Una nazione che, recentemente, sembra essere entrata nelle grazie e nelle speranze persino di molti Cattolici (soprattutto laici), i quali cominciano a vedere in essa quasi una sorta di rinnovato “bastione” o baluardo della Cristianità.

Mosca: 100.000. persone manifestano contro la profanazione compiuta dalle “Pussy Riot”. I media occidentali l’hanno totalmente ignorata. Continua a leggere

Chi o cosa sono le “Pussy Riot?”

Accuratamente descritte come bigotte e teppiste, i tre membri della band musicale conosciuta come “Pussy Riot” sono ora sotto processo per “atti di teppismo motivato da odio religioso”. Ciò dopo aver fatto irruzione in una chiesa a Mosca, disturbando la quiete pubblica, mentre deridevano le credenze dei presenti nel tentativo di protestare contro il presidente russo Vladimir Putin. Se degli skinhead avessero fatto qualcosa di simile in una sinagoga in occidente, sicuramente avrebbero già da tempo pagato multe salate e cominciato un lungo periodo di carcerazione per “insulti in pubblico sulla base dell’origine, appartenenza religiosa, razza o origine etnica” (e qui).
L’articolo del Guardian intitolato “Pussy Riot trial ‘worse than Soviet era“, si svela subito una palese propaganda, descrivendo il tribunale e la bandiera russa come “squallidi” e un cane poliziotto come “in cerca di sangue.” Il giornale britannico tenta di ritrarre la Russia stessa come “fortemente divisa” tra conservatori e liberali, con questi ultimi che combattono contro lo Stato “con ogni mezzo possibile“.
Già il Guardian si mette nei guai – ritraendo la Russia come “divisa”, cosa respinta dalle recenti elezioni che hanno concesso a Vladimir Putin e al suo partito Russia Unita il mandato per la guida del Paese. E se è vero che in realtà, tra l’affluenza alle urne e Putin che raccoglie il sostegno del 63% di quelli che hanno votato (in una elezione con 5 partecipanti), solo il 40% degli elettori totali della Russia registrati ha effettivamente votato per Putin, il suo mandato è ancora più solido di quello del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con il suo 32% in una corsa a due, o la vittoria dello scorso anno, qui in Thailandia, di Yingluck Shinawatra con un tenue 35%, una vittoria salutata dai media occidentali come “travolgente” .


Foto
Screenshot tratto dal sito del National Endowment for Democracy sui finanziamenti statunitensi per la ONGGolosGolos” presumibilmente era alla ricerca di “irregolarità elettorali” nelle recenti elezioni russe. Golos e altre ONG e partiti di opposizione appoggiati dagli USA, stanno ora cercando di attivare una “primavera araba” in Russia.

Va inoltre sottolineato che le recenti elezioni in Russia sono state funestate dal monitoraggio dell’ONG “Golos“, nel tentativo di screditare i risultati come fraudolenti. Si sarebbe in seguito rivelato che questa ONG, definita“indipendente” dalla stampa occidentale, era in realtà finanziata e diretta dal Dipartimento di Stato USA tramite ilNational Endowment for Democracy (NED).  Tentativi da parte di Wall Street e di Londra d’inquadrare le elezioni fraudolente, sono volte a porre le basi per una più ampia campagna di destabilizzazione politica, e la campagna per le “Pussy Riot” ne è ormai un elemento chiave.

Un’insipida campagna pubblicitaria per conto del Dipartimento di Stato USA
The Guardian è comunque assolutamente corretto quando chiama il processo alle “Pussy Riot” un “processo show”. Tuttavia, sostiene a torto che la spettacolarità sia opera della Federazione russa. Invece, è una messinscena dei media occidentali e della vasta rete di false ONG del Dipartimento di Stato USA. L’Intero articolo del Guardian è propaganda scritta con tono letterario, piuttosto che giornalismo. Lo stesso articolo cita l’avvocato delle convenute, i cui commenti costituiscono il fondamento stesso del titolo dell’articolo. E mentre il Guardian può depredare con successo le emozioni dei lettori male informati, ignari, ma ben intenzionati, non si lascia sfuggire alcuni indizi che ci dicono chi ci sia realmente dietro lo spettacolo. Secondo il Guardian, la difesa “ha cercato di chiamare 13 testimoni, tra cui il leader dell’opposizione Alexey Navalny.” Navalny, naturalmente, è un vecchio agente che riceve sostegno politico e finanziario dall’occidente, nel tentativo di minare il governo della Russia e riportarla ai tempi in cui Wall Street e Londra la saccheggiavano senza ostacoli, come è successo negli anni ’90.
Alexey Navalny è stato Yale World Fellow, e nel suo profilo si legge: “Navalny è la punta di diamante delle sfide legali per conto dei soci di minoranza nelle grandi società russe, tra cui Gazprom, VTB Bank, Sberbank, Rosneft, Transneft e Surgutneftegaz, attraverso l’Unione degli azionisti di minoranza. Ha costretto con successo le imprese a fornire informazioni ai propri azionisti e ha citato in giudizio singoli manager di diverse grandi aziende, per presunte pratiche di corruzione. Navalny è anche co-fondatore del movimento democratico alternativo ed è stato vice-presidente della sezione moscovita del partito politico Jabloko. Nel 2010, ha lanciato RosPil, un progetto sovvenzionato con una raccolta di fondi pubblici senza precedenti, in Russia. Nel 2011, ha avviato RosYama, che combatte le frodi nel settore delle costruzioni stradali.”
Alternativa democratica, anche scritta DA!, è invece destinataria dei fondi del National Endowment for Democracy, il che significa che Alexey Navalny è un agente della sedizione finanziata dagli USA. E nonostante posi da campione della “trasparenza”, Navalny nasconde volontariamente tutto questo ai suoi seguaci. Lo stesso Dipartimento di Stato USA lo indica come operativo dei “movimenti giovanili” in Russia: “DA!: Marija Gajdar, figlia dell’ex primo ministro Egor Gajdar, guida DA! (Alternativa Democratica) Lei è un’ardente promotrice della democrazia, ma realista, per gli ostacoli che incontra. Gajdar ha detto che DA! è focalizzata sull’attività non-partigiana volta a sensibilizzare il mondo politico. Ha ricevuto finanziamenti dal National Endowment for Democracy, un fatto che non pubblicizza per timore di apparire compromessa con una connessione statunitense”.
Navalny è coinvolto direttamente nella fondazione del movimento finanziato dal governo degli Stati Uniti, e ad oggi sono le stesse persone che finanziano DA! che lo difendono su tutti i media occidentali. La menzione della co-fondatrice Marija Gajdar rivela anche come lei abbia collaborato a lungo e, occasionalmente, sia stata arrestata con Ilija Jashin, un altro leader di un gruppo “attivista” d’opposizione russo finanziato dal NED.
Se la difesa delle “Pussy Riot” chiama un noto agente degli interessi occidentali come “testimone”, ci si chiede in quale contesto e in che misura Navalny, e di conseguenza, la National Endowment for Democracy, sia impegnato con le imputate. Navalny ammette che “conosce” una dei membri della band, ma non è in realtà un “testimone”, ma piuttosto avrebbe testimoniato al fine di “difendere la legge e la giustizia.” Appare quindi chiaro che i tentativi della difesa di includerlo nel processo siano politicamente motivati, non avendo nulla a che fare con la legge o la giustizia, e servendo semplicemente come mezzo per collegare le “Pussy Riot” all’opposizione sovversiva del Dipartimento di Stato USA, molti dei cui leader sono stati colti entrare nell’ambasciata statunitense a Mosca, all’inizio di quest’anno.
Inoltre, Oksana Chelysheva, membro del consiglio del Forum Civico russo-finlandese e membro del comitato direttivo del NED, il FIDH finanziato dall’Open Society del criminale riconosciuto George Soros, l’Open Society, laFord Foundation, la Defenders Front Line finanziata dal Sigrid Rausing Trust e il Forum della società civile UE-Russia affiliato ad Amnesty International, a sua volta diretta dal Dipartimento di Stato USA, dirigono la campagna di sostegno alle “Pussy Riot“.

Foto: la campagna di supporto alle “Pussy Riot” è guidata da Oksana Chelysheva della “Russian-Chechen Friendship Society“, una stanza di compensazione per la propaganda terroristica cecena, finanziata dal Dipartimento di Stato USA. Insieme ad Alexey Navalny, sovvenzionato dal Dipartimento di Stato USA, e appoggiate dai media occidentali, le teppiste anti-establishment “punk rockers” ora sotto processo a Mosca, dispongono di un supporto decisamente “di regime“. (Cliccare sulle immagini per ingrandire).

Chelysheva era anche “Vicedirettore esecutivo” della Società per l’amicizia russo-cecena, interamente finanziata dal Dipartimento di Stato USA tramite il National Endowment for Democracy. La “Società per l’amicizia” era essenzialmente una facciata per le pubbliche relazioni dei terroristi ceceni filo al-Qaida che devastano la regione caucasica della Russia, offrendo un nuovo esempio rilevante di come gli Stati Uniti, la NATO e gli Stati del Golfo sostengono apertamente gruppi di terroristi simili a quelli che ora devastano la Siria. La “Società per l’amicizia” svolge una funzione simile a quella dell’ormai screditato “Osservatorio siriano per i diritti umani“.
Mentre non si sa, finora, se i membri delle “Pussy Riot” siano stati contattati da uno di questi gruppi, o dal Dipartimento di Stato o da sue controllate, per svolgere il loro vandalismo, è chiaro che questi gruppi e lo stesso Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, hanno trasformato un’altrimenti stupida violazione della quiete pubblica e dei diritti dei praticanti una fede ad andare in Chiesa senza subire le molestie, in un punto di leva politica contro la Russia.
Aiutando ad abbassare la leva politica, arnesi della propaganda come il Guardian raffigurano il processo come il caso di un gruppo di opposizione liberale russo che lotta contro il ritorno al sistema giudiziario dell’Unione Sovietica. In realtà, è un altra produzione Wall Street-Londra, in linea con il movimento Otpor finanziato dagli USA, alla frode Kony 2012 e alla “primavera araba” ideata dagli USA.

Tony Cartalucci Land Destroyer

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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La Cina lancia una valuta globale Gold Standard


Mark Brander, Domenica, 12 Agosto 2012 17:14

Non ci può essere alcun dubbio che il dollaro USA sarà presto storia.

La Cina sta rifondendo tutte le sue riserve auree in piccole barre di un chilo al fine di emettere una nuova valuta globale basata su oro.

Questo è sicuramente un elemento strategico della loro recente spinta a firmare nuovi accordi commerciali con la Russia, Giappone, Cile, Brasile, India e Iran.

Il gatto è ormai fuori del sacco, gli Stati Uniti saranno additati come ‘barboni’ dalle nazioni più commerciali del mondo e il dollaro andrà in fiamme. GATA ora stima che l’80% dell’oro che gli investitori credono di avere nei conti assegnati se ne è andato da lungo tempo, la maggior parte probabilmente finita in Cina.

Ecco, un estratto da Jim Willie ‘Hat Trick Letter’ articolo Jims recente inizia con “… Molti sono gli eventi, segnali e indizi rivelatori di un vero e proprio fallimento effettivo sistemico in corso.”

Fino agli ultimi mesi, tale battuta è stata respinta dai soldati nell’arena finanziaria.

Ma ultimamente, non possono respingere l’assalto di elementi di prova, una autentica pletora di sintomi orribili di condizioni andate terribilmente storte e soluzioni nel migliore dei casi andati male e nel peggiore dei casi mai capite, in primo luogo.

La Cina rimaneggia LINGOTTI D’ORO

La Cina ha lungo un piano ambizioso per rifusione su larga scala di lingotti d’oro di grandi dimensioni in più piccole barre da 1 kg .

Un grande evento che si sta preparando a perturbare il commercio mondiale e sicuramente il sistema bancario globale. Il grande progetto cinese di rifusione dell’oro punta alla preparazione dell’insediamento di un nuovo sistema commerciale.

Nel processo devono essere costruite le basi per un eventuale nuovo sistema monetario basato sull’oro che supporti i pagamenti commerciali. Inizialmente utilizzato per il commercio, e che verrà successivamente utilizzato nel settore bancario. I Bond degli Stati Uniti saranno accantonati. Considerate il progetto cinese come preliminare ad un collasso del debito basato su sistema del dollaro statunitense.

I cinesi stanno rimuovendo migliaia di tonnellate di lingotti d’oro da Londra, New York, e dalla Svizzera.

Intendono rifondere le barre, non più a sopportare i pesi in once, ma piuttosto in chilogrammi. Le barre più grandi in buona consegna vengono ridotte in barre da 1 kg e custoditi in Cina.

Non è chiaro se il progetto di rifusione è stato fatto interamente in Cina, poiché qualche indicazione è arrivata che le fonderie svizzere potrebbero essere coinvolte, poiché hanno tanta esperienza e capacità.

La storia della rifusione a Londra è confermata dalla mia migliore fonte. Sembra palesemente chiaro che i cinesi si stanno preparando per un nuovo sistema di regolamento degli scambi, in concomitanza con un nuovo sistema bancario a riserva.

Si potrebbe fare una parte considerevole delle nuove barre da 1 kg disponibili per gli investitori al dettaglio e persone facoltose in Cina. Essi eliminano il tossico basato sugli USA Treasury Bond per il settore bancario.Due messaggi sono inequivocabili. Un ribaltone viene dato al sistema occidentale e britannico di libbre e once e altre misure ton queer.

Ma forse qualcosa di più grande è coinvolto. Forse una indagine formale su barre di tungsteno truccate è stata condotta in modo nascosto. All’inizio del 2010, la questione delle barre di tungsteno truccate divenne una grande storia, ovviamente mantenuta hush hush.

Le tracce provenivano da Fort Knox, in particolare si basavano su un furto nel suo inventario. Poi la pista passava attraverso Panama e si estendeva ad altre vie note ai contrabbandieri, come pure al commercio perverso di polvere bianca conosciuta sulla strada come Horse & Blow, o Boy & Girl.

leggi l’articolo intero qui: http://news.goldseek.com/GoldenJackass/1340820786.php

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Arriva il "Colosso dei deserti": un'altra Balla

 

Dopo Caronte, Minosse, Scipione, Caligola, Nerone e Annibale, è ora il turno del Colosso dei deserti! Questa estate sempre più torrida sta mettendo in ginocchio il BelPaese, causando da Nord al Sud danni alle colture così pesanti da far parlare di vero e proprio stato di calamità.
Il tempo ed il clima sono tutt’ora manipolati da una banda di criminali senza scrupoli, con obiettivi ben precisi e con la piena collaborazione delle autorità governative che, invece, dovrebbero essere preposte alla tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e della stabilità economica dei paesi. Sappiamo, però, che purtroppo non è così. …
In Veneto sono più di 350 mila gli ettari in forte sofferenza, con perdite che arrivano al 100 % nelle zone non irrigate della bassa padovana e un calo delle rese complessivo stimato in oltre 7 milioni di quintali per il granoturco e 560 mila quintali per la soia. In Lombardia i raccolti di mais e pomodori hanno subìto tagli di oltre il 20 %. Inoltre per salvare campi e raccolti gli agricoltori sono costretti a usare a pieno regime le pompe per pescare l’acqua dai canali e irrigare, con un aumento del consumo di gasolio pari al 30 %.

In Emilia Romagna ad essere in ginocchio è soprattutto il settore ortofrutticolo, secondo quanto emerso da una riunione della consulta agricola regionale. Il lungo periodo di siccità, iniziato lo scorso novembre, ha portato alla perdita fino al 100 % del raccolto nelle province di Ferrara e Bologna. In Abruzzo calo del 30 per cento della produzione di finocchi, radicchi e carote nelle coltivazioni del Fucino. Si rivela urgente la necessità di ammodernare il sistema di irrigazione.
In Toscana secondo una prima stima sarebbero 60 milioni i danni provocati da caldo e siccità. Il 30 per cento del pomodoro, il 50 per cento di mais, girasoli e barbabietola sono già andati persi, mentre nelle stalle le mucche hanno prodotto il 20 % in meno di latte a causa dello stress causato dal caldo rovente. Anche in Lazio per l’agricoltura è codice rosso; ad essere colpiti sono soprattutto castagneti, noccioleti, oliveti, vigneti e ortofrutta mentre sono in pericolo anche gli allevamenti zootecnici, sia bovini che ovini, che per la mancanza di foraggio e per l’afa hanno ridotto drasticamente la produzione di latte bovino e ovino. Nelle Marche le alte temperature registrate a luglio in provincia di Pesaro, fino a 6 gradi superiori alla media, hanno portato a un calo della produzione di girasole che va dal 20 % fino al 90 % per chi ha seminato tardi.
In Campania i danni alle coltivazioni di mais, pomodoro e uva e tabacco sono stimabili in circa 50 milioni di euro. Infine in Puglia sono 108 i milioni di metri cubi di acqua in meno negli invasi all’inizio di agosto 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una situazione da allarme rosso per le produzioni orticole, frutticole e gli animali. Calo del 25 % per i pomodori, mentre le mucche hanno prodotto in media dal 10 al 20 per cento di latte in meno, con punte che arrivano anche al 50 per cento nei giorni più roventi. [1]
La stazione H.A.A.R.P. di Gakona (Alaska), dispone di 180 antenne che, lavorando di concerto, riescono a produrre a terra un ritorno di bassa frequenza, sparando sulla ionosfera una ricaduta di 10 gigawatt (10 miliardi di watt). 10.000MW = 130 decibel (jumbo al decollo). Se moltiplichiamo 1 w per migliaia di volte, si può immaginare la ricaduta al suolo: esplosioni radianti (i famigerati boati…) a qualsiasi altezza, terremoti a qualunque profondità, manipolazione del clima, innalzamento della temperatura dell’aria…
H.A.A.R.P. non influisce sulle correnti a getto direttamente, ma in modo indiretto. Se la ionosfera si espande nello spazio, la stratosfera sottostante ad essa deve modificarsi per colmare quel vuoto e, modificandosi, devia il corso delle correnti a getto di migliaia di chilometri, alterando gli spostamenti dell’acqua nell’atmosfera.
H.A.A.R.P. è solo uno dei numerosi “riscaldatori ionosferici” installati in tutto il mondo. Solo gli Stati Uniti ne contano tre: uno a Gakona ed uno vicino a Fairbanks, in Alaska ed un altro ad Arecibo, in Puerto Rico. La Russia ne ha installato uno a Vasir Surks, nei pressi di Nižni Novgorod e l’Unione europea un altro nei dintorni di Tromso, in Norvegia. Sfruttando un’azione congiunta, questi trasmettitori sono potenzialmente in grado di alterare il clima di qualunque area del pianeta, variando radicalmente la traiettoria delle correnti a getto ed innescando temporali catastrofici o tremende siccità. Il riscaldamento dell’atmosfera potrebbe persino cambiare l’epicentro degli uragani e creare delle cupole di alta pressione in grado di deviarne il corso.
I cosiddetti “riscaldatori ionosferici” vengono sfruttati per le mutazioni atmosferiche. I rapporti del’esercito statunitense lo dimostrano, il Pentagono lo ammette nei documenti ufficiali, eppure smentisce il loro reale uso di fronte all’opinione pubblica.
Il governo statunitense è fermo sulle sue posizioni e ribadisce che H.A.A.R.P. è semplicemente una struttura per la ricerca meteorologica, ma è forse un caso che dalla sua attivazione gli esperti abbiano registrato bizzarre anomalie climatiche, tra cui massicce inondazioni, uragani, drammatici periodi siccitosi e terremoti?
I calcoli matematici disponibili prevedono un “riassestamento” della corrente a getto polare per il 26 agosto e ciò, in linea del tutto teorica, dovrebbe portare a copiose precipitazioni e ad un repentino calo delle temperature, sempre che i militari e chi per loro non rovinino, ancora una volta, la festa. [2]

Gli ogm sono una minaccia per l'umanità

Secondo gli scienziati, il consumo di alimenti geneticamente modificati renderebbe le persone sterili. Questo fenomeno è stato individuato nella terza generazione di animali alimentati con semi di soia e mais geneticamente modificati.

SOCIAL:

La ricerca congiunta degli scienziati dell’Associazione Nazionale Russa della Sicurezza dei Geni e dell’Istituto di Problemi di Ecologia ed Evoluzione hanno scoperto che i criceti nutriti con soia OGM non sono riusciti a riprodursi, dopo tre generazioni.

“Abbiamo lavorato con quattro gruppi di criceti: uno alimentato senza soia, un altro alimentato con soia non transgenica, un terzo con soia transgenica (OGM) e il quarto con una maggiore quantità di soia transgenica” ha spiegato il biologo Alexei Surov. Dopo aver alimentato i criceti per due anni, nella terza generazione sono stati riscontrati risultati devastanti in quelli che mangiavano solo soia transgenica, e in particolare in quelli con diete con quantità maggiori di Ogm. Si è inoltre constatato una crescita più lenta e un alto tasso di mortalità tra i loro figli. In un altro studio simile realizzato in Russia, i ricercatori hanno riscontrato un ritardo della crescita negli animali, alta mortalità tra i giovani, e anchecrescita di peli nella bocca dei criceti. Scienziati provenienti da Francia, Austria, USA e l’India hanno fatto sperimentazioni simili con topi, maiali e mucche confermando il pericolo potenziale o reale dei prodotti OGM sulla salute umana, sugli animali, le piante e soprattutto l’ambiente.

Le multinazionali dell’industria del transgenico della Monsanto, Dow AgroScience, Pioneer, Syngenta, tra gli altri, promuovono il consumo di alimenti geneticamente modificati e ignorano costantemente la ricerca ed esperti che si oppongono al rilascio di organismi geneticamente modificati (OGM). Gli esperti in materia dicono che raccogliere sempre più sementi geneticamente modificate senza sapere come influenzano la salute è l’unico obiettivo delle aziende del settore. “L’avidità di un gruppo di potenza mondiale sta portando ad un caos sanitario“, afferma il professore di biotecnologie Alejandro Romero. Gli esperti hanno chiamato questi esperimenti con mais transgenico o altri prodotti geneticamente modificati “semi di Frankenstein, mentre quelli destinati al consumo umano o animale sono considerati “esperimenti frankenstiniani”. “Milioni di persone muoiono ogni anno, senza sapere che è a causa di pesticidi, semi modificati, alimenti ottenuti da semi geneticamente modificati o impregnati di veleni che o vi uccidono o vi sterilizzano”, ha detto Romero.

Fonte:

Tre navi da guerra cinesi entrate nel Mediterraneo

Tre navi da guerra cinesi entrate nel Mediterraneo

Dopo le dichiarazioni del segretario di Stato americano Hillary Clinton, su un potenziamento della presenza americana nel Mediterraneo, in funzione di protezione della popolazione siriana, Russia e Cina naturalmente non sono state a guardare. In particolare la Cina, il cui governo centrale ha autorizzato tre unità navali da guerra ad entrare nel Mare Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Le autorità egiziane non hanno opposto alcun veto e anzi, il passaggio degli incrociatori pesanti “Noauio-83”, “Quigb-133” (con attrezzature per oltre 4mila tonnellate) e della portaerei “Waishanhu-878” (con 11mila tonnellate di materiali) è avvenuto con la protezione dell’esercito egiziano e con il blocco del traffico del canale per motivi di sicurezza.
La Russia invece è presente nel Mediterraneo con 11 unità da guerra che svolgono attività di pattuglia lungo il litorale siriano e in procinto di partecipare ad una articolata quanto intempestiva esercitazione congiunta proprio con Cina e Siria, e con lo schieramento di circa 90mila uomini.
(Nell’immagine uno dei due incrociatori pesanti cinesi nel passaggio del canale di Suez)

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Russia: Morti e disastri sul Mar Nero / USA Caldo infernale con picchi over +40°……

Russia: Morti e disastri sul Mar Nero / USA: Caldo infernale da Washington al New Jersey fioccano i record con picchi over +40°. STIAMO ASSISTENDO AD UNA GUERRA SILENZIOSA?!

sabato 7 luglio 2012, 15:47 di

E’ salito a quasi 90 (87 accertati) morti il bilancio, purtroppo ancora parziale, di un’autentica tempesta che nelle scorse ore ha colpito la regione russa di Krasnodar, sul Mar Nero. Il numero dei morti accertati, infatti, è salito a 87, secondo quanto reso noto dalla polizia locale. Finora sono stati rinvenuti 76 corpi, tra cui quello di una bambina di 10 anni, nel distretto di Krymsk, il più colpito dalle inondazioni; altre nove persone sono morte a Gelendzhik, una località balneare sul Mar Nero, e due nel porto di Novorossiisk; il bilancio sembra destinato ad aggravarsi dato che numerosi corpi sarebbero stati trascinati in mare. Secondo quanto reso noto dalle autorità della provincia di Krasnodar le piogge hanno investito un’area in cui risiedono almeno 13mila persone e che ospita numerosi centri vacanze. Intanto il grande porto di Novorossiisk ha bloccato i carichi delle navi e interrotto l’export di petrolio. E’ stata inoltre ordinata l’evacuazione di migliaia di residenti. Il premier Dmitri Medvedev ha chiesto alle autorita’ locali di venire costantemente informato della vicenda, affermano le agenzie russe, mentre anche una trentina di treni nel distretto si sono fermati. Stando al portavoce dipartimento per le emergenze, Igor Zhelyabin, la furia ‘‘e’ stata davvero impressionante. Anche i semafori sono stati portati via dal vento. Centinaia di case sono state portate via dal vento”. La compagnia petrolifera che gestisce l’export del petrolio, Transneft, ha fermato tutte le sue navi, ha detto il portavoce Igor Dyomin: ”Abbiamo bloccato le spedizioni, a causa della tempesta. La regione e’ in pieno collasso per i trasporti”. La polizia ha innalzato il numero di agenti ”anche per evitare atti di sciacallaggio di massa”, ha detto un portavoce. Nella regione di Gelendzhik, oltre 22mila persone e un ospedale sono rimasti senza elettricita’. Il traffico sulla ferrovia Krymskaya-Bakanskaya e sull’arteria stradale Krasnodar-Novorossiisk e’ stato interrotto.
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L’equilibrio del terrore

Il ritorno alla guerra fredda e la possibilità che esploda una guerra termonucleare sono tornati alla ribalta, in quanto la Nato non è ancora riuscita a rassegnarsi all’idea che la leadership del pianeta è tornata ad essere multipolare.

Bene ha fatto quindi il Presidente Putin a ristabilire l’equilibrio del terrore, l’unica strategia in grado di evitare che, in un mondo stracolmo di armi sempre più sofisticate, qualche squilibrato, per mantenersi al potere, distrugga il pianeta e condanni a una tragica fine centinaia di milioni di esseri umani.

Il leader della Federazione Russa ha già ribadito in passato che, se la Nato non abbandonerà l’idea di installare lo scudo di difesa missilistica nell’Europa Orientale, lo distruggerà con un attacco preventivo. Adesso il ministro della Difesa, Anatoly Serdyukov, ha fatto sapere che la Russia ha realizzato un nuovo Sistema di attacco, l’InterContinental Ballistic Missiles (ICBM), capace di perforare lo scudo in una manciata di secondi, e lo ha testato con successo nella penisola della Kamchatka.

Questo dovrebbe far capire ai leader occidentali che Putin si sta beffando di loro, per cui non vale la pena continuare a sprecare risorse, perché le loro provocazioni renderanno ancora più drammatica la crisi economica dell’occidente e porteranno in ogni caso alla estinzione della specie umana.

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