Cosa dobbiamo aspettarci per il 2013!

4 gennaio 2013 | Autore |

clock2013Il 2012 è stato un anno di rivelazioni che hanno aperto gli occhi a milioni di persone, portandoli a conoscenza di cose sconosciute alla maggior parte di loro, hanno potuto conoscere molte verità su personaggi e su quello che succede intorno a noi che i Media ci hanno nascosto e ancora oggi cercano di occultare con le loro bugie e continua DISINFORMAZIONE.

Il 2013 sarà l’anno in cui i cittadini di questa NON voluta Europa dovranno fare conoscenza con alcuni eventi che di già in passato si sono manifestati lasciando alle sue spalle due Guerre, povertà, miseria, fame, sommosse e altre guerre. Il Programma del NWO sarà applicato con molta fermezza e brutalità se nessuno sarà in grado di fermare i criminali che ne fanno parte. Il percorso che hanno segnato porta verso una terza guerra Mondiale con le immaginabili conseguenze che negli ultimi anni si son viste esclusivamente in molti film o giochi da console, nonostante noi, tramite internet non siamo ancora informati abbastanza su cosa hanno veramente progettato per il futuro gli appartenenti al NWO.

Possiamo di già anticipare alcune cose che sono di già state messe in atto nel 2012 e che con l’inizio dell’anno nuovo prenderanno forma definitivamente. Lamentarsi adesso sembra troppo tardi, dire le solite “..se l’avessi saputo..” oppure “..perchè non l’avete detto prima..” non serve a nulla! L’anno passato è stato un anno in cui molti di noi che ci tengono alla vera democrazia, alla salute e benessere di tutti noi, abbiamo messo online tante di quelle informazioni per farvi aprire gli occhi e sperando che almeno una buona parte dei cittadini si sia mossa per fare qualcosa; nulla è stato preso sul serio, anzi, buona parte ha continuato a star seduta davanti alla TV e leggere tutte le schifezze che i giornali hanno scritto, magari dando più credibilità alla loro bugie e criticando con commenti a dir poco da minkioni.

Oggi 1 Gennaio 2013, voglio portarvi a conoscenza di quello che si stà applicando in Germania per via di leggi incostituzionali e che presto sarà applicato i tutta Europa dato che tutti e 27 Stati che ne fanno parte hanno firmato il “Fiskal Pact”, tasse e peso fiscale insopportabili fino allo stremo come provocazione alla sommossa, privatizzazione dell’acqua pubblica e dei cimiteri, già approvate a Brussel.

Ogni cittadino dovrà pagare la somma di Euro 17,98 mensilmente per il mantenimento di quelli che loro considerano “informazione e spettacolo” ovvero le TV, con questo sistema vogliono chiamare a fare cassa.. tutti. Anche se in casa non c’è alcun Televisore o Radioricevente, nel corso dei prossimi mesi molti giornali online saranno a pagamento e verrà introdotto il sistema “Paywall”. Il Ministro delle Finanze Schàuble lavora di già a un pacchetto di risparmi “drastici”, come sempre… prima vengono le elezioni e dopo le mazzate.

barbone-big-300x223Sui generi alimentari verrà aumentata l’IVA, dal 7% verrà portata al 19% che viene applicata su tutta la merce. Anche da noi verrà aumentata nonostante siamo al 21%, quindi anche la tassa sui generi di prima necessità sarà portata a pari punti con le altre, con la speranza che porti nelle casse dello stato altri 23 Miliardi di Euro. Con questa mossa i prezzi dei generi alimentari saliranno alle stelle! Far morire di fame i cittadini per ridurre il deficit dello stato é una mossa che toccherà solamente i più poveri e la classe media, il tema generi alimentari diventerà un problema internazionale e non solo Europeo.

Il Ministro della Guerra Thomas de Maiziere vuole mandare i soldati tedeschi in una nuova guerra in Africa, “lo fanno anche i suoi colleghi dei 27 stati UE”, cercando di aggirare la costituzione dicendo che non si tratta di truppe da combattimento, ma esclusivamente per addestrare ufficiali del Mali (su come ammazzare civili), la stessa telenovela come in Libia, la Siria e altri Stati classificati “Stati canaglia” dalla coalizione USA-NATO-ISRAELE (il toro dice cornuto all’asino), nonostante molti capi di stato hanno involontariamente o no dichiarato che i soldati NATO difendono gli interessi delle banche e delle Multinazionali racchiuse in un solo blocco gestito dai soliti componenti del NWO.

La decisione di mandare Missili Patriot in Turchia al confine con la Siria è una chiara dichiarazione di guerra alla Siria, la Merkel ha ereditato da suo Adolfo i sogni di una Europa oltre i suoi confini.

Il 2013 sarà l’anno in cui la Spagna cadrà in disgrazia a causa del prestito di 18 Miliardi che serviranno a salvare esclusivamente BANKIA, come ben ormai si sa sarà la Germania a speculare su questo prestito che toglierà prima i soldi dalle tasche dei propri cittadini per prestarli alla Banca e poi i cittadini spagnoli con tasse e debito che non potrà mai essere ripagato.

350.000 piccoli azionari saranno da oggi a domani sul lastrico, la stessa Austria che fino a poco tempo fa sembrava la più sapiente nella zona Euro dovrà adattarsi alla politica che le verrà imposta dall’Elite, cancellerà il servizio della leva militare e applicherà la politica di una “Beruf Armee”, un’arte di mercenari a pagamento da mandare in guerra dove gli pare e piace, questo su richiesta del grande fratello Germania. Ciò farà in modo di aumentare il debito pubblico e le tasse come del resto in tutta l’Europa.

La relativa calma sulla crisi finanziaria in Europa si trasformerà in un Inferno specialmente nei paesi PIIGS come Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Irlanda. Nessun problema sarà risolto dato che comprare i titoli di Stato anche se la BCE stamperà Euro senza limiti non è una soluzione, ma ammontare ancora più debito fino a che la montagna di merda ci coprirà, quella sì.

5373guerra1Quello che di sicuro succederà: Brussel diventerà il Ministero delle finanze centralizzato in Europa che potrà far applicare tutte le tasse che vorrà a qualsiasi stato che ne fa parte e riscuotere come e quando lo vorrà, pena, sarà mandata la Eurogendfor a riscuotere il dovuto anche a costo di sequestrare i beni dei cittadini, con le buone o le cattive.

Il 2013 sarà l’anno in cui i governi dichiareranno guerra ai propri cittadini al fine di portarli alla miseria e schiavitù con un solo obiettivo, prepararli alla guerra prossima come di già stabilito.

Il 2013 sarà l’anno in cui la Siria subirà l’aggressione da parte della NATO dopo aver provocato la False Flag che da mesi si discute, ovvero l’uso di armi chimiche da parte della FSA che poi verrà data la colpa all’esercito regolare Siriano e Assad sarò costretto ad abbandonare il campo, con questa mossa sarà aperta l’aggressione all’Iran come di già stabilito tra Obama e il governo Israeliano, quali saranno le conseguenze non è dato a sapere, ma credo che in un precedente articolo ho spiegato quali armi verranno impiegate, ciò comporterà l’entrata della Russia e Cina in una guerra che sconvolgerà il pianeta, lasciando spazio di sopravvivenza a poche persone.

Il 2013 vedrà l’America sprofondare in una crisi e povertà da fantascienza, quello che è stato approvato poche ore fà dai Repubblicane e Democratici! Fiscal Clip.

Era già stato concordato come in un copione da film: Obama ha il compito di distruggere tutto il sociale in USA come lo hanno fatto i capi di governo e di Stato in Europa. Il loro compito è quello di continuare il percorso che gli è stato indicato: guerra a tutti i costi! Quello che a breve vedranno saranno i cittadini americani di oggi, lo hanno visto i loro nonni negli anni 20, che verranno spremuti come limoni fino alla buccia. Le tasse saranno aumentate e i servizi sociali eliminati, il potere di acquisto del dollaro andrà quasi a zero, provocando un caduta in libera discesa del Down Jones che normalmente lo è di già. Dal 1 Gennaio gli americani dovranno pagare 1 Billion Dollari per la tanto acclamata riforma sanitaria “Obamacare“, una cifra di 100 Miliardi di Dollari annuali che i cittadini dovranno sborsare di tasca propria, il Budget per la CIA e altre organizzazioni Parastatali/Militari sarà aumentato sempre a spese dei cittadini, chi non ha un lavoro e non percepisce i buoni pasto dal Governo, è pregato di consegnare le proprie armi per cambiarli in buoni pasto, per quanto?

Caserme e campi di battaglia sono in attesa di carne da macello, il sogno americano è svanito, comincia l’amaro risveglio, (vale anche per i paesi Europei=NATO), la Siria vedrà aumentare la pressione dai paesi ostili che la vogliono vedere distrutta, se fino a oggi non c’è stata un’aggressione via aerea come il Libia è stato grazie alla presenza dei “NO” di Russia e Cina, ma a breve il bravo Rasmussen convincerà il suo cane da guardia Erdogan a fare il passo falso con le tanto chiacchierate armi chimiche e addio Turchia, quante nazioni vuole aggredire Obama, prima di dichiarare che l’America ha dichiarato guerra a tutto il pianeta Terra?

Il 2013  sarà l’anno delle disgrazie per molti Stati Europei che dovranno fare i conti con la Babilonia di Brussel, che aumenterà la pressione fiscale specialmente sugli stati del Sud (Italia, Grecia, Spagna e Portogallo) e alcuni stati del Nord, come l’Irlanda che da ieri si trova in continue dimostrazioni a causa della Tassa sulla casa “IMU in Italia”.

Il 2013 sarà l’anno in cui il Vaticano dirà apertamente di essere sceso a patti con il “Nazionalsocialismo Internazionale” come fece negli anni 30 con l’ascesa di Hitler al potere sponsorizzato per primo dal Vaticano stesso a scendere in campo “Politico”, il resto lo sappiamo come finì

Il 2013 vedrà completare l’opera cominciata nel lontano 1904, ovvero il compimento degli Stati Uniti d’Europa, ma per poco, perchè i cittadini Europei saranno portati alla fame e disperazione totale prima di percepire con quali imbrogli e bugie sono stati trascinati in un’avventura che potevano evitare.

solidarietaIl 2013 sarà l’anno in cui molti personaggi che per decenni hanno gestito la politica in Europa vedranno sparire con i loro sogni anche la loro esistenza e ancora prima i loro familiari… il 2013 sarà l’anno della sfortuna ( 13 ) anche per coloro che credono ancora nella fortuna… nulla verrà tralasciato o rimandato.

Auguri a voi tutti (esclusa la classe Politica) con la speranza che apriate gli occhi e il cervello e dare un segnale in direzione dei malavitosi criminali. Evitate ogni comizio di politicanti, fondate dei comitati cittadini perchè ognuno avrà bisogno dell’altro per i tempi che ci aspettano, siate positivi con voi stessi e chi vi sta accanto. Appartenenza politica o di religione non hanno alcun significato! Quello che conta è il reciproco rispetto e le vostre conoscenze di sopravvivenza che vi saranno di aiuto, spegnete la TV e non pagate più tasse o altre finte prestazioni che lo Stato vi assicura, tutto quello che pagate và a finire nelle casse delle Multinazionali e delle Banche, nulla verrà dato ai cittadini, solo promesse al vento che vanno in direzione Medio Oriente per poi ritornare in sacchi di plastica con una medaglia al valore.

fonte:

Wikileaks sta parlando. In Syria, noi italiani, siamo in prima linea a far la guerra.

di Sergio Di Cori Modigliani

Parliamo oggi di Politica Reale, e cioè di soldi e armi.

Siamo in prima linea. Nel senso di noi, Repubblica Italiana. E’ bene saperlo con chiarezza.
Qui lo sapevamo già da tempo, ma la conferma definitiva ci è stata generosamente fornita da wikileaks in data 20 giugno, 28 giugno, 5 luglio, 17 agosto e il resto arriva la prima settimana di settembre.
Sulla prima linea del fronte bellico, ci siamo tutti noi, infognati fino al collo.
Parlo qui della Siria, dove le operazioni ad alta tecnologia sono gestite da Finmeccanica, alla grande, in prima persona. E’ una guerra tutta nostra. Anzi, è un mercato tutto nostro.
Perché così funziona il mondo reale.
A differenza della Lybia che è stata una guerra tutta francese, da loro voluta, promossa, lanciata e combattuta, dove gli Usa e la Nato sono stati costretti a gettarsi nella mischia all’ultimo minuto, dato che ci si sono ficcati dentro quando il comando militare gallico ha comunicato loro “se voi ci siete, bene; altrimenti noi andiamo lì da soli e voi vi arrangiate”, la guerra civile della Syria è gestita da un anno dalla Repubblica Italiana che, negli ultimi due mesi, ha aumentato la propria presenza ai massimi livelli (alleati con la Russia, patto riconfermato da Monti a Mosca con i loro generali venticinque giorni fa) e in questo momento tiene banco. Noi, lì, siamo le prime donne.
L’hanno anche detto (un pochettino) in Italia, ma naturalmente nessuno ci ha fatto caso. Uno dei gruppi di analisti semantici di wikileaks è rimasto esterrefatto nel rendersi conto della totale narcolessia della cittadinanza italiana, la quale non ha mostrato la benché minima reazione. Nulla. Nada de nada. Qui si dorme alla grande. In data 5 luglio 2012, il management di wikileaks si è riunito in località australiana e ha preselezionato il settimanale italiano “L’espresso” come testata alla quale fornire il materiale informativo, insieme ad altre sette testate internazionali. Julian Assange ha fatto sapere che “i file originali sono stati consegnati al settimanale in lingua italiana “L’Espresso  insieme al quotidiano Al-Akhbar (Libano), Egypt Indipendent (Egitto), Associated Press (Stati Uniti), Ard(Germania), Publico (Spagna), Owni (Francia)”.
Uscirà forse qualche cosetta in più in questi giorni in Italia.
Ma ciò che è importante (dal punto di vista di un discorso “politico sulla comunicazione”) consiste nel fatto che è stata dimostrata “sul campo” la tragica tesi che io ho sostenuto per un anno, poi abbandonata per mancanza di interesse pubblico, ovverossia “l’informazione, la smania di informazioni, la bulimia di informazione, la moda dell’informazione, la ricerca di avere informazioni uniche, originali, immediate, sono un trucco dell’attuale sistema di potere e sono una Grande Trappola. Nell’attuale fase “l’informazione” non conta più. E’ inutile. Ciò che conta è “la formazione”. Senza questa, le informazioni non servono a nulla. Perché manca la capacità di elaborarle. Per poterle elaborare è necessaria una elite intellettuale competente e coraggiosa. Senza di questa, le informazioni sono inutili, non servono a nulla, sono aria fritta. Eliminate la classe intellettuale di una nazione, e a quel punto avrete in pugno “democraticamente” quella nazione, quel paese, quella etnia, potete dare la massima libertà all’informazione, tanto non ci sarà diffusione, dibattito, discussione, analisi, perché nessuno sarà in grado di saper leggere, decodificare, interpretare, nè comprendere, pertanto capire, e quindi Sapere come stanno le cose”.   La prima settimana di luglio per Mario Monti è stato un autentico trionfo. Lì ha capito che aveva vinto (mi auguro solo per il momento) insieme a chi lo sostiene. Gli era andata benissimo il 28 giugno di ritorno da Bruxelles con la bufala dell’accordo baci in bocca tra tutti, e gli italiani se l’erano bevuta. L’aspetto più importante consisteva nel fatto che stava andando di lusso la totale piattezza di notizie, informazioni, date e dati che wikileaks stava diffondendo (in Italia) sulla Siria, su Finmeccanica, sulla presenza del Qatar in Unicredit (gli italioti ancora pensano che sia italiana) , sulla presenza della mafia russa in dieci banche italiane, sulla presenza del Dubai, degli Emirati Arabi che si sarebbero presentati alla fine di luglio (come è avvenuto) a fare shopping in borsa a Milano, soprattutto Mediaset, De Benedetti, Finmeccanica, Eni. Per far passare tutto ciò in silenzio era prima necessario imbrigliare per bene la Rai mettendoci alla presidenza un funzionario fedele di Banca d’Italia (come è avvenuto) in modo tale da poter controllare il tutto nel nome del business e fare in modo che non se ne parlasse. Un trionfo.
Monti, Draghi & co. hanno capito che in Italia e con l’Italia potevano fare ciò che volevano, come lo volevano e quando lo volevano. Non a caso hanno cominciato a esibire un furioso ottimismo. Mentre in Sudamerica quando parlano di noi si dice “dormono”, a Washington la musica è diversa. Se andate al Pentagono e chiedete “ma che cosa accade in Italia? Che fanno gli italiani?” la risposta dei generali americani sarà “Stanno in Syria a vendere il made in Italy e corrono tutti lì a fare shopping, noi stiamo a guardare per il momento”.
Che cosa vendiamo al mondo? Continua a leggere

Forze inglesi a Damasco, non è Assad a massacrare i siriani

inglesi truppe-w300Stanno macellando la Siria, a cannonate: non i presunti “boia” del regime di Assad, ma i brutali miliziani armati dall’Occidente. «Sono loro che ci terrorizzano», dichiara un testimone in una drammatica intervista realizzata a Homs dalla prestigiosa giornalista indipendente Silvia Cattori: «Ci minacciano se solo mettiamo il naso fuori di casa, siamo noi a chiamare l’esercito in nostro aiuto». E la versione dei media, che propongono una rivolta popolare contro l’oppressione della dittatura? Un diluvio di menzogne, senza uno straccio di prova. Per questo, Russia e Cina hanno posto il veto all’Onu contro una risoluzione anti-Assad. Ma c’è di peggio: oltre alla “legione libica” proveniente da Bengasi, in Siria – contro l’esercito di Damasco – sarebbero in azione reparti scelti del Qatar e addirittura forze speciali inglesi.

 

«Truppe speciali di Londra – insieme a quelle dell’onnipresente Qatar – starebbero già combattendo ad Homs contro l’esercito siriano», scrive Marco Santopadre su “Contropiano”. A rendere noto ciò che tutti i più attenti analisti sapevano da mesi è stata l’8 febbraio la Cnn: «Gli Stati Uniti – scrive “NenaNews” – avevano parlato di invio di aiuti umanitari alla popolazione siriana e invece fanno sapere di “aver preso in esame” l’ipotesi di un intervento militare contro la Siria», escluso fino a ieri. Lo hanno detto a Barbara Starr, corrispondente della Cnn al Pentagono, due alti funzionari dell’amministrazione Obama, confermando l’irritazione della Casa Bianca nei confronti del veto opposto dalla Cina e dalla Russia la scorsa settimana alla risoluzione dell’Onu contro Damasco.

 

Washington in ogni caso non tiene in alcun conto l’esito dell’incontro dell’8 febbraio a Damasco tra il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov e Bashar Assad, al termine del quale il presidente siriano ha affermato che «coopererà con qualunque sforzo per risolvere la crisi». Lavrov, accolto a Damasco da decine di migliaia di siriani, ha affermato che è stato recepito «il segnale» mandato da Mosca di «andare avanti in modo più attivo su tutte le linee». Il presidente siriano, ha aggiunto il ministro degli esteri russo, si è impegnato ad aprire un dialogo con tutte le forze politiche in campo e a scrivere in tempi brevi una nuova Costituzione da approvare con un referendum popolare, oltre ad accettare un’estensione e un ampliamento della missione della delegazione di osservatori della Lega Araba.

 

Assicurazioni che però non scuotono le monarchie del Golfo, storiche avversarie di Damasco, che hanno espulso i rappresentanti diplomatici siriani mentre Italia, Francia, Spagna, Olanda, Germania e Tunisia hanno allontanato diplomatici siriani o richiamato i propri ambasciatori “per consultazioni”. Per contro, le cancellerie dell’Unione Europea continuano a ribadire che nessun tipo di intervento militare contro la Siria è in discussione, neanche sotto forma di una “No Fly Zone”: l’Unione Europea non ha nulla da guadagnare nella destabilizzazione violenta e incontrollata di una regione che potrebbe deflagrare se le pressioni militari indirette finora adottate dall’Occidente e dalle petromonarchie arabe dovessero trasformarsi in guerra aperta. Inoltre, aggiunge sempre “Contropiano”, dopo il veto di Russia e Cina all’Onu e l’impegno diretto del governo di Mosca nel tentativo di mediazione tra Assad e le opposizioni, un sostegno europeo alla guerra potrebbe incrinare rapporti economici e commerciali vitali.

 

Eppure, le notizie di un possibile intervento sul campo di truppe straniere si moltiplicano. Il “Sole 24 Ore” rivela che secondo “Debka File”, il sito web israeliano di intelligence, «unità delle forze speciali di Gran Bretagna e Qatar si sono infiltrate a Homs e, pur non partecipando direttamente ai combattimenti, stanno fornendo assistenza tecnica e militare ai ribelli». La notizia è accreditata da altri servizi occidentali, anche se in casi come questi è arduo individuare il confine tra informazione e disinformazione. «E’ molto difficile districarsi fra le notizie provenienti dalla Siria», scrive “Megachip” in una nota: «C’è un forte “fumo di guerra” che proviene dall’Impero, che va a grandi tappe verso la guerra contro Damasco, mobilitando da mesi enormi risorse sui media, da “Al-Jazeera” (a lungo in mano a un asset della Cia) fino a Facebook e ad altre reti, da saturare di propaganda e manipolazioni».

 

Lo schema proposto è quello classico dello scontro fra tiranno e dimostranti pacifici, mentre quella siriana è una partita «in cui si confrontano strategie militari complesse, con molte armi in mano a milizie spietate, spalleggiate da chi non vuole vedere spiragli di dialogo e vuole il “regime change” costi quel che costi: soffia non solo un vento di guerra, ma un vento di guerra totale». E’ il contesto ad avvalorare i peggiori sospetti, aggiunge Marco Santopadre: com’è noto, la Turchia ospita ai suoi confini il Free Syrian Army (l’Esercito Siriano Libero) e a Iskenderun, nella provincia di Hatay, l’antica Antiochia, si è insediato da diversi mesi un comando multinazionale ristretto composto da ufficiali americani, inglesi, francesi, canadesi e arabi degli Emirati, del Qatar e dell’Arabia Saudita. Inoltre la provincia di Hatay, nel sud della Turchia, ospita una consistente comunità di origine siriana, eredità dei tempi dell’Impero Ottomano, e costituisce il retroterra migliore per un possibile intervento contro Damasco. Infatti il leader turco Erdogan preme per una “conferenza internazionale sulla Siria” per contendere a Mosca l’egemonia sulla regione.

 

Il livello di pericolosità della situazione è confermato da un servizio di Guido Olimpio sul “Corriere della Sera” il 10 febbraio: la stampa di Bengasi, racconta Olimpio, ha celebrato la missione in Siria da parte della “legione libica”, forse 600 uomini inviati a Damasco per contribuire a destabilizzare il regime di Assad. «Non stupisce – scrive il “Corriere” – che la missione di sostegno alla rivolta sia coordinata dall’ex qaedista Abdelhakim Belhaj, figura di spicco della nuova Libia, e dal suo vice Mahdi Al Harati», noto come agente della Cia “nonostante” la sua militanza nell’organizzazione di Osama Bin Laden. Harati è in Siria dalla fine di dicembre, scrive Olimpio, citando la testimonianza del reporter francese con il quale l’ex dirigente di Al Qaeda si muove nei villaggi al confine con la Turchia.

 

Di nuovo, aggiunge il “Corriere”, i libici mostrano di essere ben preparati per la guerra: visori notturni, telefoni satellitari Thuraya e molti kalashnikov. Fonti arabe sostengono che i “volontari” hanno raggiunto la Siria attraverso Cipro, il Libano, la base di Iskenderun in Turchia e forse anche la Giordania. «Nuclei che avrebbero l’appoggio di piccoli gruppi di forze speciali del Qatar, saudite e occidentali, in particolare britanniche», scrive Olimpio. I due paesi arabi, oltre ai consiglieri, ci mettono anche i soldi: «Denaro con il quale verrebbe acquistato materiale trasferito con aerei cargo proprio a Iskenderun», dove sarebbe stato installato un “ufficio avanzato” gestito da 007 incaricati di assistere i gruppi di disertori siriani. «I movimenti di combattenti “stranieri” non sono sfuggiti all’occhio attento dei russi», annota il “Corriere”: l’ex Kgb ha uomini ovunque, nella realtà siriana, e il 10 febbraio Mosca ha espresso il proprio allarme.

 

Lo avevano inutilmente annunciato, da subito, diversi osservatori indipendenti: attenzione, non è stato il regime di Assad ad aprire il fuoco sui dimostranti. I primi a sparare sono stati misteriosi “miliziani”, forse sauditi, che hanno ucciso agenti di polizia. Solo allora le forze di sicurezza hanno cominciato a rispondere al fuoco, fino all’attuale caos, vicino alla guerra civile. Ormai da mesi è in campo direttamente l’esercito, ma non è l’unico a ricorrere all’artiglieria: i “ribelli” sparano sui soldati con lanciagranate e mortai. Drammatica la testimonianza raccolta a Homs da Silvia Cattori e ripresa da “Clarissa”: a parlare, sotto le cannonate che scuotono il quartiere dove l’11 gennaio è stato ucciso dai “ribelli” il giornalista francese Gilles Jacquier, è un uomo terrorizzato: «Hanno armi pesanti, distruggono, uccidono, feriscono. Stanno bombardando, proprio ora. Sono loro, i gruppi islamisti armati, che fanno esplodere i palazzi, che minacciano le persone, ovunque, non solo nel nostro quartiere. Gli abitanti chiamano l’esercito in aiuto».

 

Sono gli oppositori armati che assediano, rapiscono, uccidono e torturano i bambini di cui poi vediamo le foto su “Al Jazeera”, continua il testimone: «Attribuiscono i loro crimini all’armata siriana. Le distruzioni, i morti, i feriti… la responsabilità è degli oppositori armati». L’uomo racconta come tutto è cominciato: «Sono entrati nei quartieri, si sono installati con il terrore; tengono la popolazione sotto minaccia, li obbligano a collaborare se vogliono protezione, li obbligano a chiudere i loro negozi, le scuole». Neppure lui sfugge al regime di terrore: «Non posso andare a lavorare, fuori ci sono continui bombardamenti. Ci ammazzano non appena mettiamo la testa fuori; la casa del mio vicino è stata distrutta».

 

Eppure, ribatte Silvia Cattori, i giornalisti dei media tradizionali parlano di manifestazioni pacifiche, una rivoluzione che promette democrazia. «No, non ci sono manifestazioni pacifiche da parte loro», risponde l’uomo di Homs: «Tutte le manifestazioni sono violente, sono incitamento alla violenza». Il siriano ringrazia la Russia e la Cina per il veto posto all’Onu: «Se anche loro lasciassero fare quello che vogliono agli altri paesi, ciò che è accaduto in Libia arriverebbe anche qui, ma molto peggio». Il testimone conclude la sua drammatica deposizione con un appello: «Vorrei dire ai giornalisti e ai responsabili politici che con le loro menzogne e le loro parzialità a favore degli oppositori armati che ci terrorizzano, distruggono lo spirito e soprattutto l’anima dei nostri giovani».

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Rumori e silenzi ferragostani

Quest’uomo è un italiano come tanti, un romagnolo di Forlì e ha circa 50 anni. Immortalato sulla spiaggia di un luogo che sembra la mia Cesenatico.
Vacanzieri camminano sulla spiaggia godendosi il sole. Di fronte il mare, con i suoi odori e le sue onde luccicanti. Tra tanta gente un sorriso rubato da una fotocamera. Occhiali da sole che riparano dalla luce pervasiva. Intorno: moli, barche, gente che affolla la riva con aria rilassata passeggiando, bagnanti. Piedi nudi, occhiate curiose, capelli scompigliati da un’arietta piacevole che viene dal mare. Tutti hanno voglia di vivere e non solo di sopravvivere.Voglia di un cervello vuoto dalle incombenze e di un corpo sottratto a quel ritmo invernale che ci rende piu’ macchine che umani. Tutti cerchiamo nelle vacanze quel poco di piacere che rende il tempo degno di incarnarsi nei giorni che ci aspettano prima della fine.

Mancano due giorni a Ferragosto. L’uomo della foto si chiama Angelo di Carlo e cammina sulle rive del suo mare di Romagna. Sorride come tanti di noi che non hanno bisogno di andare lontano, alle Maldive o alle Cayman, per sentirsi felici d’estate. Sembra spensierato.

Oggi, di Angelo sappiamo che è andato a Roma. Che s’è posto dinanzi a quell’edificio pieno di persone che vogliono la nostra personale e collettiva rovina e s’è dato fuoco. Ha fatto di se stesso un falo’ umano in Piazza Montecitorio. Nell’indifferenza degli incravattati, ingessati burocrati di un potere che svende i beni collettivi del nostro paese per la loro presuntuosa avidità. Che smantella scuole e ospedali nel nostro paese per avere piu’ ricchezze con cui comprare ordigni che servono a distruggere scuole e ospedali in altri paesi. E’ l’economia, dicono. Sono le necessità del “mondo occidentale”: da proteggere, da tutelare, da potenziare, a spese di altri popoli, di altre genti.

E’ bruciato, Angelo. E’ in fin di vita, con ustioni sull’85% del corpo. Non ne poteva piu’ della sua condizione di disoccupato e voleva gridarlo. Ma siccome gridarlo non basta piu’ ha fatto di se stesso un falo’, una luce mortifera  che ha bruciato la sua carne molto piu’ del sole canicolare di agosto e che dovrebbe segnare le nostre coscienze in modo piu’ indelebile di una fatua abbronzatura estiva del corpo. 

L’Adriatico, placido, sta ancora facendo luccicare le sue onde sotto la luce del sole. Nell’aria c’è odore di pesce, di grigliate, di piretro abbrustolito che difende le comitive dall’assalto delle zanzare. Si odono chiacchiere ad alta voce, musiche lontane, e questi piacevoli rumori sono sopraffatti spessissimo dal rombo disturbante degli elicotteri militari che sorvolano il mare da Aviano a destinazioni ignote in Medio Oriente, Siria o Libia, probabilmente. Il cielo è terso e li si vede bene, ma soprattutto li si sente. Nel tramonto estivo si disegnano ghirigori di nuvole colorate di mille sfumature, come nessun pittore sarebbe capace di fare. Il verde scuro dei mezzi volanti, probabilmente carichi di bombe e altri oggetti di morte, molesta nella percezione dei vacanzieri ogni anelito di bellezza. Il fragore delle eliche belliche non s’interrompe neppure al calare delle tenebre.

Solo sul gesto di Angelo, questo signore romagnolo fotografato in un attimo in cui sembrava felice, che ora agonizza in ospedale per un gesto di lucida e militante disperazione, i ma$$ media hanno fatto calare un gelido silenzio.

fonte:

http://www.cloroalclero.com

Il Generale Mood mette a fuoco le bugie dei Mercenari della FSA e dei Media.

General Mood syria

di Corrado Belli

Il Generale Mood, comandante dei Baschi Blu in missione in Siria, ha constatato di persona come i ribelli in collaborazione dei Media e del fantomatico Comitato sito a Londra, diffondono falsità in tutto il mondo occidentale sulla vera situazione in Siria.

Durante una intervista esclusiva ottenuta dal Reporter Miroslav Lazanski per il giornale “Politika”, il generale Robert Mood scopre come vengono costruite le notizie da mettere sui giornali occidentali per poter influenzare l’opinione pubblica.

Ecco l’articolo scritto in presenza del Generale in persona:

Damasco 04-Agosto-2012.

Damasco con i suoi 8.000 anni di storia è la città più vecchia che esiste al mondo, oggi nelle ore meridiane con i suoi 45 gradi si è chiusa in se stessa, gli abitanti si sono ritirati nelle loro case e appartamenti, la città con i suoi 6 milioni di abitanti sembra vuota come se la guerra civile fosse lontana o che no ci sia mai stata, ai cittadini sembra che non interessi troppo quello che si scrive sui giornali occidentali e di quello che succede intorno a loro, qua e là qualche esplosione come se qualcuno avesse sbattuto la porta un pò troppo violentamente, siamo testimoni di qualche truffa mediatica globale? I media occidentali hanno per prima scritto che nella città di Hula, l’esercito Siriano aveva ucciso centinaia di civili inermi, poi gli stessi osservatori dell’ONU nel loro rapporto scrivono che si trattava di ribelli uccisi durante i combattimenti, tra di loro civili uccisi prima dai Ribelli perchè appartenenti tutti a un Clan fedele ad Assad, scrivevano che Homs era stata completamente circondata e occupata dall’esercito che a sua volta commetteva massacri nella popolazione, nel rapporto del Generale che era presente si legge che solo due piccoli sobborghi della città erano stati occupati dell’esercito per stanare alcuni gruppi di ribelli, da li il Generale è partito verso al città di Hama, i ribelli non sapevano che il generale si trovava in città, una telefonata arrivava per informare il generale che la città di Hama si trovava sotto pesante bombardamento di artiglieria dell’esercito Siriano, il generale rispondeva chiedendo “..quante città ci sono in Siria che si chiamano Hama?…una rispondeva dall’altra parte il rappresentante dei ribelli”, il generale rispondeva “..strano, io sono in città, seduto fuori e bevo un Drink, non sento alcuna esplosione e non vedo alcun combattimento per le strade”.

Syrien Schutzschilde

Giornalisti Inglesi scrivono che tra i ribelli non ci sono siriani.

http://breakingnews.sy/en/article/4178.html#

Il giornalista/fotografo inglese John Cantile scrive in un suo articolo su “Breakingnews” che tra i rivoltosi in Siria non ci sono siriani ma mercenari stranieri provenienti da molte nazioni Europee e arabe, Cantile fu sequestrato il 19 Luglio assieme al suo collega Olandese Jeroen Oerlemans nel Nord della Siria, i due furono liberati dopo una settimana, Cantile dice che furono portati in un luogo dove si trovavano 30 Estremisti stranieri, la maggiorparte di loro parlavano il dialetto sud-londinese, gli altri erano Pakistani, alcuni di loro i più giovani puntavano in continuazione i loro MK.47 sempre nella mia direzione, londinese contro londinese, non mi sarei mai aspettato di incontrare Londinesi tra i ribelli in Siria, ma poi mi venne in mente quello che aveva detto il Ministro inglese William Hague, “l’aiuto per i ribelli sarebbe raddoppiato e insistendo che l’Inghilterra agirà fuori dalle risoluzioni Onu, in tutto il periodo della prigionia non ho visto nessun siriano di tutti quelli che sono passati dal quel campo, solo occidentali e pakistani provenienti dall’Inghilterra”.

Un Generale e 40 Ufficiali Turchi fatti prigionieri in Siria.

Durante i combattimenti per la liberazione della città Aleppo, le forze i sicurezza Siriane hanno fatto prigionieri un Generale Turco che coordinava gli attacchi dei Ribelli in città, in diverse parti della città sono stati fatti prigionieri altri 40 Ufficiali che anche loro dirigevano le operazioni per le imboscate da fare contro l’esercito siriano, sono stati portati a Damasco per essere interrogati, anche i Media Turchi riportavano la notizia precisando che tutti i tentativi fatti dal governo turco per liberarli sono falliti, anche quelli diplomatici, è risaputo che la Turchia, l’Arabia Saudita, gli USA ed il Qatar hanno fatto di tutto per boicottare le trattative di pace ed il piano di Kofi Annan, la Turchia addestra i ribelli nei pseudo Campi Profughi, il governo turco viene accusato dalle autorità siriane di addestrare e armare i ribelli che in seguito vengono fatti passare dal confine Turco e Libanese per commettere massacri e attacchi contro le forze di sicurezza siriane, il Direttore dell’accademia per gli studi orientali in Russia, lo scienziato Vitali Naumkin ribadisce che è essenziale mostrare al pubblico occidentale i prigionieri turchi, anche se servirà poco per dei colloqui di pace.

Aleppo sotto controllo delle forze di sicurezza siriane.

La battaglia per la conquista di Aleppo si è conclusa, le forze di sicurezza siriane sono riusciti a tagliare in due e decimare i gruppi di ribelli che si erano asseragliati in diversi quartieri della città (Salaheddin), hanno subito enormi perdite e stanno cercando di scappare dalla morsa in cui sono stati schiacciati dall’esercito siriano, tra le loro file è scoppiato il panico dato che tra le loro file ci sono parecchi mercenari occidentali che se catturati vivi, rimarranno il resto della loro vita in galera se non processati e condannati a morte, corrono voci che molti di loro sono “Militari Nato” che in caso di morte devono essere bruciati dai ribelli per non essere riconosciuti, cosa impossibile da fare perchè non hanno tempo a disposizione e probabilmente le sorprese verranno a galla nei prossimi giorni quando il governo siriano mostrerà queste persone vive o morte mettendo a luce la loro provenienza.

Belli Corrado

I mercenari della democrazia

I mercenari della democrazia fonte: etleboro.blogspot.it
Citando un fantomatico comunicato scritto da un presunto portavoce, i media internazionali hanno accreditato senza esitazione la defezione del Primo Ministro siriano, mentre i terroristi attaccavano la sede della televisione di Stato con una bomba. Al contrario, secondo fonti governative della Siria, non vi è stata alcuna fuga dal Governo e, dopo aver smentito l’abbandono di altri Ministri, viene annunciato che l’ex Premier Riad Hijab è stato solo dimesso. Non è un caso, infatti, che il comunicato sia stato trasmesso da Al Jazeera, senza mostrare nessun filmato o prova visiva materiale della presenza in Giordania del Primo Ministro siriano. Tale scenario era stato anticipato proprio dai servizi segreti cinesi – molto attivi nelle attività di intelligence di contrasto alla guerra della disinformazione – che avevano parlato di ‘false defezioni’ montate a livello mediatico dalle lobbies occidentali per dare l’illusione al mondo che il regime di Bashar al Assad sia vicino all’ineluttabile disastro, e con lui anche la Siria. E’ invece sempre più chiaro che Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Israele, Qatar e Turchia sono pronti ad invadere la Siria, sotto la bandiera della ‘guerra umanitaria’, oppure un’invasione soft’. E’ ancor più evidente che hanno dato il Premio Nobel per la pace al Presidente americano più sbagliato,  su decisione della più corrotta commissione del mondo.
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Filmato trasmesso sulla televisione ufficiale siriana  il 23 luglio 2012. Il notiziario spiega come aziende americane finanziate da Qatar e Arabia Saudita stanno costruendo scenografie a grandezza naturale dei quartieri di Damasco a Hollywood, per mettere in scena la caduta della capitale. Viene inoltre evidenziato che sono state già previste le defezioni degli alti funzionari.

Le informazioni rimbalzano da forum, blog e utenti sintetici sino ai grandi media, copiando ed incollando false immagini, deliberate manipolazioni e veri e propri filmati cinema, montati in  studi televisivi. I movimenti virtuali, che nascono e si sviluppano soprattutto sui socialnetwork, vengono creati e gestiti sempre dagli stessi user,  molti di loro già presenti  nei gruppi che hanno promosso i fenomeni di massa di Occupy Wall Street, Anonymous e Indignados.  Tra i motori della disinformazione compare l’Osservatorio Siriano  per i diritti umani – gestito da un certo Rami Abdulrahman – la cui informazione viene rilanciata da tutti i media pellegrini, che come pappagalli propagandano tali notizie accreditando questa fonte nata dal nulla.
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L’opera criminale della disinformazione dei media occidentali

Dinanzi a tale scempio, le intelligence sono scomparse e hanno disertato, lasciando ampio spazio di manovra ai mercenari delle lobbies, che stanno congiurando per portare gli Stati Europei in guerra. L’Italia non si sta sottraendo in alcun modo a questo gioco-forza, ormai schiava della vigliaccheria e del servilismo.  E’ diventata un assassino al servizio dei ‘petronazi’, un mercenario dei media e dell’opinione pubblica sintetica, un covo di falsi ministri  e traditori, con governi di copertura gestiti da congreghe e massonerie, associazioni, circoli, e tutta la finanza creativa necessaria per coprire sporchi traffici.
Il nostro Presidente Giorgio Napolitano, che di ipocrisia se ne intende, ha fatto segnare il degrado più assoluto delle istituzioni, che non è mai stato più basso dalla costituzione dello Stato italiano. La più alta carica dello Stato, mentre giornali e giornalisti erano in preda ad un fanatico voyerismo sulla carneficina della Libia, è rimasto in silenzio. Il Ministro degli Esteri Terzi, oltre a non contare assolutamente nulla, sostiene i terroristi di Al Qaeda, che i soldati italiani invece combattono morendo in Afghanistan. Le immagini degli agguati dei mercenari le abbiamo temute e combattute, ed oggi il Ministro Terzi sostiene chi sparava sulle nostre teste. Ma l’Italia non può per una scelta strategica  schierarsi dalla parte del terrorismo, di chi sgozza esseri umani e spara a brucia pelo. El Alamein, le battaglie in Russia e le altre gesta eroiche dei nostri valorosi antenati non assomigliano minimamente ai droni e alle strategie di acquisti del nostro Ministero della Difesa. Spieghino quindi, i nostri signori della guerra, quanti ‘business’ sono stati fatti dal 2001 ad oggi  grazie alla guerra contro il terrorismo, e quanti fronti sono stati aperti per derubare gli Stati più deboli delle loro materie prime?
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Manifestazione in sostegno al governo siriano tenuta a Sydney questa domenica 5 agosto.
Oggi, ancora una volta, abbiamo da una parte liberi cittadini siriani che in tutto il mondo difendono Bashar al Assad, con cortei e manifestazioni, mentre dall’altra una pseudo-opposizione fatta di estremisti guerriglieri, che si nasconde dietro un passamontagna. Mentre i giornalisti siriani vengono uccisi e linciati, Al Jazeera trasmette immagini e comunicati delle oppressioni dell’esercito siriano. Proviamo davvero una profonda vergogna per questa classe dirigente fatta da corrotti cocainomani, servi delle corporations e delle congreghe. Una volta c’era la Gladio, ed ogni Stato occidentale ne aveva una. Ci sono state mille controversie e tanti morti: erano uomini illusi, convinti di difendere una patria già venduta. Oggi Al Qaeda, prodotta dalle stesse entità che l’hanno combattuta, prolifera delinquenti, assassini, promettendo compensi e salari, per poi  mandarli sul fronte come carne da macello. Sta però arrivando il momento in cui i committenti di bombardamenti ed invasioni dovranno rispondere dei massacri e delle barbarie, ci sarà un Tribunale dell’Aja anche per i ‘portatori di democrazia’. La nostra speranza vive oggi nella nostra stessa forza di reagire a questa deturpazione della civiltà che ci apparteneva. Uno di noi vale mille di voi…
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Le immagini mostrano circa 650 Peshmergas che fanno ritorno dopo essere stati addestrati in un campo a Duhok, nel Kurdistan del Sud, al confine con la Siria. Secondo speculazioni da Ankara, Damasco avrebbe consentito l’avanzamento dei ribelli kurdi lungo la frontiera con la Turchia, come risposta alla possibile aggressione turca.

Pubblicato da a 00:48

Siria: l'esercito contrattacca ad Aleppo e a Damasco libera i due ingegneri italiani sequestrati dai ribelli

Сирия Алеппо город

Фото: EPA
Le truppe governative siriane stanno conducendo un’operazione per ripulire Aleppo dai ribelli. L’agenzia siriana SANA ha riferito inoltre che nei sobborghi di Damasco i soldati hanno distrutto diversi mezzi dei ribelli e conquistato i loro depositi di armi. L’esercito ha anche liberato i due ingegneri italiani che erano stati rapiti dai miliziani dell’opposizione. Il conflitto in Siria dura da marzo del 2011 e secondo le Nazioni Unite finora sono morte oltre 16.000 persone.

Siria, un massacro targato NATO

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di Gianni Fraschetti –

I due giovanotti qui a sinistra sono due guerriglieri siriani armati di tutto punto. Non sappiamo se sono autoctoni o se sono due tra le migliaia di mercenari sunniti reclutati dai servizi segreti della NATO un po’ ovunque in Medioriente e nella Penisola arabica. Si tratta di estremisti sanguinari, pagati con fior di petrodollari e venuti per  rovesciare l’ usurpatore alauita  Bashar al-Assad e per imporre col ferro e col fuoco una dittatura wahhabbita.

Cosi’ stanno le cose, pertanto se qualcuno, fortunatamente la mamma dei cretini e’ sempre incinta, pensava che tutte le balle che ci vengono propinate dai nostri organi di informazione corrispondessero a verita’ e che realmente l’ esercito siriano stesse massacrando il suo stesso popolo e’ pregato di resettare il cervello e di informarsi con maggiore cura. Questi mercenari sono i responsabili di gran parte delle stragi, secondo la vecchia regola della guerra asimmetrica  o rivoluzionaria che dir si voglia, che vede nel controllo delle popolazioni il primo ed inderogabile obiettivo da raggiungere. E come si controllano le popolazioni ? Ma con il terrore…e’ ovvio. Questo dicono e spiegano i manuali del bravo guerrigliero di tutto il mondo e questa e’ la regola che e’ stata ferocemente applicata nelle dinamiche di infiltrazione, di interdizione e di controinterdizione d’ area dei guerriglieri e dei reparti inviati in loro contrasto, dalle giungle centroamericane, alle risaie del Sud-Est asiatico, alle Repubbliche ex sovietiche al Medioriente. Alla fine queste guerre di liberazione non sono altro che un immenso carnaio di civili inermi che vengono vessati, seviziati e massacrati da tutte le parti in lotta per assicurarsi la fedelta’ dei superstiti.

O forse pensavate che avvenissero scene tipo corazzata Potemkin con l’ esercito che prendeva a fucilate i pacifici dimostranti ? perche’ questo e’ quello che i nostri media subdolamente stanno cercando di farci credere. da una parte un povero popolo disarmato e dall’ altra soldati sanguinari e senza scrupoli, secondo la divisione maniche tra buoni e cattivi che tanto bene ha funzionato dalla II Guerra Mondiale in poi.

Anche i nostri amati Viet-Cong massacravano le povere popolazioni civili e vale la pena di sciropparsi Apolcalypse now solo per ascoltare il monologo di Kurtz sull’ orrore, “… Noi vacciniamo i loro bambini e loro hanno la forza di tagliare  il braccio ai loro figli…”.

Insomma la guerra asimmetrica o rivoluzionaria e la forma piu’ sporca, piu lurida e sanguinosa di guerra e lo sapete perche’ ? Perche’ si gioca tutta sulla pelle dei poveri disgraziati.

I mercenari sunniti sono ovviamente armati ed equipaggiati dalla Nato che non bada a spese per questo, come gia’ fece in Libia mentendo inoltre spudoratamente circa la presenza di truppe occidentali a terra. C’erano, ve lo garantisco…inglesi, francesi, sauditi, qatarioti e naturalmente italiani…o cosa pensavate, per dirla come quel genio di Bersani, che noi stavamo a spazzolare i  capelli alle Barbie delle nipotine di Gheddafi ? Napolitano il bombardiere aveva tuonato e tutto e’ andato secondo i suoi desideri. la nostra parte di massacro l’ abbiamo fatta.

Dunque in Siria centrali di comunicazione, apparati per la visione notturna, armi leggere e medie tra  le piu’ sofisticate sono usuale equipaggiamento degli “attivisti”, ( come vengono chiamati dalla nostra stampa ), che hanno inoltre accesso  alle informazioni essenziali, immagini satellitari ed intercettazioni telefoniche, circa i movimenti delle truppe siriane. Un bell’ aiutino, non ce che dire.

La cosa piu’ ridicola, quasi esilarante, che gia’ era avvenuta in Libia e che puntualmente si sta ripetendo in Siria, e’ lo sforzo patetico dei nostri media per convincerci che i salafiti, i wahabiti ed i combattenti  dell’ annessa Al-Qa’ida, si siano presi una cotta incontenibile per la democrazia e mentre questi ultimi continuano incessantemente gli appelli sui canali satellitari sauditi e qatarioti affinche’ siano sgozzati gli alauiti e gli osservatori della Lega Araba, noi continuiamo a portare avanti questa oscena finzione.

Poco importa poi che Abdelhakim Belhaj, numero 2 di Al Qa’ida e governatore di Tripoli in quel che rimane della Libia, sia venuto di persona a collocare i suoi uomini nel nord della Siria e che Al Zawahiri, numero 1 di Al-Qa’ida, abbia fatto appello alla jihad in Siria, a noi ormai e’ partita la brocca  e la nostra stampa continua ad insistere che si tratta di una rivoluzione liberale, come in Libia, pari, pari e con la reintroduzione dei Califfati che come tutti ben sappiamo sono la massima espressione di una democrazia liberale.

E dunque ci tocca sciropparci  le accuse quotidiane del ramo siriano della Fratellanza musulmana che diffonde comunicati su comunicati sui crimini commessi dal regime siriano, firmandosi Osservatorio siriano dei diritti dell’ uomo. Da rotolarsi per terra dal ridere.

E cosi’, secondo un copione sperimentato da almeno quattrocento anni, la verita’ viene capovolta, le persone rapite, mutilate ed uccise da questa masnada wahhabita divengono vittime del tiranno che va a fare giusta compagnia ai suoi simili che gia’ avevano ricevuto lo stesso trattamento…E ce ne sono di illustri, da Carlo V di Spagna al Re Sole, a Napoleone Bonaparte, a Bismarck, a Hitler, a Mussolini, a Peron,  Gheddafi, Chavez ed alla Cristina Fernandez.. Con gli ultimi due che ancora governano ma sotto la minaccia di un intervento militare sempre piu’ vicino.

Insomma tutti coloro che si erano permessi di obiettare qualcosa sul metodo inglese prima ed angloamericano poi di organizzare il mondo.

Dunque la destabilizzazione della Siria, premessa indispensabile all’ aggressione dell’ Iran, diviene una luminosa tappa di quella “primavera araba” con la quale i servizi segreti della NATO stanno ridisegnando la mappa geopolitica della regione ed i campioni della democrazia liberale sono divenuti i Regni dell’ Arabia Saudita e del Qatar, ovvero due monarchie assolute ove non si e’ MAI tenuta una elezione e dove i dissidenti vengono incarcerati solo se alzano gli occhi da terra.

Dopo l’ennesimo odierno massacro di bambini, la speranza che dopo il veto russo e cinese ad interventi esterni di qualsiasi natura in Siria, la situazione potesse normalizzarsi sta svanendo. La Siria sta divenendo sempre di piu’ l’ epicentro di una contesa USA RUSSIA, nella quale Putin ha evidentemente deciso di porre fine ad un ordine mondiale unipolare anche a costo di rischiare un confronto armato. Credo che ogni europeo dabbene dovrebbe auspicarsi che il tentativo russo abbia successo.

fonte:

Calpestare la sovranità degli Stati porta all’apocalisse nucleare

After a period of subdued reactions, Russia believes it’s time to make it clear that it won’t let other nations affect its interests with impunity.


Dopo un lungo periodo di reazioni sottotono, la Russia ritiene che sia giunto il tempo di far capire che non consentirà  a nessuna nazione di colpire i suoi interessi impunemente.
In occasione del Forum Internazionale di San Pietroburgo, tenendo conto del summit di Camp David del 17/19 maggio 2012, Medvedev ha avvertito senza mezzi termini le nazioni che si servono di tutte le occasioni per minacciare la sovranità della Siria e dell’Iran che calpestare il principio della sovranità degli Stati può portare alla fine dell’ordine mondiale e a una guerra nucleare.
“Negli ultimi tempi siamo stati testimoni di molti esempi di infrazione della sovranità.” – ha detto il premier russo – “Basta ricordare le operazioni militari contro alcuni Paesi in flagrante violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, le dichiarazioni secondo cui un regime ha perduto la sua legittimità senza tener conto del punto di vista dei suoi cittadini e l’introduzione di pesanti sanzioni senza la necessaria autorizzazione delle Organizzazioni Internazionali.”
E’ passato poi a evidenziare il fatto che solo l’ONU può sistemare i conflitti che insorgono nell’ambito della Comunità Internazionale. Ha aggiunto, infatti, che l’unico strumento al quale possono ricorrere le nazioni in conflitto è quello indicato dalla sua Carta, che chiede il rispetto della supremazia della legge e della sovranità degli Stati. E ha fatto presente che le operazioni militari frettolose di solito portano al potere personaggi che non sempre si sono rivelati all’altezza della situazione.

fonte:

La Russia mostra i muscoli

The threats of Obama have isolated the United States. Now Russia and China are getting ready to sweep them from Afghanistan and assume the role of world leaders.

Il complotto ordito per attaccare la Siria, le sanzioni all’Iran e i comportamenti tenuti in Afghanistan non hanno conseguito l’effetto sperato. Questi Paesi, infatti, hanno stretto un’alleanza con Russia e Cina per scongiurare una guerra nucleare, cacciare gli Americani da Kabul e costringere Israele a scendere a patto con la Palestina e restituire le alture del Golan alla Siria. 

A questo scopo la Russia ha mandato diverse navi da guerra nel porto di Tarfus in Siria e ha deciso di lasciarvele in permanenza, per impedire agli Stati Uniti di aggredire il Paese alleato. Ha passato ai talebani le coordinate per assaltare le basi miitari della Nato e le ambasciate occidentali a Kabul. Ha contattato l’Azebarjian, il Kazakistan e l’Uzbekistan, per avere assicurazioni che non offriranno il loro apporto logistico agli USA. Ha trasformato in una roccaforte inespugnabile la sua base militare in Armenia. E ha dispiegato diecimila missili S-400 a Kalingrad, per far fronte a un eventuale attacco missilistico all’Iran.

La Cina ha cominciato a trivellare il Nord Est afgano dove ha trovato un giacimento petrolifero immenso e si prepara a costruire una linea ferroviaria che collegherà i due Paesi.
L’Iran ha fissato un accordo per portare il petrolio in Afganistan, Pakistan e India.
I talebani, che oramai hanno il consenso di tutto il Paese, hanno iniziato lacampagna di primavera uccidendo decine di occidentali e affrettandone il ritiro dal loro Paese.

Nello spazio di pochi mesi dunque la Nato andrà via dal Paese che ha occupato per undici anni, senza conseguire altri risultati che la devastazione della economia americana e la morte di diverse migliaia di giovani soldati.
Ieri la Russia ci ha salvato dal nazismo, domani ci salverà dal neoliberismo, perché la sua missione è quella di accorrere in aiuto dell’umanità ogni volta che la barbarie prende il sopravvento sulla ragione, servendosi del delirio di un pugno di squilibrati per ridurre la terra a una landa desolata.

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